MARX: SCIENZIATO E RIVOLUZIONARIO

                                                                                                                                                                                                                                                          Traduzione da “Der kommunistische Kampf” – gennaio 2016

Il marxismo è il metodo scientifico che ci permette di capire l’intricata e apparente incomprensibile realtà che ci circonda.

Le classi dominanti in ogni paese operano sistematicamente per impedire che la concezione marxista, il suo metodo d’analisi, i suoi principi, penetrino tra le masse proletarie. Numerosi sono i metodi utilizzati, quello più ricorrente ai giorni nostri consiste nella falsificazione metodica: intellettuali, professori, giornalisti, opinionisti, economisti, comodi sulle loro poltrone, criticano ogni giorno il marxismo.

 

Così scriveva Lenin nel 1917 sulle pagine di “Stato e rivoluzione”: “Accade oggi alla dottrina di Marx quello che spesso è accaduto nella storia alle dottrine dei pensatori rivoluzionari e dei capi delle classi oppresse in lotta per la liberazione. Le classi dominanti hanno sempre ricompensato i grandi rivoluzionari durante la loro vita con implacabili persecuzioni […]. Ma, dopo morti, si cerca di trasformarli in icone inoffensive, di canonizzarli per così dire, di cingere di una certa aureola di gloria il loro nome, a ‘consolazione’ e a mistificazione delle classi oppresse, mentre si svuota del contenuto la loro dottrina rivoluzionaria, se ne smussa la punta, la si svilisce. La borghesia e gli opportunisti si accordano oggi per sottoporre il marxismo a tale ‘trattamento’”.

Le leggi di funzionamento del sistema capitalistico individuate da Marx vengono però, nonostante la potente confusione operata dalla stampa e le tv borghesi, confermate ogni giorno. Per chi ha l’attenzione di osservare,

approfondire e capire,  può vedere chiaramente che, come affermato da Marx, è senz’altro l’economia che determina la politica, sono gli affari capitalistici che muovono governi, partiti, società, nazioni e che le masse salariate vengono soggiogate e sfruttate brutalmente.

Ma Marx (con Engels) non è stato solo uno scienziato dell’economia e il fondatore del Materialismo Storico, ma anche e soprattutto un eccezionale rivoluzionario pratico. Per lui e per Engels, la scienza del funzionamento capitalistico doveva essere uno strumento pratico di comprensione della realtà da introdurre nella classe sfruttata proletaria perché la sua lotta contro l’oppressione e per la liberazione diventasse una lotta cosciente, per raggiungere la società superiore comunitaria, cioè il comunismo.

E non viene mai sottolineato abbastanza lo straordinario lavoro pratico rivoluzionario svolto da  Marx ed Engels: assieme a  Bebel e Liebknecht costituiranno e svilupperanno nella seconda metà dell’800 il Partito Socialdemocratico rivoluzionario tedesco; nel 1865 parteciperanno alla costituzione della Prima Internazionale, dalla quale si formeranno poi in tutto il mondo partiti rivoluzionari marxisti comunisti.  Proseguiranno  poi nel seguire costantemente questi partiti rivoluzionari.

E’ grazie a questo loro lavoro pratico che la scienza marxista ha potuto diffondersi in tutto il mondo e che noi oggi la possiamo utilizzare.

Come si vede, un lavoro incredibilmente portentoso, che smentisce l’opinione borghese che viene diffusa a larghe mani di un Marx semplicemente “filosofo” o “economista”, un opinione che, come direbbe Lenin:  “svuota del contenuto la loro dottrina rivoluzionaria, se ne smussa la punta, la si svilisce”.

 

Spetta a noi adesso …..


____________________________________________________________________________________________________________

 

 

 

 

Punti fermi della scienza marxista

 

CHE COS’E’ IL SOCIALISMO?

 

Karl Marx

 

Moltissimi giovani sono interessati e ci pongono in continuazione questa domanda.

La nuova società socialista è il punto fondamentale che muove le aspirazioni delle persone

che vivono in questa  società tormentata da mille contraddizioni, crisi e guerre.

E’ normale quindi cercare di capire bene.

 

Definizione di socialismo:

Il socialismo non è la statalizzazione dei beni di produzione come gli stalinisti,

i maoisti e alcune correnti trotzkiste affermano.

