Parlamento strumento della borghesia per il controllo sul proletariato. Scelta tattica astensionismo.

 

 

La grande borghesia industriale e finanziaria, che è una piccolissima minoranza della popolazione, l’1%, ha il ciclopico problema di controllare la gran massa del proletariato, che in alcune nazioni arriva ad essere anche l’85-90% della popolazione attiva.

Per arrivare a questo enorme controllo ha bisogno di strumenti adeguati. I media, cioè i giornali e le tv e poi le scuole, le università, il clero, ecc. svolgono egregiamente questo compito. Ma lo strumento migliore, per eccellenza, viene svolto dal Parlamento.

Il parlamento serve al padronato per dare l’impressione al proletariato attraverso il voto, di poter decidere sulla conduzione della vita politica ed economica del paese, di aver un ruolo.

Il trucco, il gioco di prestigio dei ricchi nell’uso di questo strumento, consiste nel fatto di far votare il lavoratore facendolo scegliere su una vasta gamma di partiti dei quali il lavoratore conosce poco o crede di conoscere. Partiti che invece, chi direttamente chi indirettamente, nascostamente, lavorano per il padronato e fanno finta di litigare tra di loro. Dopo il voto, per il fatto che i parlamentari rimangono in carica 4 o 5 anni e in questo periodo non possono più essere ritirati, ritrattati, il lavoratore che li ha votati non è più in grado di controllarli e quindi i partiti, slegati da chi li ha votati, possono prendere qualsiasi decisione, seguendo le indicazioni e gli interessi dei ricchi imprenditori da cui dipendono.

Il  lavoratore che con il voto è convinto di essere stato determinante, in realtà non conta assolutamente nulla. Gli è stato buttato solo fumo sugli occhi per attirarlo in una scelta che  con i suoi interessi nulla ha a che fare.

Si sta notando però che sempre più lavoratori istintivamente percepiscono questa discrepanza, questa inganno e nei decenni il numero dei votanti sta sempre più diminuendo.

Che posizione dobbiamo tenere come partito rivoluzionario di fronte a questo strumento sofisticato parlamentare della borghesia?

Dobbiamo usarlo, oltre agli altri sistemi organizzativi di sviluppo del partito che abbiamo, entrando nel parlamento e sfruttarlo come ulteriore aiuto per lo sviluppo del partito, usandolo come “cassa di risonanza” per la diffusione delle idee comuniste? In altre parole, nella piena consapevolezza che con il parlamento il proletariato e il partito rivoluzionario non possono ottenere o accedere a nulla,  lo si potrebbe però sfruttare come eco in modo che le idee comuniste possano raggiungere più lavoratori possibili, come perseguito dai bolscevichi e dai socialdemocratici rivoluzionari tedeschi e come consigliato da Lenin nella 3° Internazionale?

Oppure usare l’astensionismo parlamentare?

DIPENDE DALLE CONDIZIONI politiche sociali  in cui ci troviamo ad operare.

Ai tempi di Marx (e dei suoi socialdemocratici) e di Lenin (e dei suoi bolscevichi) i partiti rivoluzionari erano costretti alla clandestinità e oltre ai sistemi organizzativi interni propri per lo sviluppo del partito, l’aiuto  dell’uso del parlamento borghese come “cassa di risonanza” poteva tornare molto utile per diffondere le idee comuniste in quei momenti duri di bando dalla legge.  

Al giorno d’oggi però la situazione sotto questo aspetto è notevolmente cambiata e i partiti rivoluzionari, almeno nelle nostre nazioni, per il momento, non sono costretti alla clandestinità o semiclandestinità e lo sviluppo dei partiti rivoluzionari è tranquillamente possibile senza entrare nel parlamento e usarlo.

Oggigiorno usare il parlamento come partito rivoluzionario pone un grosso problema: essere in parlamento  e allo stesso tempo denunciarlo come efficace strumento della borghesia contro i proletari appare e rimane una forte contraddizione agli occhi del lavoratore. Una forte incongruenza che crea una notevole confusione nella testa di chi vuole capire, vuole unirsi a noi e combattere contro il capitalismo per una società superiore. Rimanere coerentemente al di fuori dello strumento borghese parlamentare diventa perciò, agli occhi di chi è contro il sistema, logico, chiaro. E questo facilita la formazione di chi vuole impegnarsi contro il sistema.  

