PROLETARI PALSTINESI E ISRAELIANI UNITEVI!

 

CONTRO I BANDITI CAPITALISTI PALSTINESI E ISRAELIANI,

CAUSA DELLA GUERRA E DEI PROBLEMI SOCIALI!

 

 

Le borghesie sono  in costante competizione tra di loro, una contro le altre, anche con le guerre. E’ normalità nel capitalismo.

Nel contesto globale ci sono borghesie potenti contro altre deboli. Borghesie industriali contro agricole arretrate. Ci sono borghesie per lo più private, ma anche statali staliniste anche in guerra tra di loro. Le borghesie in genere sono laiche, ma alcune sono condotte anche da fanatici religiosi in perenne guerra l’una contro l’altra. Tutte borghesie in ferrea competizione tra loro per il profitto.

E poi c’è la classe opposta, i proletari. Che devono subire non solo lo sfruttamento, ma anche tutte le angherie delle dominanti borghesie: crisi, guerre, razzismo e religioni.

Questo è il quadro in cui la religiosa borghesia israeliana si scontra contro l’altrettanto religiosa borghesia palestinese e viceversa (mentre predicano l’amore, la fratellanza, la pace). In pratica, due borghesie dirette da fanatici religiosi che causa la diaspora del territorio si odiano a morte.

E con il proletariato israeliano e palestinese nel mezzo, coinvolto e influenzato in questa diaspora tra banditi, usati come soldati da carne da cannone, che ne paga le conseguenze con stragi, morti, distruzioni. Ma attenzione, perché questo non è un’eccezione nel perverso sistema capitalistico: accade anche nello scontro tra altre borghesie religiose fanatiche.

Nel contesto globale ci sono borghesie potenti contro altre deboli. Borghesie industriali contro agricole arretrate. Ci sono borghesie per lo più private, ma anche statali staliniste anche in guerra tra di loro. Le borghesie in genere sono laiche, ma alcune sono condotte anche da fanatici religiosi in perenne guerra l’una contro l’altra. Tutte borghesie in ferrea competizione tra loro per il profitto.

E poi c’è la classe opposta, i proletari. Che devono subire non solo lo sfruttamento, ma anche tutte le angherie delle dominanti borghesie: crisi, guerre, razzismo e religioni.

Questo è il quadro in cui la religiosa borghesia israeliana si scontra contro l’altrettanto religiosa borghesia palestinese e viceversa (mentre predicano l’amore, la fratellanza, la pace). In pratica, due borghesie dirette da fanatici religiosi che causa la diaspora del territorio si odiano a morte.

E con il proletariato israeliano e palestinese nel mezzo, coinvolto e influenzato in questa diaspora tra banditi, usati come soldati da carne da cannone, che ne paga le conseguenze con stragi, morti, distruzioni. Ma attenzione, perché questo non è un’eccezione nel perverso sistema capitalistico: accade anche nello scontro tra altre borghesie religiose fanatiche.

 

I “DIVERSIVI SOCIALI”.

Un particolare rilievo bisogna porlo su questo aspetto. I “diversivi sociali” sono politiche borghesi mirate, sconosciute ai vari gruppi dilettanti superficiali ribelli trotzkisti, anarchici o spontanei. Ma molto ben conosciute alle organizzazioni competenti marxiste.

In pratica la borghesia di un determinato paese sceglie e comincia a mettere in risalto uno dei tanti contradditori problemi capitalistici che affliggono il perverso sistema, problema che, naturalmente, come tutti gli altri, non può trovare soluzione – esempio: il cambiamento climatico, le disuguaglianze sociali, le oppressioni alle minoranze, la corruzioni, il pacifismo, la lotta contro le destre, ecc.  Con i media che cominciano a gonfiarlo, esagerandolo bombardando la popolazione attraverso l’informazione all’infinito (l’informazione non è indipendente come si vuol far credere, ma diretta dai capitalisti che con i loro miliardi la posseggono). Fino al punto di raggiungere lo scopo dove i giovani influenzati dal continuo bombardamento mediatico non cominciano a mettersi in moto contro il problema, con il protestare nelle piazze, mobilitazioni di massa, ecc.  