E’ certamente la statalizzazione dei beni di produzione, ma in un mercato dove

i prodotti non vengono più venduti, ma suddivisi tra la popolazione per il benessere comune.

 

Quando si afferma che il socialismo è da ogn’uno secondo le sue capacità,

ad ogn’uno secondo i suoi bisogni” ovviamente si intende, ed è universalmente riconosciuto,

che questo avviene in un mercato dove le merci non vengono più vendute, commercializzate

per trarne un guadagno, dove esistono ancora i lavoratori dipendenti  sfruttati dallo stato nazionalista,

il quale per trarre un guadagno vende i prodotti in un mondo pieno di concorrenza, con crisi e guerre,

sfruttamento, fame e povertà, ma in mercato dove i prodotti sono suddivisi tra la popolazione per il bene comune.

 

ED E’ POSSIBILE ARRIVARE A QUESTO!

 

 

Riportiamo al lettore anche una citazione di Engels che ci chiarisce egregiamente il falso socialismo statale nazionalista

(o stalinismo).

 

 

F. Engels

 

“Di recente però, da quando Bismarck si è dato a statizzare, ha fatto la sua comparsa

un certo socialismo falso, e qua e la è persino degenerato in una forma di compiaciuto

servilismo, che dichiara senz’altro socialista ogni forma di statizzazione”.

 

                                                                                                                                                                                                               ”Antidühring” 1878

____________________________________________________________________________________________

 

 

 

 

 

IL RIPETERSI DEGLI ASPETTI NEGATIVI DEL SISTEMA CAPITALISTICO INDIVIDUATI DA MARX

-SOTTACIUTI DALLA STAMPA BORGHESE-

 

Marx vede il funzionamento del sistema capitalistico-affaristico muoversi a cicli. Lunghi cicli di sviluppo e corti momenti di crisi, anche molto profondi, che possono scaturire in guerre, distruzioni, fame, morti.

La stampa borghese parla di un grande Marx, ma se ne guarda bene di spiegare i contenuti delle sue analisi, del suo pensiero e soprattutto non parla volentieri degli aspetti negativi del sistema capitalistico da lui individuati.

Quando però questi gravi aspetti negativi puntualmente accadono, la stampa borghese accuratamente cerca di evitare di riprendere l’analisi scientifica marxista per chiarirne le cause. E fa sembrare  le cose totalmente diverse.

Prendiamo per esempio il fatto ripugnante delle guerre: per la stampa borghese le cause non sono mai gli affari, come ben spiegato da Marx, non è mai il sistema capitalistico e il suo malsano funzionamento, sempre alla ricerca del massimo guadagno, ma guarda caso le cause sono sempre da imputare agli esseri umani, ai  “nemici”, cioè sono i governanti delle nazioni avversarie che improvvisamente diventano cattivi , feroci, malvagi. Per la stampa borghese, popolazioni che prima erano del tutto  normali, improvvisamente vengono pervase dalla malvagità.

Com’è possibile?

E quello che forse noi ignoriamo è che, dalla parte opposta (cioè dalla parte del nemico) viene detta la stessa cosa di noi, cioè della nostra popolazione: che siamo improvvisamente diventati cattivi, malvagi e da eliminare.

Quando poi  veniamo a sapere che i  nostri nemici la pensano così di noi, la stampa e i politici del nostro paese  sostengono che   i nostri nemici non ragionano con la loro testa ma  vengono influenzati dalla stampa, che non hanno autonomia di pensiero e che vengono bombardate ogni giorno da notizie di parte. La tv, la stampa e i politici del nostro paese ci vogliono far credere che noi invece  siamo liberi nel pensare, che non veniamo influenzati ogni giorno dalla stampa padronale, che le nostre scelte sono autonome  e  libere da qualsiasi influenza.

Ovviamente è vero il contrario. La stampa, le tv e i politici del nostro paese  operano sistematicamente per legarci al carro della propria borghesia, esattamente come fanno le borghesie di tutto il mondo.