Perciò essere fuori dalle aule parlamentari  e adoperare i normali metodi di sviluppo extraparlamentari del partito rivoluzionario usati dai socialdemocratici e dai bolscevichi, diventa in questo momento e in questa situazione secondo noi, la scelta politica migliore, più efficace.

E l’attuale esteso, enorme, partito rivoluzionario extraparlamentare Lotta Comunista in Italia, che con molto successo sta usando i sistemi organizzativi coerentemente astensionisti è la conferma che la scelta funziona. Scelta che ha permesso al piccolo gruppo dei fondatori di Lotta Comunista quale era negli anni ’50 di arrivare ad estendersi su tutta la penisola italiana e negli anni 2000 di aprire circoli anche in Europa.

Anche per noi quindi, l’astensionismo diventa la scelta più idonea, coerente, di successo, su cui proseguire.

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MARXISMO PRATICO – ATTUALITA’

I GOVERNI: ESPRESSIONE DELLE BORGHESIE!

 

COME MAI I POLITICI DICONO UNA COSA E POI NE FANNO UN’ALTRA?

                                                                                       

                                                                                                                                                                                                                                         traduzione da "Der kommunistische Kampf" - giugno 2015

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Tutti pensano che il parlamento sia l’espressione della volontà  popolare perché i partiti, i parlamentari vengono votati dalla popolazione.

Questo è quello che appare. In realtà però, all’approfondimento,  non risulta essere così.

Certo, i parlamentari vengono votati, ma bisogna capire bene come funziona  il meccanismo, quali sono i trucchi di questo meccanismo. E’ molto importante!

Innanzitutto: i partiti presentano i loro candidati. Ma cosa ne sa, cosa conosce veramente l’elettore di questi candidati? Questi fanno un sacco di promesse, dicono tante cose, l’elettore deve fidarsi, ma cosa conosce realmente l’elettore di queste persone, delle loro vere intenzioni?  Niente, assolutamente niente!

Primo: questi partiti, questi candidati, dicono veramente tutto in campagna elettorale o tengono nascosto qualcosa?

Secondo: succede sempre, che dopo ogni tornata elettorale, poco tempo dopo che il nuovo governo si è insediato ed ha cominciato a operare, che gli elettori percepiscano che  qualcosa  non va, che il nuovo governo sta operando diversamente da come aveva promesso in campagna elettorale.

A questo punto però, se gli elettori delusi volessero cambiare il governo, il parlamento, questo non è più possibile, perché la legge fissa che il parlamento si rinnova ogni 4 anni.

Quindi gli elettori delusi devono tenersi questo governo anche se in campagna elettorale ha detto  cose e dopo ne fa altre.

Conclusione:  chi vota non ha nessuna garanzia che quello che viene promesso venga poi mantenuto!

Quindi,  gli elettori non hanno nessun controllo su chi hanno votato! La conseguenza  è chiara,  gli elettori non hanno nessun controllo neanche sul Parlamento!

E’ questo  il nocciolo, il fulcro del meccanismo, il trucco!

I Parlamenti, i governi, grazie al fatto che possono stare in carica 4 anni indipendentemente da tutto, una volta votati possono fare tutto quello che vogliono , anche il contrario di quello che hanno promesso ai loro elettori!

Il Parlamenti sono  quindi studiati in modo da risultare COMPLETAMENTE AUTONOMI dalla popolazione! Vengono si votati dalla popolazione, ma poi ne sono completamente svincolati.

Ma che senso ha tutto questo?

Il marxismo vede come classe dominante nella società capitalistica la borghesia.

In che modo la borghesia domina il proletariato, cioè la classe sfruttata dei lavoratori dipendenti?

Uno degli strumenti è proprio il Parlamento .

PARLAMENTO CHE E’ FATTO IN MODO CHE I LAVORATORI NON   POSSANO CONTROLLARE !

Certo, questo ha un costo per il padronato:  il costo è la progressiva sfiducia dei lavoratori verso le istituzioni.