Ovviamente, essendo le disfunzioni sopracitate parte integrante del perverso sistema, che così permettono ai ricchi di diventare sempre più ricchi, i quali pertanto non hanno nessun interesse a risolverli, questi problemi anche dopo le imponenti manifestazioni e proteste rimangono presenti. Fino al punto che le proteste lentamente diminuiscono, scemano, per poi scomparire.

A questo punto ai capitalisti non resta altro, con i loro social media, che inscenare un altro “diversivo”, gonfiarlo a dismisura, fino al punto che i giovani si mettono in moto … e la cosa si ripete all’infinito.

 

LO SCOPO. I “diversivi sociali” borghesi hanno il preciso intento di coinvolgere le irruente masse giovanili su problemi strutturali, come detto, irrisolvibili (clima, ecc. ) in modo che i giovani così distolti non debbano pensare - e  importante, lottare - per i loro veri problemi reali, come i bassi salari, l’espansione del lavoro precario, i contratti a termine, i licenziamenti, le pessime condizioni e sottopagati in cui i lavoratori immigrati devono lavorare, le alte tasse sui salari, i ricchi che diventano sempre più ricchi, la ricchezza sociale accaparrata solo dalle multinazionali, le crisi, le perverse guerre causate dai ricchi, e così via. 

Questo è il primo scopo dei “diversivi sociali”!.

Ma ce n’è anche uno secondo e non meno importante. Ed è quello, con queste continue inutili lotte, di arrivare a snervare, demotivare, neutralizzare politicamente i giovani. Ossia: essendo che le masse giovanili vengono trascinate dai social media in manovre di lotte che, come sopradetto, non possono portare a niente, questi giovani dopo aver intensamente lottato, ma ottenuto nulla, cadono in una situazione di profonda crisi e delusione, con la conseguenza che la stragrande maggioranza di loro abbandona poi la lotta politica attiva, la lotta di classe contro il capitalismo. E inseguito poi quando entreranno nel mondo produttivo nelle fabbriche, saranno demotivati a lottare anche contro i padroni stessi nei luoghi di lavoro. Esattamente così.

 

LA “QUESTIONE PALESTINA” COME DIVERSIONE SOCIALE

Questo vale esattamente anche per la cosiddetta “questione palestinese”.

Spieghiamo in che cosa consiste: in giro per il mondo ci sono decine di guerre causate dal perverso capitalismo, piene di stragi, genocidi, con innumerevoli morti e distruzioni. Non esiste solo la “questione Palestina” come appare. Ma i giovani di sx (sinistra) sono particolarmente sensibili già dagli anni ‘70 alla lotta dei palestinesi. I capitalisti con i loro lacchè politici lo sanno bene. Sanno che se montano una campagna come “diversivo” su le stragi, genocidi, per es. in Libia, o Sudan o Congo (dove nella guerra civile, in febbraio, sono state bruciate vive 150 donne), i giovani non si mobiliterebbero. 

Ma se montano una “campagna diversivo” sulla guerra in Palestina – o anche dei Curdi – i giovani si agitano e si attivano immediatamente. Per questo la “Questione palestinese” compare, riemerge regolarmente prepotentemente sui social media borghesi con conseguenti proteste dimostrazioni dei giovani, mentre vengono taciute le stragi, i genocidi in Sudan, Jemen, Congo, Libia, ecc. (è chiaro quindi che veniamo sistematicamente manipolati). Ovviamente, come sopradetto, non si vuol dire che in Palestina non avvengono stragi, genocidi, morti e distruzioni, tutt’altro. Il trucco borghese consiste però nel nascondere, ignorare le altrettanto stragi, genocidi, (forse anche più tragici e atroci) che accadono nelle altre guerre, per attirare e pompare l’attenzione dei giovani solo su questo aspetto palestinese, in modo che essi inutilmente si attivino, per poi snervati si demoralizzino. 

 

IL RUOLO DEGLI STALINISTI.

Nel montare, costruire, questi “diversivi sociali” non solo i media borghesi svolgono un ruolo, ma anche i partiti stalinisti contribuiscono all’operazione.

I palestinesi sono stalinisti e filorussi, da sempre. Così come i Curdi. Nel gioco capitalistico si può intuire, e qualche volta anche emerge, che sono finanziati anche da Mosca (direttamente o indirettamente). 

