CROLLO CDU-CSU e SPD ALLE ELEZIONI IN BAVIERA E HESSEN: ARRIVA IL POPULISMO ANCHE IN GERMANIA?

(foto afp)
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Populismo vuol dire protesta. Significa che la popolazione è insoddisfatta e cerca nuove espressioni di partito per risolvere i problemi che creano loro insoddisfazione.

Come esempi pratici di questa insoddisfazione-malcontento-protesta in Europa abbiamo i populisti della Lega e Movimento 5 Stelle in Italia, Syriza in Grecia e l’Fpö in Austria e la Brexit in Gran Bretagna, che sono tutti partiti al governo. Ma abbiamo anche partiti populisti all’opposizione di destra in costante aumento come la Le Pen in Francia, il PVV di Geert Wilders in Olanda, o di centro-sinistra come Podemos in Spagna.

 

 

 

Molti centri studi prevedono, o percepiscono, che dalle prossime elezioni europee del 2019 uscirà una forte crescita dei partiti populisti euroscettici che si esprimono contro le misure finanziarie UE. Il vento populista sembra invaderà il continente Europa.

 

ELEZIONI IN GERMANIA

Il populismo sta raggiungendo anche la ricca Germania? Le elezioni in Baviera del 14 ottobre e quelle in Essen del 28 dello stesso mese hanno visto il crollo dei due partiti maggioritari che da 60anni governano la politica federale tedesca: la CDU-CSU e la SPD, che mediamente in entrambe le elezioni perdono il 10-11%. Un crollo notevole e inaspettato. In verità è una cedimento che è in linea e rispecchia quello che sta avvenendo negli altri paesi europei, una caduta che riguarda tutti i vecchi partiti dirigenziali governativi filo-europei.

Dall’altra entrambe le elezioni evidenziano certo l’affermarsi del partito xenofobo AfD tra il  10 e il 12% (come tutti si aspettavano), ma anche la notevole crescita dei Verdi (Grünen) con una crescita tra l’’8-9% che si attestano mediamente sul 17-19% raggiungendo l’SPD e addirittura superandola in Baviera diventando il secondo partito dietro alla CSU (adesso al 37,2%, prima al 47,6%).

Sia l’AfD che i Verdi sono partiti di protesta che esprimono il malcontento, sia sociale che xenofobo delle masse.

Con i risultati elettorali in Baviera e in Hessen si potrebbe addirittura rischiare un paragone politico con quanto sta accadendo in Italia: la crescita dell’AfD sembra rispecchiare la crescita della Lega Nord xenofoba, mentre l’incremento dei Verdi lo si può accostare alla forte crescita elettorale del Movimento 5 Stelle, essendo le posizioni di protesta sociale tra i due partiti populisti in alcuni aspetti abbastanza simili, cioè critici verso i vertici europei e per un’Europa “meno austera”.

 

COSA PUO’ SIGNIFICARE IL CROLLO CSU – SPD E L’AUMENTO DEI VERDI E DELL’AfD?

Le dure misure restrittive imposte dalla UE in questo decennio non rimangono senza conseguenze.

Sono contro lo stato sociale e contro i lavoratori e gli effetti che producono sono quelli dell’impoverimento delle famiglie diminuendo il potere d’acquisto degli stipendi, colpendo le pensioni, e aumentando il lavoro precario. Il tutto a favore di una odiosa finanza che impone senza ritegno la sua dittatura. Tutto questo ha scosso duramente le persone e le masse lavorative di alcuni paesi in Europa. E gli effetti negativi delle misure UE operano certamente anche in Germania. E’ quindi da aspettarsi che l’establishment impositore ne paghi prima o poi le conseguenze. Perché più le misure peggiorative fanno sentire il loro effetto negativo di impoverimento sociale, più diventa evidente che i sacrifici imposti non servono assolutamente a niente, se non solo ad ingrassare una già obesa finanza inutile e parassitaria, peggiorando le condizioni di vita delle famiglie. Schäuble sostiene non sia così. Per noi Schäuble certamente si sbaglia.

E’ logico che tutto questo in Europa porti le masse ad essere insoddisfatte, in alcuni casi anche furiose. E naturalmente protestano. Protestano nelle maniere più svariate: con gli scioperi duri in Francia, il Brexit in Gran Bretagna, o votando partiti di protesta.

Tutta questa insoddisfazione-malcontento si mescola poi alla paura prodotta dall’ondata di migranti arrivati dalle guerre del Medio Oriente di Siria, Iraq e Libia, che fa alzare la febbre xenofoba.

ARRIVERA’ ANCHE IN GERMANIA LA PROTESTA POPULISTA?

Probabilmente si. Il vento protestatario iniziato con la Brexit nel giugno 2016 sta investendo tutto il continente, difficilmente la Germania ne rimarrà immune, e le elezioni in Baviera ed in Hessen ne sono la testimonianza.

In queste proteste i rivoluzionari marxisti si mobilitano nei sindacati per contrastare concretamente le misure peggiorative UE e si attivano nella società per spiegare e organizzare le masse lavoratrici sfruttate che la soluzione ai problemi creati dai capitalisti non sono i partiti populisti, che poi storicamente, quando arrivano al governo si adattano sempre a diventare membri dell’establishment (vedi Syriza o Trump), ma una società diversa, una società superiore senza più sfruttamento. 


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