Infatti il numero dei votanti verso i parlamenti nel tempo non è stato di continuo aumento, ma di costante calo. Se per es. prendiamo l’ultima elezione in Gran Bretagna del 7 maggio di quest’anno, troviamo che ha votato il 66% della popolazione (nel 1950 era l’80%). In Germania i votanti alle ultime elezioni del 2013 sono stati il 71,5% ( nel 1953 erano l’86%). Ma dove si vede bene che i lavoratori si sentono presi in giro dai parlamentari sono state le votazioni comunali avvenute nel 2014  in Italia (dove ci sono grossi problemi economici e sociali), nella regione, per così dire “rossa” dell’  Emilia Romagna, dove la delusione (o il disincanto) dei lavoratori ha fatto precipitare il voto al 37,7% (alle comunali precedenti era stato del 68,1% e alle elezioni nazionali del 1948 i votanti erano il 92,23%)!

Agli occhi dei lavoratori quindi diventa sempre più chiaro che il parlamento non lavora per  loro, che non è un loro strumento! 

Engels, maestro e cofondatore del comunismo scientifico, ci da delle spiegazioni di come è strutturata questa società,  con una citazione contenuta  nell’Antidühring  del  1878, che non è una citazione  astratta di altri tempi, ma  un realissimo concetto pratico odierno:  “Lo stato moderno, qualunque ne sia la forma, è essenzialmente una macchina capitalistica, uno Stato dei capitalisti, il capitalista collettivo ideale”. E per “stato moderno” si intende ovviamente   il parlamento e i partiti che vi lavorano.

Oppure possiamo prendere le affermazioni di Marx  contenute ne “L'ideologia tedesca”: lo Stato «non è altro che la forma di organizzazione che i borghesi si danno per necessità, tanto verso l'esterno che verso l'interno, al fine di garantire reciprocamente la loro proprietà e i loro interessi» .

Ed ecco che comincia a diventar chiaro, a concretizzarsi il perché “i parlamentari, i partiti, dicono una cosa e poi ne fanno un’altra!”

 

E diventa chiaro il perché i marxisti definiscono i parlamenti di tutto il mondo espressione delle borghesie dominanti, strumento fatto apposta per coinvolgere e controllare politicamente e psicologicamente i lavoratori.




LE DIVERSE SOVRASTRUTTURE DEL CAPITALISMO

 

-DEMOCRAZIA, TOTALITARISMO, CAPITALISMO DI STATO-

 

 

E' opinione comune che un capitalismo  è buono se è democratico, cattivo se è totalitario e  buono o cattivo –a seconda dei  punti di vista- che viene chiamato “socialismo o comunismo” ( in realtà il comunismo è tutta un’altra cosa).

La borghesia sostiene che sono realtà scollegate, differenti tra loro, per i marxisti invece sono  la stessa cosa.

Nel capitalismo, come tutti sappiamo è  la borghesia che detenendo i mezzi di produzione (le fabbriche) sfrutta la classe degli operai  o salariati, ed è sempre il padronato che vendendo le merci gestisce gli affari. Il proletariato invece  vende la propria forza lavoro al padrone in cambio di uno stipendio o salario. Nel capitalismo quindi è palese che la borghesia, che detiene i mezzi di produzione, si arricchisca sfruttando il  proletariato. Nella società odierna purtroppo,  non si produce per il fabbisogno della popolazione, ma, come detto,  per arricchire la classe dominante.

E’ SEMPRE LA BORGHESIA CHE DECIDE LA FORMA DELLO STATO (a seconda degli interessi del momento).Nella società capitalista la borghesia ha bisogno dello stato per poter esercitare il proprio potere sul proletariato: è come se fosse il suo involucro o casa dentro la quale gestisce i propri interessi. Gli affari (la vendita delle merci) possono essere sia interni, le merci vendute o comprate all'interno della nazione, che esterni, cioè commerciate con gli altri stati. Il capitalismo però si presenta con una moltitudine di sovrastrutture (forme di stato) diverse

 

La più classica è la democrazia, cioè quella dove la gente con il proprio voto crede di decidere i propri rappresentanti. Lenin la chiamava "il miglior involucro del capitalismo". Il motivo sta nel fatto che in democrazia la borghesia usa (nascondendolo molto bene) i vari governi per la gestione dei propri affari,  escludendo da ogni potere decisionale il proletariato. Quindi l'involucro democratico è molto ambiguo perchè da al proletariato l'illusione di contare nella vita politica, però di fatto non ha nessun potere decisionale. Marx ed Engels chiamavano il parlamento "un organo che gestisce gli affari della borghesia",mentre Lenin diceva molto chiaramente che la democrazia in realtà è "una dittatura nascosta  della borghesia sul proletariato".