Per cui gli stalinisti che sono filo russi, filo Putin e quindi filo palestinesi, che sanno come i giovani siano molto sensibili alla “Questione palestinese”, ogni qualvolta che – nei decenni – il problema Palestina riemerge, vi ci si buttano a capofitto organizzando manifestazioni, incoraggiando proteste, sit-in, ecc. il tutto in funzione anti America, anti Europa, anti NATO e pro Russia. Coinvolgendo in questa operazione regolarmente gli ingenui trotzkisti e anarchici, inventandosi la questione “Colonialismo”, o “neo Colonialismo”, scemenze che non hanno nulla a che fare con la realtà, ma che con gli ingenui ribelli funziona sempre. Naturalmente anche gli stalinisti come i social media, mai citano le stragi e i genocidi delle altre guerre, come in Libia o Yemen o Mali perpetrati anche da milizie filo russe – iraniane.

IN CONCLUSIONE.

PROLETARI DI ISRAELE E PALESTINA UNITIVI!  è scritto sulle bandiere marxiste.

UNITEVI CONTRO I BRIGANTI CAPITALISTI DELLE VOSTRE NAZIONI, CAUSA DELLE GUERRE E DI TUTTI I PROBLEMI CHE INFESTANO LA SOCIETA’! E’ solo con l’unità dei lavoratori che si può giungere ad una società superiore, l’unica che può metter fine a questo perverso sistema capitalistico.


 

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Bye bye pacifismo.

Adesso arriva il grande riarmo!

 

Pacifismo o riarmo? Ma che tipo di dilemma è questo? Il capitalismo è pacifismo o riarmo?

Per chi non conosce la società capitalistica questo interrogativo produce “ansia”, “confusione”, appare un “non senso”. Ma per chi invece conosce il controverso sistema tutto questo segue una ferrea logica: il sistema borghese è sia pacifismo che riarmo.

Poiché, essendo il sistema borghese una economia di mercato basato sugli affari, con concorrenza, profitti, ecc. il che significa che un capitalista che mira al massimo profitto persegue questo obiettivo con tutti i mezzi a sua disposizione: sia con mezzi pacifici che bellici e militari.

Pacificamente avviene quando i mercati nel sistema capitalistico ancora non sono intasati dalla concorrenza e sono estesi e liberi, in modo che per tutti gli affari e i profitti possono avvenire con i metodi pacifici degli accordi, la diplomazia, corruzione, ecc. Ma quando causa la continua accumulazione del capitale (proprio come avviene) aziende e banche sui mercati si moltiplicano, e con esso si intensifica anche la concorrenza fino ad arrivare ad essere nei mercati eccessiva, ecco che per i capitalisti, anche per quelli che si definiscono “pacifici e democratici”, la guerra è contemplata come metodo per battere i concorrenti. Così funziona il perverso sistema capitalistico.  

Nei decenni, con l’intensificazione della concorrenza sui mercati internazionali aumentano automaticamente anche le spese militari.

 

Questa ovviamente non è novità, lo studio lo si può trovare già nel “Capitale” di Marx e nell “Imperialismo” di Lenin senza problemi (e sempre confermata dai fatti).

Le milioni di persone che partecipavano alle grandi manifestazioni pacifiste in Germania nei primi anni 2000 incitate e guidate dalla stampa borghese e dal governo delle multinazionali tedesche che si scagliavano contro l’intervento militare USA in Afghanistan, avveniva solo perché le grandi aziende e banche germaniche erano in una situazione, come sopradescritto, di avere a disposizione un vasto mercato internazionale in cui commerciare le proprie merci e potendo in giro per il mondo condurre lucrativi profitti senza problemi non avevano alcun interesse a immischiarsi ed essere coinvolte con gli americani in un conflitto in Afghanistan. Questo il motivo. Ma questo non significava certo che le multinazionali e il governo tedesco fossero “contro le guerre”, come allora molti ingenui pacifisti ritenevano (e speravano). Era solo una decisione tattica.  Noi marxisti lo abbiamo sempre sottolineato fin da allora. Sottolineando che se le allora oceaniche manifestazioni pacifiste avvenivano, era solo perché la grande stampa borghese e il governo dei capitalisti germanici incitavano alla partecipazione. Solo per questo, illudendo i 

partecipanti.

Oggi però non è più così, tutto è cambiato, essendo che nel capitalismo, com’è noto, tutto è sempre in movimento, in evoluzione e nulla rimane mai stabile. (Questo non bisogna mai dimenticarlo!). E in questo periodo di 20 anni da allora trascorsi, molte cose nel frattempo si sono modificate.  