Il capitalismo non è “la società migliore che si possa avere” come tanti pensano e come continuamente ci viene fatto credere. I lunghi periodi di benessere in cui viviamo non ci devono far illudere che le contraddizioni del capitalismo siano sparite o che siano solo un triste ricordo del passato o che riguardino solo “gli altri”. Gli affari non conoscono pausa e le crisi, come ben tutti sappiamo, sono sempre in agguato e quando meno te l'aspetti esplodono,

Avere  perciò ben chiaro questo concetto , approfondire e non lasciarsi influenzare è  indispensabile.

Una società superiore senza contraddizioni è possibile e soprattutto necessaria, ci dobbiamo però impegnare per ottenerla.

 

Traduzione da “Der kommunistische Kampf” – dicembre 2015


___________________________________________________________________________________________________________________

 

 

 

 

IL MARXISMO, L’UTILE CHIAVE PER CAPIRE COME FUNZIONA LA SOCIETA’.

 

-LA VERITA’ DEI RICCHI E LA VERITA’ DEL PROLETARIATO-

 

G. V. è una nostra attivista internazionalista. Nel suo lavoro politico quotidiano si è fatta molta esperienza nella diffusione del giornale marxista e nel formare e organizzare persone interessate alla società superiore.

Le chiediamo come reagiscono i giovani quando gli si chiede se capiscono come funziona la società in cui viviamo.

Dom: – I giovani sono interessati a capire il funzionamento della società?

Risp: – “Una parte di giovani sono certamente interessati a capire o sono incuriositi. Capire come funziona la società però non è una cosa semplice. I meccanismi che la regolano sono complessi e intricati. E’ un po’ come capire come funziona il corpo umano. Con un po’ di interesse e pazienza però si può arrivare a capire bene”.

Dom: - E i giovani che si fermano dimostrano già di sapere qualcosa di questo argomento?

Risp: - “Molti naturalmente pensano già di sapere, ma poi discutendo si accorgono che le idee proprio chiare non le hanno, che a loro alcuni concetti fondamentali mancano. Li vedi in forte imbarazzo dopo un po’ che si discute. In realtà la gente comune e i giovani, senza saperlo, ripetono quello che sentono alla tv o quello che leggono sui giornali. Inconsapevolmente ripetono quelle notizie e quei ragionamenti  che i ricchi attraverso i loro media –tv, giornali, politici ecc. hanno interesse che vengano diffusi”.

Dom: - Vuoi dire che i giornali e le tv non dicono tutta la verità e che esiste un’altra verità?

Risp: - “Certamente! Le tv e i giornali non dicono tutto ed esiste un’altra realtà. Bisogna però approfondire e essere abbastanza esperti per trovarla, realtà che è poi quella del proletariato, quella che i lavoratori dipendenti vivono tutti i giorni. Se ci pensiamo bene, i ricchi che sono una minuscola parte della popolazione non possono dire alla stragrande maggioranza che loro la sfruttano regolarmente, che grazie a questo sfruttamento guadagnano montagne di soldi, che le crisi e le guerre sono la causate dagli affari nell’intento di arrivare a guadagnare sempre di più”.

 Dom: - Puoi essere più chiara in proposito?