 

 Un'altro involucro del capitalismo è il totalitarismo

Gli esempi più lampanti sono stati il nazismo in Germania ed il fascismo in Italia . In questo involucro il proletariato non ha libertà di voto e molte volte neanche di esprimere il proprio pensiero. Essendo la borghesia a gestire gli affari all'interno dello stato ovviamente ne può cambiare la forma a suo piacimento conforme le proprie esigenze. Infatti nel secondo conflitto mondiale la borghesia italo-tedesca ebbe bisogno di dichiararsi nazifascista: questo perchè aveva la necessità di  un'ideologia che esaltasse  al massimo l'unità nazionale per poter combattere una guerra imperialistica. 

 

Un altro involucro è  il capitalismo di stato. Questa sovrastruttura del capitalismo viene spacciata dalla borghesia attraverso i suoi media per comunismo. Gli esempi sono l'ex Germania dell' Est, l'ex Unione Sovietica di Stalin con i suoi paesi satelliti, la Cina di Mao, Cuba con Castro ecc... Chiariamo subito che la differenza tra Capitalismo di stato e la società superiore comunista sta nel fatto che nel comunismo non esistendo classi sociali  i prodotti vengono DISTRIBUITI tra la popolazione e non più COMMERCIATI (come invece succede adesso nella Cina a capitalismo di stato di Mao o nella Cuba di Castro) . Dove vige il capitalismo di stato  i mezzi di produzione vengono statalizzati. Con questo tipo di economia i falsi comunisti sostengono che la borghesia non esiste più. FALSO! La borghesia diventa lo stato cioè il partito al comando che gestisce gli affari sostituendosi ai capitalisti privati. Infatti nel capitalismo di stato esistono tutte le leggi capitalistiche come il commercio delle merci, l'arricchimento e lo sfruttamento di una classe sociale sull'altra, la disoccupazione ecc. Possiamo notare che esistono i soldi, gli interessi e le banche; tutte cose che in una futura società comunista non esisterebbero.

 

Anche nella Città del Vaticano c'è il capitalismo statalizzato perchè a gestire gli affari sono i preti che rappresentano un organo statale. Quindi riassumendo dove ci sono affari, profitto e vendita delle merci c'è sempre il capitalismo, questo inevitabilmente porta a disoccupazione,povertà e guerre. Per evitare tutto questo abbiamo bisogno e dobbiamo batterci per una  società superiore comunista dove tutto verrà distribuito  equamente tra la popolazione.

                                                                                                                                                                                 Marco Piccoli

 

traduzione da "Der kommunistische Kampf" - dicembre  2015

MA CHE COS’E’ VERAMENTE  LA DEMOCRAZIA NELLA NOSTRA SOCIETA’?

 

Le persone sono sempre contente quando si parla di democrazia. Appare subito che non esiste nessuna dittatura, ma esiste la libertà: libertà di parola, di voto, di stampa, libertà di associazione, elezioni, parlamenti, esistenza di più partiti, ecc.

Appare tutto come positivo. Ma la democrazia non è solo questo.

La realtà va osservata in tutti i suoi aspetti per poi non rimanere delusi. Quando si affronta un tema importante come la “democrazia” bisogna innanzi tutto aver chiaro il contesto in cui si vive, vale a dire il tipo di società in cui si vive, che per noi significa sistema capitalistico. E sappiamo che capitalismo non significa solo e sempre benessere e cose positive.

Ma per prima cosa, andiamo a vedere da dove proviene la “democrazia”, questo particolare sistema di organizzazione politico-sociale.

E’ ampiamente noto che le prime forme di democrazia (600 a.C.) provengono dall’’antica Grecia e soprattutto dalla città di Atene. Quello che forse è meno noto è che nell’allora forma elettiva democratica, coloro che avevano diritto al voto erano solo un piccola minoranza della popolazione:  potevano votare solo gli uomini in età adulta  con cittadinanza e ne erano esclusi i minori, le donne, la servitù e gli schiavi. Escludendo questi ultimi al diritto di voto, ne risulta che alla fine gli uomini adulti con cittadinanza che potevano votare era “una percentuale oscillante tra il 10 e il 20% dell’intera popolazione” (Wikipedia).