Oggi sulla scena internazionale interimperialista è l’imperialismo cinese con le sue aggressive multinazionali, super banche e imprese che fa irruzione, anche con il suo esercito. E’ un nuovo attore-concorrente tra i banditi capitalisti che intensifica non poco la competizione, lo scontro tra di loro. Quindi non solo un semplice potente concorrente contro i capitalisti europei, americani e giapponesi, ma anche un futuro temibile nemico di scontro.

E ora le stesse multinazionali tedesche che agli inizi degli anni ‘2000 incitavano con i loro massmedia e il loro governo alla partecipazione alle oceaniche manifestazioni pacifiste, ma che ovviamente, come noi marxisti abbiamo sempre sostenuto, non erano contro le guerre, sono coloro che oggi incitano, con i loro socialnetwork, partiti e attuale governo, al massiccio riarmo. Per prepararsi anche militarmente all’inevitabile futuro disastro tra banditi (come chiariscono Marx e Lenin nei loro testi) contro il concorrente cinese. Un enorme mastodontico riarmo europeo che avviene, com’è noto, con il pretesto di difendere l’Ucraina nella guerra contro la 

Russia. 

Lo sgomento degli ingenui pacifisti è oggi alle stelle. E’ chiaro: non ci capiscono niente di capitalismo, società, leggi commerciali-mercantili. Pensano, fantasticano un capitalismo delle favole senza contraddizioni, problemi, ingiustizie.

Chi è invece competente, esperto, può comprendere, interpretare e agire correttamente. Il Marxismo non è fantasia, ingenuità, ma SCIENZA, che può decifrare, spiegare realisticamente la perversa società capitalistica e mostrare la via verso una società superiore.

GUERRA ISRAELE - IRAN – USA:

UNA  GUERRA  TRA  BANDITI.

UNA GUERRA PER LA CONQUISTA DELLE  “SFERE  DI  INFLUENZA”

 

 

Per capire: capitalismo significa accumulazione. Accumulazione significa aziende che si moltiplicano senza fine ingrandendosi sempre più (Marx “Il Capitale) fino al punto di diventare enormi multinazionali.

Questa moltiplicazione sul pianeta si trasforma in una intensificazione feroce della concorrenza.

In questa selvaggia competizione enormi multinazionali che controllano governi e nazioni, si creano nei paesi poveri e in via di sviluppo delle proprie “Sfere di influenza” (Lenin, “Imperialismo”) per proteggere i propri affari e condurli alla meglio.

Oggi si intende grandi imperialismi come USA, Europa, Cina, Giappone che hanno grandi “sfere di influenza”. Ma anche l’odierna Russia ha ereditato dall’Unione Sovietica delle nazioni come “zone di Influenza”. Una Russia che però non è molto avanzata dal punto di vista industriale e che vive (proprio come l’ex Unione Sovietica) sull’export di materie prime come petrolio, gas, carbone.  

 

Essendo come detto, l’imperialismo russo non costituito da grandi complessi multinazionali industrial-finanziari, l’establishment russo che governa a Mosca ha difficoltà a controllare e mantenere legati i propri paesi di “sfera di influenza”, paesi che per logica capitalistica, sono alla ricerca spasmodica di industrializzarsi. Con le locali borghesie costantemente in moto e in contatto con altri potenti imperialismi altamente industrializzati per ottenere da loro industrie e finanziamenti.

Essendo questa la situazione - una Russia industrialmente debole contro potenze rivali altamente industrializzate - i Paesi (o meglio i mercati) di “sfera di influenza” russa diventano facili “prede” per le potenti multinazionali occidentali nella brutale lotta tra banditi capitalisti.

E’ questo il contesto che caratterizza l'odierna situazione di conflitto inter-imperialista: prima gli USA e Europa contro la Russia per il controllo dell'Ucraina, ora Israele-Iran-USA per il controllo dello stesso Iran (con l’Ucraina e Israele che combattono su commissione americana). 

