GUERRA TRUMP–IRAN: UNA GUERRA TRA BANDITI
Dopo aver riportato Siria e Venezuela sotto controllo occidentale, Israele su commissione USA ha neutralizzato Hezbollah in Libano e Hamas in Palestina, ora è il turno di prendersi anche l’ultima grande “zona di influenza” rimasta all’imperialismo russo: l’Iran. Una Russia super indebolita dalla guerra contro L’Ucraina e vicina al collasso che non riesce più a difendere le sue storiche “sfere di influenza”.
Nello scontro tra capitalisti-banditi vige una regola fissa: chi si indebolisce viene sopraffatto da chi è più forte. E’ per così dire, la “legge della giungla capitalista”: chi si è indebolito e non riesce più a difendere “i suoi territori”, se li vede subito sottrarre da chi è più forte.
E’ ciò che sta accadendo oggi nello scontro interimperialista.
Ormai l’imperialismo russo è quasi al collasso. Sempre più fonti riportano che per sostenere la guerra contro l’Ucraina, Mosca, causa il forte ribasso delle entrate finanziare dovuto alla diminuzione del prezzo del petrolio, ha iniziato ora a vendere le proprie riserve: oro, dollari, euro e yuan. E si sa, una volta esaurite le “riserve” dopo non resta più nulla. O meglio, rimane solo aumentare sempre più le tasse ai cittadini, stampare carta moneta causando inflazione con conseguente forte aumento dei prezzi, e chiedere soldi alle proprie banche (come sta già accadendo). Tutto ciò però è estremamente rischioso, può innescare una spirale di proteste, proprio come accaduto di recente in Iran causa il forte aumento dei prezzi interni.
Quanto potrà durare questa precaria situazione per l’establishment russo? Certamente non a lungo. I concorrenti imperialisti lo sanno molto bene e conoscono bene anche le gravi difficoltà in cui versa la Russia. E naturalmente – come nella legge della giungla - iniziano ad approfittarne. Come? Cominciando ad andarsi a prendere le “zone di influenza” del concorrente in difficoltà. Con le guerre.
secondo l’analisi marxista per i capitalisti le guerre sono totale normalità. Per le persone comuni uno scandalo, una tragedia, ma per i capitalisti le guerre sono solo uno dei tanti mezzi (come la diplomazia, la finanza, i crediti, la corruzione, ecc.) per arrivare ad accumulare denaro e diventare
sempre più ricchi. “La guerra è la continuazione della politica con altri mezzi” affermava il generale prussiano Clausewitz. Proprio così. Anche oggi ne abbiamo la conferma: le guerre divampano ovunque, utilizzate come strumento nella concorrenza per espandersi.
Dopo la sbornia di decenni di rapporti tra le potenze basati su metodi “pacifici” e “democratici”, sul “rispetto del diritto internazionale”, sulla “diplomazia”, ecc., oggi tutti i media parlano di una nuova “filosofia” che si sta imponendo nei rapporti tra le potenze: l’uso brutale della “forza delle guerre”. Ancora una volta, una conferma del marxismo.
Ogni volta che in passato la competizione internazionale tra le potenze si è inasprita, gli imperialisti sono passati nei loro rapporti dai metodi “pacifici-democratici” ai “brutali metodi militari”. Non è una novità. Il capitalismo era capitalismo ieri e rimane capitalismo oggi, utilizzando sempre gli stessi metodi che si ripetono. Ed è chiaro anche quale sarà, ancora una volta, il mostruoso sbocco che ne deriverà.
Oggi la borghesia iraniana, con un PIL di 356 miliardi di dollari – 44ª economia mondiale – non ha alcuna possibilità, nel contesto interimperialista, di resistere contro la superpotenza USA (1° PIL mondiale con 30,62 trilioni di dollari). Questo è chiaro a tutti. Solo i fanatici religiosi che la dirigono, accecati dalla religione, non possono comprenderlo o accettarlo.
Difficile dire quanto la guerra durerà e quali disastri e conseguenze produrrà. Certamente come sempre, molte. All’inizio Trump azzardava che il conflitto sarebbe durato “almeno 4-5 settimane”, ora dice “durerà quanto necessario”, ma se questi fanatici religiosi non si arrenderanno presto, la guerra potrebbe protrarsi molto a lungo.
La concorrenza capitalista sul pianeta si sta aggravando e le guerre si intensificano (anche una guerra tra Pakistan e Afganistan è appena scoppiata). E’ assolutamente necessario che anche i marxisti intensifichino la loro attività per essere pronti al prossimo appuntamento rivoluzionario.
Non c’è altra scelta!