Ma qual’era lo scopo del votare?

Le città greche erano divise in “fazioni Aristocratiche”, le quali si scontravano duramente e sanguinosamente tra di loro per il dominio politico e organizzativo delle città. Dominio che poi veniva mantenuto con dittature molto dure e severe.

Eleggere dei rappresentanti (senatori) appartenenti alle varie fazioni aristocratiche aveva lo scopo di “prevenire le lotte per il potere tra queste diverse fazioni” (Wikipedia), di trovare dei rappresentanti che ottenessero un equilibrio, un compromesso tra i diversi interessi delle fazioni in lotta, senza che una fazione avesse il soppravvento sull’altra e senza il ricorso continuo a scontri armati sanguinosi.

Questo era precisamente lo scopo della forma politico-statale chiamata poi (nel 440 a.C.) “democrazia”, in contrapposizione alle forme dittatoriali.

E questo preciso motivo spiega il perché la servitù, gli schiavi, i minori e le donne erano esclusi dal votare. Perché come componenti sociali non avevano niente a che fare con lo scontro di interessi per la lotta del potere che muovevano le varie “fazioni Aristocratiche” delle città.

E veniamo ai giorni nostri.

Dopo più di 2000 anni la forma politico-statale “democrazia” viene ripresa dal sistema capitalistico.

Le borghesie (i ricchi) che dominano il sistema, all’inizio del sorgere del capitalismo sperimentano le forme “dittatoriali”. Ad un certo punto però, quasi tutte si orientano verso la forma democratica. E’ evidente quindi che per loro la “democrazia” diventa la forma statale più idonea, la migliore, dove perseguire e condurre i propri affari. Già all’inizio del ‘900 Lenin, acutamente e lungimirante, vedeva la democrazia come “il miglior involucro per il capitalismo”. 

Ma perché è la forma statale “più idonea”, il “miglior involucro” e tutte le borghesie adottano questo sistema?

Innanzi tutto bisogna chiarire e precisare che nel sistema capitalistico, cioè nella nostra società, sono le borghesie dominanti che scelgono le forme statali. E’ esattamente come dice Engels nell’Antidühring:  “Lo stato moderno, qualunque ne sia la forma, è essenzialmente una macchina capitalistica, uno Stato dei capitalisti, il capitalista collettivo ideale”.

Quasi tutti pensano che sia la popolazione, il proletariato, a scegliere la forma statale di una nazione. Non è così! Viene fatto apparire così, ma non è così! A determinare le forme statali sono sempre e comunque le borghesie. Prima il padronato decide che forma di stato è più adatta per i suoi interessi, poi la popolazione, cioè il proletariato, viene portato, condotto, convinto attraverso i sistemi di persuasione che le borghesie hanno a disposizione, -media, tv, giornali, politici, esperti, università, scuole, preti, ecc.- ad accettare inconsapevolmente quello che loro hanno già deciso e predisposto.

Prendiamo l’esempio interessante di Hitler! La politica aggressiva di Hitler serviva ai ricchi tedeschi in quel particolare momento per portare la nazione allo scontro, duro, armato contro le altre borghesie. Lui era un pittore sconosciuto, disoccupato e squattrinato, nonostante questo i media dell’epoca – i giornali, radio (naturalmente di possesso delle grandi banche e dei grandi industriali), gli intellettuali,  il clero, ecc. riuscirono facilmente a farlo  accettare alla popolazione come eroe e portarlo poi fino all’osannazione nazionale! (Per poi a guerra perduta mollarlo e screditarlo brutalmente!).

Perché allora la forma “democratica”?

Anche oggi i grandi complessi industriali-bancari che compongono e governano una nazione hanno bisogno di trovare il giusto equilibrio, compromesso, senza doversi in continuazione scontrare tra di loro, anche militarmente. E hanno bisogno che non ci sia sopraffazione di un gruppo sull’altro. Esattamente come avveniva tra le “fazioni Aristocratiche” nell’ antica Grecia e Roma. E la forma democratica è la forma più adatta, la migliore per ottenere questo.