Risp: - “Certo! Sulla montagna di soldi che i ricchi guadagnano: il PIL, cioè la ricchezza nazionale, l’anno scorso nel 2015 è cresciuta del 1,7%, nel 2014 del 1,6%, nel 2013 dello 0,3% ecc. (fonte: Statistisches Bundesamt), questo significa che le imprese e le banche stanno guadagnando moltissimi soldi. Ma dove vanno a finire questi soldi prodotti dai lavoratori? Ne usufruiscono i lavoratori? Visto la ricchezza prodotta i salari dovrebbero di conseguenza salire, invece i dati e le statistiche (che naturalmente non vengono diffuse dai grandi media, ma rimangono nelle piccole riviste specializzate) dicono e dimostrano che addirittura il salario reale dei lavoratori da parecchi anni  non copre, nonostante i numerosi e duri scioperi, nemmeno l’aumento dell’inflazione (fonte: Statistisches Bundesamt), cioè non copre nemmeno l’aumento dei prezzi! Incredibile! Questo vuol dire che i lavoratori e le loro famiglie di questi guadagni, che non sono pochi, non beccano assolutamente niente, ma tutto rimane nelle tasche degli impresari e delle banche. Questo i politici, le tv e i media non lo dicono assolutamente! Ma questa è la vera realtà, la realtà che rimane nascosta. E sta succedendo addirittura che gli impresari e le banche sulle loro tv, giornali ecc. si lamentano perché le cose a loro non vanno “proprio” così bene come vorrebbero,  avrebbero bisogno di guadagnare ancor di più! Pazzesco! … Sulle guerre: nella loro verità i ricchi attraverso i loro media ci dicono che le guerre sono causate da nemici cattivi, persone malvagie che vogliono farci del male. Ci dicono che l’uomo è fatto anche di una parte cattiva e che quindi ci dobbiamo difendere da queste persone nemici cattivi, li dobbiamo sconfiggere, eliminare. Se si va all’approfondimento si scopre un’altra verità. Si scopre che è esattamente come diceva il famoso generale von Clausewitz e cioè che le guerre sono ‘la continuazione della politica con altri mezzi’.  Vale a dire che i ricchi non si fanno nessun scrupolo, quando gli affari non vanno bene, a passare dalla politica di pace alle guerre per eliminare la concorrenza e così continuare ad ottenere guadagni. Ma nessun commentatore, giornalista o politico, ma proprio nessuno, dice questo, solo noi marxisti!  ! La malvagità e la cattiveria delle persone con le guerre non ha assolutamente niente a che fare, è solo una invenzione dei ricchi per coinvolgerci, trascinarci a sacrificarci ancora una volta per i loro interessi. La realtà è, che è il sistema ad essere perverso, malvagio, da cambiare!”

Dom: - Quindi dici, si può arrivare bene a capire? 

Risp: - “Ma certamente! Però non bisogna fermarsi ad ascoltare le tv, i giornali, ecc. cioè i cosiddetti mezzi di informazione e i politici ecc. Bisogna aver chiaro che sono i portavoce del padronato, cioè dei ricchi. Bisogna andare oltre. Noi come proletariato che miriamo al superamento di questa società piena di contraddizioni abbiamo assolutamente bisogno DI CAPIRE! Capire come funziona il sistema! E il marxismo è senz’altro la chiave d’interpretazione, l’ottimo e adatto strumento per questo scopo.  Di conseguenza abbiamo la possibilità di capire come poi ci dobbiamo organizzare per arrivare alla società superiore. Noi come proletariato possiamo arrivare ad avere la verità reale, la NOSTRA verità!

 

"Der kommunistische Kampf" - giugno 2016



I GRANDI REVISIONISTI DI MARX

fine 1800: BERNSTEIN



-SMENTITO CLAMOROSAMENTE DALLA STORIA-

 

Eduard Bernstein
Eduard Bernstein

 

Quante volte sentiamo dire che Marx è superato? In continuazione! Alla tv, nei dibattiti, nelle tavole rotonde, non vi è  persona che non affermi questo ( e in proposito chiediamoci: come mai questi presunti ultrademocratici conduttori televisivi non invitano mai i veri marxisti a questi dibattiti?). Nelle scuole, nelle università i professori parlano di un grande Marx, che ha visto giusto nel funzionamento del capitalismo, ma che ha sbagliato sulla rivoluzione, quindi da non prendere come esempio.

La critica a Marx non è però una novità nella storia!

Ci sono stati momenti nel passato in cui la critica ha avuto un eco così grande che qualcuno si era spinto addirittura a dare Marx definitivamente per sorpassato.

ILLUSI!

Prendiamo il caso interessante del revisionista Eduard Bernstein.

Tedesco, nato il 1850, morto il 1932.

Segretario di Engels, era considerato a fine ‘800 con Kautsky uno dei massimi marxisti esistenti ed è stato uno dei  dirigenti e fondatore con Bebel e Liebknecht padre, del Partito (allora rivoluzionario) Socialdemocratico Tedesco (SPD). 

