“GLI STATI UNITI PERDONO IL DOMINIO MILITARE”

 

-CONFRONTO-SCONTRO TRA BORGHESIE-

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 E’ LA CONCLUSIONE DI UN DOCUMENTO STILLATO DA UNA COMISSIONE SOVRAPARTITICA DEL CONGRESSO USA

 

 

 

 

 

Nell’articolo “Gli USA perdono il dominio militare” del 14 novembre sorprendentemente ”Der Spiegel” riporta che, nonostante gli Stati Uniti abbiano nell’anno corrente la spesa militare più costosa del mondo con 716 miliardi di dollari, ossia 4 volte quella della borghesia cinese e ben 10 volte quella dell’imperialismo russo, in un documento della Commissione Usa - reso pubblico dal “Washington Post”-  si sostiene che gli Stati Uniti “stiano perdendo il dominio militare nel mondo”. Il motivo di tale strana ed eclatante notizia viene però subito chiarito: è nella tecnologia militare che gli Usa stanno perdendo posizioni rispetto ai concorrenti, riferendosi a Russia e Cina.   

Katlheen H. Hicks, membro di questa Commissione Usa, afferma - continua il Washington Post - che all’interno del Congresso americano i democratici non sembrano però preoccuparsi di questa situazione. Anzi nel loro programma sarebbe addirittura previsto di “diminuire” la spesa militare americana. Perché dal loro punto di vista “gli Usa stanno ottenendo nel mondo tutto quello che vogliono, anche nell’ambito militare” (Der Spiegel – ibidem). 

Secondo la rivista di Amburgo questa Commissione del Congresso Usa, deputata ad indagare sull’attuale situazione militare americana, è stata in realtà voluta dallo stesso Trump e il risultato che ne è emerso deve servire al presidente dell’imperialismo americano per sostenere e giustificare (in contrasto con i democratici) il forte riarmo di spesa militare americana da lui stesso intrapreso.

Però è da sottolineare, che molti gruppi finanziari e multinazionali americane vedono nel riemergere dell’ imperialismo russo, e soprattutto nell’aumento della potenza cinese, un pericolo, non un vantaggio per se stessi. E che quindi vogliono reagire e prendere le relative contromisure. E lo dicono a chiare lettere, ufficialmente, negli Usa. Perché nell’espandersi notevole della borghese Cina vedono un futuro di forte pericolo per i loro lucrosi affari nel mondo. Per l’evidente legge capitalistica che anche la Cina, come tutte le imprenditorie del pianeta, è in forte concorrenza con gli Stati Uniti per ottenere profitto. E i potenti mezzi di informazione Usa diretti e condotti dai grandi gruppi finanzal-imprenditoriali, affermando che la “supremazia americana” è in pericolo, spingono senza sosta per influenzare i politici e la popolazione americana perchè si contrasti, si ostacoli i concorrenti russi e cinesi, E’ così che Trump ha pensato - e deciso - di proporsi alle elezioni e di presentare la sua ormai super famosa “Make America great again” (riportiamo l’America ancora grande).

Adesso, com’è chiaro, la sua politica aggressiva è in pieno svolgimento.

BORGHESIA RUSSA: NEL MONDO DIVENTATA MASSIMA VENDITRICE DI ALTA TECNOLOGIA MILITARE.

Sul grande ed esteso territorio russo, la grande industria russa in realtà non è molto ampia. L’imperialismo russo non è una grande potenza industriale come può essere la Germania, gli USA, il Giappone o la Cina. E non è neanche una potenza finanziaria com’è Wall Street o Londra. Molti dei suoi guadagni l’imprenditoria statale e privata russa li ottiene con la vendita dell’estrazione del petrolio grezzo e del gas combustibile (di cui è molto ricca anche se costantemente in balia dell’altalenante prezzo) e la vendita di prodotti agricoli cereali.

Nel settore industriale è però nell’alta (o meglio, altissima) tecnologia militare che l’imperialismo di Mosca si è particolarmente specializzato, raggiungendo i livelli massimi. In questo settore oggi la Russia non teme rivali, e si pone veramente come il più forte concorrente nei confronti dell’antagonista americano. 

Infatti al momento, le sue armi ad altissima tecnologia sono tra le più richieste. Cina, India, Indonesia, Pakistan, Siria, Iran, ecc. fanno a gara per acquistare i sistemi missilistici russi S400 e i recenti aerei da combattimento Sukhoi, per non parlare dei carri armati. Ma non solo i paesi “amici” sono ‘clienti’ delle armi russe,  addirittura anche un paese membro NATO, la Turchia, ne è acquirente, sfidando le ire di Trump che minaccia ritorsioni (e che spesso anche attua) con sanzioni ed embarghi vari per chi compra dai russi. Eppure anche sotto minaccia questi paesi acquistano comunque le costosissime armi russe di ultima generazione, sperimentate e collaudate - tra l’altro - nella guerra in Siria.

Si può dire che la Russia ormai da diverso tempo detiene stabilmente il 2° posto in questo settore di morte. Il primo posto spetta, com’è chiaro, all’imperialismo americano. Washington  vende armi praticamente a mezzo mondo, se si pensa che fornisce tutti i paesi NATO e tutti i paesi “amici” che vengono abbondantemente militarizzati in funzione anti russa-cinese-iraniana-venezuelana.

Per esempio l’Arabia Saudita riceverà dagli Stati Uniti una mega fornitura di armi di 110 miliardi di $ per svolgere il ruolo di sentinella degli interessi americani nel Golfo Persico.

Certamente l’obbiettivo per cui nell’arena mondiale le borghesie si confrontano e si combattono non è per raggiungere il benessere dell’umanità, ma a conferma di Marx, per ottenere il massimo profitto capitalista. 


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