Poi, ai giorni nostri, i grandi padronati, cioè i ricchi, che sono una minuscola minoranza della popolazione (2-3%) hanno anche un altro enorme problema: dominare il proletariato sfruttato, che è l’80-85-90% della popolazione! Lo devono, per i propri interessi, condurre e gestire nei lunghi  momenti di espansione economica, ma anche e soprattutto nei terribili momenti delle crisi economiche e delle guerre causate dagli affari.

E per questo la “democrazia” dimostra funzionare ottimamente! Con il sistema collaudato delle elezioni viene data l’impressione ai lavoratori di essere loro a scegliere le forme di governo, di essere loro a dirigere la società. In realtà è tutta un’illusione! Dopo il voto, il lavoratore che ha dato la sua preferenza, non ha più la possibilità di controllare, gestire, fermare il politico o il partito che ha votato, per cui queste persone sono libere di agire come meglio credono, anche facendo il contrario di quanto promesso in campagna elettorale. E nei lunghi 4-5 anni di legislatura possono così senza tanti problemi seguire le indicazioni e gli interessi degli imprenditori e delle banche, i quali attraversi i loro media (tv, giornali, ecc.) giustificano e fanno accettare alla popolazione quello che i vari governi decidono.

Da questi approfondimenti e considerazioni diventa estremamente chiaro che con le forme “democratiche” i vari padronati hanno ampiamente in mano la società e la conducono a seconda dei loro bisogni.

Sarà solo nella società superiore comunista, dove i prodotti saranno suddivisi tra la popolazione e non più venduti per trarne un guadagno (vendita dei prodotti che è la causa delle crisi, delle guerre, dello sfruttamento di una minuscola minoranza sull’enorme maggioranza), che si potrà finalmente trovare quella vera libertà, quella pace a cui tutti aspiriamo: non più sfruttamento, uguaglianza economica, sociale, “vero” voto, sparizione delle crisi, delle guerre.

traduzione da "Der kommunistische Kampf" - luglio 2016



ATTUALITA’ E  VALIDITA’ DEL METODO MARXISTA:

E’ L’ECONOMIA CHE DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE DIRIGE LA POLITICA

 

 

Nella quotidianità siamo bombardati da mille notizie politiche, da mille fatti di cronaca, scandali, catastrofi che accadono intorno a noi. Il tutto ci crea una grande tensione, un grande stress e tanta confusione, ma anche una grande curiosità.

In tutto questo caos com’è possibile  capire cosa sta succedendo,  qual è la politica che viene portata avanti, dare una logica ai fatti, capire quali sono i più importanti da quelli insignificanti, distinguere quelli determinanti da quelli che non lo sono?

A noi può sembrar strano, ma la borghesia, il padronato, i ricchi, hanno ben chiaro cosa fare,e quali sono i loro obiettivi da raggiungere. Non si possono però tradire con il proletariato che sfruttano! Perciò per coinvolgerlo nei loro interessi  divulgano, attraverso i loro mezzi di comunicazione ( Tv, giornali, politici, ecc.) informazioni che fanno apparire la realtà del tutto diversa da quella che effettivamente è, creando illusioni, confusione, falsi obiettivi , inutili miti.

E’ Marx che ci da invece un metodo per capire.

Il metodo consiste nel  guardare come funziona il mondo PARTENDO DA COME SI MUOVE L’ECONOMIA , DA COME LE VARIE BORGHRSIE SI MOBILITANO PER CONSEGUIRE I LORO AFFARI! (borghesia, da non sottovalutare,  che è la classe dominante, anche se a noi non sembra che sia proprio così dominante, ma lo è, solo che lo sa far bene!).

Partendo da questa  VISUALE , INDISPENSABILE, FONDAMENTALE,  si può scoprire effettivamente come gira il mondo, come funziona il sistema.

SONO GLI AFFARI CHE DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE  DETERMINANO LA POLITICA,  che muovono il pianeta. Nel senso che la politica (borghese) deve servire per agevolare a tutti i costi il buon esito degli affari capitalistici, deve far  si che assolutamente la borghesia continui a tener alti i suoi guadagni. 