 

La Russia però, anche se ai propri paesi di “zona di influenza” (ereditati appunto dall’Unione Sovietica) non può offrire industrie, è un paese fortemente militarizzato con una forte tradizione e industria militare (anch’essa ereditata dall’Unione Sovietica). Con l’aggiunta che è anche una potenza nucleare. Per cui le superpotenze concorrenti devono procedere con molta attenzione e cautela quando cercano alla Russia di strapparle i Paesi di “influenza”, per non scatenare reazioni catastrofiche da parte dell'establishment di Mosca.

Ma ovviamente il processo prosegue, non può fermarsi! Perché? Perché  siamo nel capitalismo, signori!

Questo spiega il fatto di un imperialismo russo che sta gradualmente perdendo i propri pezzi. Prima, con la caduta del muro, tutte le nazioni dell’est Europa. Poi l’Iraq, e adesso l’Ucraina, la Siria, Hamas in Palestina e ora anche l’Iran.

E domani? Sarà il turno dello Yemen, Libia, Bielorussia?

Brutali guerre tra capitalisti dunque. Guerre tra banditi senza scrupoli che per i loro interessi di accumulazione non hanno alcun problema a sacrificare popolazioni! (il tutto così ben descritto da Lenin nel suo “Imperialismo”).

Tutto questo può finire con le rivoluzioni proletarie!


 

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MASSICCIO RIARMO:

NESSUNO ACCENNA CHE CIO’ PRODURRA’ EMORMI GUERRE. LE “LORO” GUERRE!

CON MILIONI DI MORTI, INNUMEREVOLI DISTRUZIONI E IMMANI CATASTROFI !

Il perverso sistema capitalistico non dice mai la verità. Deve sempre nascondere gli aspetti negativi tragici, delle situazioni. Deve presentare le cose come positive, innocue e vantaggiose per la società. Ma è tutto un inganno.

  • I lavoratori vengono rappresentati come felici, in realtà vengono sfruttati (anche supersfruttati) con conseguenti problemi, difficoltà, ingiustizie. E' così che i ricchi diventano sempre più ricchi.
  • Gli immigrati vengono descritti come criminali, banditi, in realtà a milioni sono una ricchezza sociale dove con il loro lavoro di oneste persone contribuiscono al benessere di tutti.
  • I giovani vengono fatti apparire come soddisfatti e pieni di voglia di viaggiare, in realtà vivono nel lavoro precario, con stipendi miseri e licenziati quando non servono più.
  • La società democratica viene rappresentata come la società del massimo benessere, in realtà è piena di ingiustizie, contraddizioni, problemi, guerre.

E ora l’euforia per il riarmo. Dove in Germania i sondaggi riportano che il 76 % dei cittadini lo appoggia e qualcuno anche ne è entusiasta.  

In realtà l’euforia è il risultato di un vecchio trucco capitalista sempre utilizzato e che funziona sempre. L’informazione capitalista inizia con il diffondere insistentemente la notizia, creando paura, che un nemico brutale e crudele può attaccare provocando danni incalcolabili alla nazione, così da creare la base psicologica di dover difendersi. Poi si passa alla possibile reazione, dove l’indispensabile RIARMO ne è l’unica soluzione. Un massiccio riarmo (e domani la guerra) come necessità assoluta. In questo procedimento l’informazione è rigorosamente attenta a presentare la cosa non come catastrofica, ma esclusivamente in una luce positiva.

E le masse reagiscono con entusiasmo, come se fosse facile, quasi un gioco, proprio come nel nostro attuale caso di riarmo massiccio.

Ciò funzionò già sotto Hitler, quando alle masse fu detto che il riarmo era la risposta necessaria all'espansione europea delle potenze occidentali, che alla fine avrebbe rovinato la Germania. E in seguito contro il presunto dilagare degli ebrei, come “pericolo interno”, che intaccavano il benessere sociale e la “pace”.

Ha funzionato anche con Mussolini in Italia, dove l'aumento delle spese militari venne spacciato per una legittima estensione del dominio italiano nel Nord Africa, con la promessa che avrebbe portato prosperità e felicità al paese.

E lo stesso vale per la guerra del Vietnam, iniziata per difendere la “pace” e portare la “democrazia” nel mondo.

Oggi la paura viene alimentata contro il cattivo Putin. Che con la sua invasione in Ucraina sta mettendo in pericolo tutta l’Europa. Bisogna perciò fermarlo a tutti i costi prima che sia troppo tardi. L’indispensabile attuale aumento delle spese militari deve appunto servire allo scopo. Ma non solo, si afferma, deve servire anche per un domani, contro il “pericolo Cina”.