Ma alla morte di Engels (1895) comincia a criticare il marxismo. Fuorviato dal lungo ciclo di sviluppo capitalistico di fine ‘800 e di conseguenza dal lungo ciclo di benessere e pensando che questo lungo ciclo non sarebbe più finito,  Bernstein  comincia a sostenete che Marx si era sbagliato sulla crisi di sovrapproduzione, sovrapproduzione che nella visuale marxiana avrebbe causato  profonde crisi, guerre, che a loro volta avrebbero dato la possibilità di aprire la strada a rivoluzioni. Bernstein comincia a sostenere che il caotico sistema capitalistico può essere controllato dai capitalisti attraverso accordi tra di loro, così da mitigare la concorrenza, evitando così le crisi. Visto che dal suo punto di vista  le crisi non sarebbero mai arrivate,  sostiene che il proletariato, pur mantenendo sempre l’obbiettivo della  conquista del potere, deve però arrivarci non attraverso rivoluzioni, ma attraverso riforme, attraverso il parlamento.

Quello che arriverà qualche anno dopo, crisi,  guerre,  crisi di sovrapproduzione e successivamente ancora guerre, smentirà clamorosamente ciò che  sosteneva.

Ma la critica a Marx che Bernstein aveva sviluppato, aveva trovato sui giornali del suo tempo, naturalmente controllati dalla borghesia, un clamore incredibile. Ci si può ben immaginare come ai ricchi non sembrasse vero che uno dei due massimi esponenti del marxismo mondiale ripudiasse il marxismo stesso! Un’occasione per loro senz’altro da non perdere, per dare spazio sui loro giornali  e denigrare Marx!

Saranno Lenin, Kautsky,  Rosa Luxemburg , che si scaglieranno senza riserve contro le tesi di Bernstein per ripristinare la chiarezza scientifica del marxismo. Poi, dagli eventi successivi, puntualmente confermata.

Se noi prendiamo le critiche che oggi vengono rivolte al marxismo: Marx superato; la società d’oggi è profondamente cambiata da quella da lui analizzata; la classe operaia si è evoluta e non pensa più alla rivoluzione; non esiste nessun ciclo capitalistico; i capitalisti adesso sono intelligenti e sanno come gestire la situazione, ecc. ecc. come si può ben notare, non sono poi molto cambiate da quelle dei tempi di Bernstein. Se noi per esempio le critiche che Bernstein muoveva a Marx le mettessimo in bocca a tanti intellettuali di oggi, nessuno si accorgerebbe che sono identiche alle sue. E’ molto strano, che i critici del marxismo d’oggi, che affermano di essere sopra le parti, democratici, si ritengono sapientoni, gran intelligenti, istruiti, pomposi, smerdosi, non si rendano conto che la storia ha in continuazione e in mille maniere confermato Marx e non Bernstein. E per capire questo non è che bisogna essere tanto dei geni! Eppure  queste considerazioni non trovano una parola nei dibattiti televisivi, nelle tavole rotonde, nelle lezioni. 

Come mai?

 

Eppure anche adesso, chi è attento può constatare che tutte le caratteristiche capitalistiche individuate da Marx sono presenti e che il ciclo capitalistico sta seguendo la sua parabola come ai tempi di Bernstein.

 

traduzione da  "Der kommunistische Kampf" - aprile 2016


MARXISMO PRATICO – ATTUALITA’

I GOVERNI: ESPRESSIONE DELLE BORGHESIE!

COME MAI I POLITICI DICONO UNA COSA E POI NE FANNO UN’ALTRA?

 

Tutti pensano che il parlamento sia l’espressione della volontà  popolare perché i partiti, i parlamentari vengono votati dalla popolazione.

Questo è quello che appare. In realtà però, all’approfondimento,  non risulta essere così.

Certo, i parlamentari vengono votati, ma bisogna capire bene come funziona  il meccanismo, quali sono i trucchi di questo meccanismo. E’ molto importante!

Innanzitutto: i partiti presentano i loro candidati. Ma cosa ne sa, cosa conosce veramente l’elettore di questi candidati? Questi fanno un sacco di promesse, dicono tante cose, l’elettore deve fidarsi, ma cosa conosce realmente l’elettore di queste persone, delle loro vere intenzioni?  Niente, assolutamente niente!

Primo: questi partiti, questi candidati, dicono veramente tutto in campagna elettorale o tengono nascosto qualcosa?