I lavoratori, gli studenti, con i loro stipendi, nella  quotidianità sono presi nel cercare di mantenere, difendere il loro livello di  vita decente e neanche lontanamente pensano che invece il problema per un ricco, un impresario, una banca, è tutt’altro. Per un ricco il problema non è la sopravvivenza come per un lavoratore, uno studente.  Nonostante possieda molti soldi la sua esigenza infernale è quella che ne deve avere ancora di più, anche se questo significa mandare in miseria milioni di famiglie come sta accadendo in Grecia, o peggio ancora, se deve provocare una guerra. Questa è la ferrea logica  che dobbiamo aver chiaro,e  che muove tutta la società capitalistica ed è questa la visuale su cui si basa l’analisi scientifica del marxismo.

Ed ecco che cose, che prima erano o confuse o incomprensibili, cominciano a prendere un senso, a diventar chiare.

Prendiamo per esempio i parlamenti, i governi. Se come detto li guardiamo come strumenti atti ad agevolare gli interessi del padronato, a risolvere i loro problemi, ecco che allora tutto l’apparente controsenso tra quello che viene detto e promesso in campagna elettorale e quello che questi parlamenti, governi, poi realmente fanno comincia ad avere un senso. Un senso che diventa ancora più chiaro quando succedono grossi problemi  economici, vale a dire quando arrivano  crisi e questi governi-parlamenti si devono apertamente schierare: MAI CON I LAVORATORI!  Tutti possono osservare che per i governi  devono essere sempre e solo i lavoratori a dover pagare!  Mai le banche, gli impresari, i benestanti, i ricchi  pieni di soldi! Mai!

Altro esempio: se all’approfondimento analizziamo le guerre con il metodo marxista, scopriamo che dietro ogni guerra ci sono fortissimi interessi economici, diretti o indiretti. E scopriamo che le cause non sono mai le persone (cioè i nemici) che  improvvisamente diventano cattivi, selvaggi, crudeli, come all’apparenza viene fatto  credere (e questo viene fatto credere di noi dall’altra parte).  E si scopre che in questi cruenti scontri (e  guerre, che le borghesie attuano, i tranquilli lavoratori vengono, da entrambe le parti, coinvolti, influenzati, manipolati, trascinati in queste catastrofi. Lavoratori, che con queste cose non hanno niente da spartire, ma che ancora una volta ne pagano le sanguinose conseguenze.

Se poi vogliamo capire se un paese è socialista o comunista, anche qui il metodo marxista ci da tutti gli strumenti scientifici, reali, pratici, per capire. Se nella nazione analizzata che si definisce “socialista o “comunista” vi è la vendita dei prodotti, anche se le fabbriche sono in mano allo Stato diretto da un partito che si definisce “comunista”, ebbene quel paese sarà capitalista,sarà un paese dove vige il capitalismo di stato. Per spiegare meglio: nella società superiore cioè nell’economia comunista, i prodotti non vengono più venduti, ma distribuiti tra la popolazione. Vengono suddivisi come avviene adesso all’interno delle famiglie dove chi prende lo stipendio non vende i prodotti ai propri famigliari.

Altro esempio che ci da la conferma che dobbiamo sempre prima guardare li, nell’economia, per poi capire cosa succede nella società, è come si muovono le masse proletarie. Il mercato capitalistico è estremamente imprevedibile e tremendo: a momenti tutto va bene e a momenti tutto va male, questo lo abbiamo sperimentato tutti. Le masse proletarie quando si muovono non si muovono a caso,  c’è sempre una logica, ed è sempre in conseguenza  all’economia: quando tutto va bene sono tranquille, ma quando insorgono problemi o crisi, reagiscono, si rivoltano o si ribellano contro i governi- padronato che vogliono far pagare a loro le conseguenze della crisi.

ABBIAMO LA FORTUNA CHE IL MARXISMO CI DA LA POSSIBILITA’ DI CAPIRE! NON SOTTOVALUTIAMOLO, USIAMOLO!

 

traduzione da "Der kommunistische Kampf" - ottobre 2015

LO STATO, ESPRESSIONE DELLA CLASSE DOMINANTE

 

Spesso ci facciamo la domanda: come mai i politici dicono una cosa e poi ne fanno un’altra? Perché le leggi colpiscono sempre i lavoratori e mai i ricchi?