Motivazioni, pretesti e scuse capitaliste, che perseguono solo gli interessi dei grandi gruppi multinazionali europei ( e non certo dei lavoratori).

E come detto, è proprio l’informazione borghese, la massiccia propaganda capitalista che ha il preciso compito di convincere le masse, con queste scuse e pretesti, di diffondere, creare  “PAURA”, in modo da spaventare, affinché le masse reagiscano appoggiando il riarmo. E che purtroppo funziona sempre

Esattamente come successo con Hitler, Mussolini, Kennedy nel 1963, e così via, per ogni guerra. 

Ed è tattica, prassi in queste manipolazioni mediali borghesi, NASCONDERE, NON ACCENNARE ALLE TRAGICHE CONSEGUENZE che ciò creerà.

NESSUN ACCENNO che anche i “nemici” SI STANNO ARMANDO, massicciamente e velocemente, per CONTRATTACCARE.

E come questo terribile scontro si tradurrà alla fine inevitabilmente ancora una volta in un nuovo INUTILE DISASTRO PER L’UMANITA’. Con nuovi milioni di inutili morti, inutili distruzioni, inutili catastrofi. E che ciò sarà causato dalle “LORO” guerre, per i “LORO” interessi.

Incredibile come nessuno accenni a questo spaventoso aspetto! Neanche i “pacifisti” della LINKE o i “pacifisti” dei VERDI, che al contrario HANNO VOTATO IL RIARMO.

Ma è questa la realtà che ci aspetta:  NON LA PACE, LA LIBERTA’, IL BENESSERE, MA INCALCOLABILI DISTRUZIONI, MORTI, DISASTRI!!

Il Marxismo ha il DOVERE di gridare la realtà, di chiarire gli inganni.

E di ribadire che le catastrofi del perverso sistema capitalistico potranno finire solo con l’abbattimento del perverso sistema capitalismo stesso.

 


 

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RUSSIA: UN ESTABLISHMENT DA UNIONE SOVIETICA

 

 

L’ex Unione Sovietica non è mai stata una nazione altamente industrializzata. E’ diventato un paese enorme, con nazioni ad essa collegata come “sfera di influenza” solo su concessione americana, perché l’imperialismo USA dopo il 2° conflitto mondiale ne aveva interesse per tener diviso l’imperialismo tedesco che con le guerre stava costituendo un potente centralizzato imperialismo europeo che poi si sarebbe trasformato in un forte e pericoloso concorrente per gli interessi capitalistici delle multinazionali USA nel mondo.

Non Stalin e l’armata rossa, ma l’imperialismo americano ha vinto la 2° guerra mondiale foraggiando e sfruttando le borghesie in Gran Bretagna, Francia, Russia, perché combattessero per i suoi interessi, rifornendole massicciamente e copiosamente di armi, merci e aiuti.

Quindi l’Unione Sovietica è stata solo una pedina nel gioco americano di sconfiggere il concorrente imperialismo tedesco allora potente, super emergente, per dividerlo.

Alla fine del ’44 le truppe americane vincenti sull’esercito nazista sono rimaste a lungo ferme in Germania dell’ovest aspettando che l’esercito sovietico avanzasse nell’est Europa e nei Balcani, e infine nella Germania dell’est, per aver poi il pretesto politico territoriale di smembrare la Germania e l’Europa.

Senza il  sostegno di massicci aiuti militari ed economici USA fatti giungere in Russia attraverso “la via iraniana” già nel ’41 con la Russia stremata e sconfitta, la famosa Armata Rossa sarebbe stata facilmente schiacciata dalle ben organizzate truppe tedesche. Quindi dagli USA, consistentemente aiutato e foraggiato, lasciandolo avanzare e vincere, l’establishment sovietico a capitalismo di stato di Stalin si è trovato, quasi per caso, inaspettatamente, a ricevere un impero per interessi altrui. Per poi gestirlo.

 

Ma per gestire un impero bisogna avere i mezzi che questo necessita. E nel capitalismo significa avere enormi capitali, multinazionali, una grande finanza, la grande industria. Cosa che all’Unione Sovietica stalinista stremata dalla guerra mancavano completamente.