Secondo: succede sempre, che dopo ogni tornata elettorale, poco tempo dopo che il nuovo governo si è insediato ed ha cominciato a operare, che gli elettori percepiscano che  qualcosa  non va, che il nuovo governo sta operando diversamente da come aveva promesso in campagna elettorale.

A questo punto però, se gli elettori delusi volessero cambiare il governo, il parlamento, questo non è più possibile, perché la legge fissa che il parlamento si rinnova ogni 4 anni.

Quindi gli elettori delusi devono tenersi questo governo anche se in campagna elettorale ha detto  cose e dopo ne fa altre.

Conclusione:  chi vota non ha nessuna garanzia che quello che viene promesso venga poi mantenuto!

Quindi,  gli elettori non hanno nessun controllo su chi hanno votato! La conseguenza  è chiara,  gli elettori non hanno nessun controllo neanche sul Parlamento!

E’ questo  il nocciolo, il fulcro del meccanismo, il trucco!

I Parlamenti, i governi, grazie al fatto che possono stare in carica 4 anni indipendentemente da tutto, una volta votati possono fare tutto quello che vogliono , anche il contrario di quello che hanno promesso ai loro elettori!

Il Parlamenti sono  quindi studiati in modo da risultare COMPLETAMENTE AUTONOMI dalla popolazione! Vengono si votati dalla popolazione, ma poi ne sono completamente svincolati.

Ma che senso ha tutto questo?

Il marxismo vede come classe dominante nella società capitalistica la borghesia. In che modo la borghesia domina il proletariato, cioè la classe sfruttata dei lavoratori dipendenti?

Uno degli strumenti è proprio il Parlamento .

PARLAMENTO CHE E’ FATTO IN MODO CHE I LAVORATORI NON   POSSANO CONTROLLARE !

Certo, questo ha un costo per il padronato:  il costo è la progressiva sfiducia dei lavoratori verso le istituzioni.

Infatti il numero dei votanti verso i parlamenti nel tempo non è stato di continuo aumento, ma di costante calo. Se per es. prendiamo l’ultima elezione in Gran Bretagna del 7 maggio di quest’anno, troviamo che ha votato il 66% della popolazione (nel 1950 era l’80%). In Germania i votanti alle ultime elezioni del 2013 sono stati il 71,5% ( nel 1953 erano l’86%). Ma dove si vede bene che i lavoratori si sentono presi in giro dai parlamentari sono state le votazioni comunali avvenute nel 2014  in Italia (dove ci sono grossi problemi economici e sociali), nella regione, per così dire “rossa” dell’  Emilia Romagna, dove la delusione (o il disincanto) dei lavoratori ha fatto precipitare il voto al 37,7% (alle comunali precedenti era stato del 68,1% e alle elezioni nazionali del 1948 i votanti erano il 92,23%)!

Agli occhi dei lavoratori quindi diventa sempre più chiaro che il parlamento non lavora per  loro, che non è un loro strumento! 

Engels, maestro e cofondatore del comunismo scientifico, ci da delle spiegazioni di come è strutturata questa società,  con una citazione contenuta  nell’Antidühring  del  1878, che non è una citazione  astratta di altri tempi, ma  un realissimo concetto pratico odierno:  “Lo stato moderno, qualunque ne sia la forma, è essenzialmente una macchina capitalistica, uno Stato dei capitalisti, il capitalista collettivo ideale”. E per “stato moderno” si intende ovviamente   il parlamento e i partiti che vi lavorano.

Oppure possiamo prendere le affermazioni di Marx  contenute ne “L'ideologia tedesca”: lo Stato «non è altro che la forma di organizzazione che i borghesi si danno per necessità, tanto verso l'esterno che verso l'interno, al fine di garantire reciprocamente la loro proprietà e i loro interessi» .

Ed ecco che comincia a diventar chiaro, a concretizzarsi il perché “i parlamentari, i partiti, dicono una cosa e poi ne fanno un’altra!”

 

E diventa chiaro il perché i marxisti definiscono i parlamenti di tutto il mondo espressione delle borghesie dominanti, strumento fatto apposta per coinvolgere e controllare politicamente e psicologicamente i lavoratori.

 

traduzione da "Der kommunistische Kampf" - giugno 2015


Email

Visits

Social

Blog

Home