Cerchiamo ad approfondire la questione.

Scrive Engels nell’Antidühring: “Lo stato moderno, qualunque ne sia la forma, è essenzialmente una macchina capitalistica, uno Stato dei capitalisti, il capitalista collettivo ideale”.

Per capire cosa ha che fare il comportamento dei politici e quanto dice Engels intervistiamo Mario B. attivista politico internazionalista in Italia che ci illustra la questione.

Dom :- trovi un collegamento con ciò che dice Engels e la società dei giorni nostri?

Risp: - “un po’ tutti si lamentano che i politici di  dx, sx ecc. non sono coerenti. Penso che quando i lavoratori vanno a votare non abbiano ben chiaro come funziona il meccanismo. Se i politici, tutti, e sottolineo “tutti”, non sono coerenti  il motivo c’è, non è un caso.”

Dom : -spiegati meglio.

Risp : -“I politici dicono sempre che loro lavorano per il bene della Nazione, del Paese, del popolo ecc.

Ma dobbiamo approfondire: chi sono  la Nazione, il popolo? Certo, la Nazione, il popolo sono i lavoratori, il proletariato. Ma non solo: ci sono anche i ricchi, gli industriali, i magnati della finanza ecc.

Questi hanno un sacco di soldi e nella loro testa ne vogliono fare sempre di più. Se andiamo ad approfondire scopriamo che loro posseggono i giornali, le tv, le squadre di calcio e quant’altro.

I lavoratori invece non posseggono niente, non possono, col loro stipendio riescono, chi più e chi meno, a mantenere la loro famiglia, se è possibile si comperano l’appartamento ecc.

Con i giornali e le tv i ricchi influenzano e dirigono l’opinione pubblica. E poi fanno grosse donazioni di denaro ai partiti. Ovviamente le donazioni non le fanno per niente,  senza uno scopo.”

Dom:  - E questo secondo te condiziona la politica?

Risp:  -“I partiti, tutti, presentano i loro candidati da votare. In campagna elettorale promettono tante belle cose. Ma cosa sappiamo noi veramente di loro, delle loro vere intenzioni?

Ultimo esempio la campagna elettorale appena svolta in novembre: SPD e CDU-CSU si sono affrontati accanitamente uno contro l’altro. Dopo le elezioni si sono però messi assieme nella Grande Coalizione. Sapeva chi andava a votare, di dx o sx, che sarebbe poi finita così? Nessuno! Probabilmente i partiti si erano già messi d’accordo prima

Dom: - I politici tengono quindi nascoste le loro vere intenzioni?

Risp: -“Certo! Lo si vede bene  quando arriva una crisi economica. Chissà perché, i politici di tutti gli schieramenti, in tutti i Paesi, chiedono sempre sacrifici solo ed esclusivamente ai lavoratori.

Non ai ricchi. Perché?

In Germania gli industriali, gli economisti, le tv, i giornali, i politici ecc, dicono che il Paese deve essere più concorrenziale. E come si traduce questo in pratica? Che i ricchi devono rinunciare alle mega ville o agli Yacht?  No! I lavoratori dipendenti devono avere meno aumenti salariali, i giovani in futuro si dovranno accontentare di trovare posti di lavoro sempre meno fissi e più a tempo determinato  e ai padroni viene data la possibilità di assumere persone per 3 mesi a stipendio bassissimo. E questo avviene non solo in Germania, ma ancor di più in Grecia, Spagna, Italia dove sono io, Portogallo ecc, in ogni Nazione, senza eccezione. I politici di tutte i Paesi si comportano tutti allo stesso modo!

 

 A questo punto dobbiamo porci la domanda: ma da che parte stanno realmente? Ed ecco che l’affermazione di Engels: “Lo stato moderno,qualunque ne sia la forma,è una macchina essenzialmente capitalistica” ci da la risposta. Allo Stato appartengono senz’altro anche i partiti. Direi che l’affermazione di Engels del 1878 è più che mai attuale. Siamo nel capitalismo e politici lavorano senza dubbio per i ricchi. Naturalmente lo devono assolutamente negare!

 

traduzione da "Der kommunistische Kampf" - marzo 2014


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