Aveva però l’esercito. E con il terrore, le repressioni e l’oppressione ha potuto svolgere questo compito, di mantenerne il controllo. Ma solo perché agli americani interessava, per tener diviso il rivale Germania, quindi l’Europa. Dimostrato dal fatto che, non sono mai intervenuti a sostegno dei rivoltosi a Berlino nel ’53, o quelli a Budapest nel 56, o nella rivolta in Cecoslovacchia nel ’70, o in Polonia nell’80, come invece in tante altre occasioni gli americani hanno fatto (e incoraggiato).  

Il successivo crollo e disfacimento dell’Unione Sovietica e Europa dell’est è stato l’inevitabile conseguenza delle poche e obsolete industrie russe, non più concorrenziali, e della reazione delle nazioni sottomesse dove le locali borghesie cercavano nei ricchi paesi imperialisti dell’ovest Europa i capitali necessari per lo sviluppo delle proprie economie.

Da allora sono passati alcuni decenni, ma l’attuale Russia, come residuo del disfacimento dell’Unione Sovietica, è rimasta sempre arretrata nel settore industria e finanza, rimanendo invece sempre grande potenza militare. Una copia in scala ridotta della precedente Unione Sovietica.

La testa e i concetti dell’establishment ex stalinista che dal crollo dell’impero sovietico ne è uscito non è riuscito ad evolversi in un capitalismo moderno, industriale, finanziario, ma ha proseguito nello schema stalinista: armi piuttosto che industria. 

E anche le residue nazioni che l’attuale Russia ha ereditato come “zone di influenza” dall’Unione Sovietica hanno subito la stessa sorte delle precedenti: oppressione, repressioni e guerre.

E’ questo che spiega l’odierna arretratezza Russia e tutta la sua debolezza rispetto ai concorrenti, con un PIL al 11° posto nella classifica mondiale,

Nell’implacabile e spietata lotta tra capitalisti sono i capitali che determinano alla fine le vittorie, non le semplici armi. Chi ha più capitali può, quand’è necessario, produrre più armi, chi ha pochi capitali alla fine soccombe.

AL SOLIDARISMO IL MARXISMO CONTRAPPONE LA LOTTA DI CLASSE. AL VOLONTARIATO CONTRAPPONE L’ATTIVISTA MILITANTE COMPETENTE

 

 

IL SOLIDARISMO ha una lunga storia nei millenni di sviluppo dell’umanità. Noto è il solidarismo cristiano agli albori di questa religione nell’impero romano. Solidarismo allora novità assoluta in quanto veniva presentato come “agli occhi di Dio tutte le persone siano uguali” e non suddivisi in caste o seguaci in sette di vari Dei. Nel Medio Evo erano “le dame di carità”, nobildonne ricche e benestanti, che si dedicavano alle persone abbienti e bisognose. Nel capitalismo, accanto alle organizzazioni religiose troviamo oggi le associazioni autonome organizzate da volontari dedicarsi al problema aiuto ai poveri.  

IL MARXISMO ha sempre bollato il SOLIDARISMO, l’aiuto agli indigenti, come pratica opportunista, sistema di sostegno e appoggio alla borghesia dominante sfruttatrice. Solidarismo tendente a lenire le falle, le contraddizioni e ingiustizie che inesorabilmente imperversano nel sistema malato, essendone la causa.

Per il marxismo quindi il SOLIDARISMO pretesco, come l’OPPORTUNISMO del VOLONTARIATO, sono da denunciare e proclamare senza esitazione come azioni politiche opportuniste miranti alla conservazione del perverso sistema, nella farsa di “migliorarlo”.

Al SOLIDARISMO il MARXISMO CONTRAPPONE LA LOTTA DI CLASSE. Ossia l’attività politica di denuncia, proteste e contrasto costanti, organizzate contro i problemi che imperversano e scaturiscono dal sistema stesso. Interminabili contraddizioni che attraverso questa attività politica di lotta necessitano essere messe in risalto, mentre la borghesia tenta di nasconderle, giustificarle. Questa è LOTTA politica DI CLASSE. Questo è "IL DISFATTISMO RIVOLUZIONARIO"!

E’ proprio in questa costante LOTTA POLITICA DI CLASSE, nel risalto delle perversioni del sistema, che l’attivista rivoluzionario si tempra e professionalizza, in quanto impara a riconoscere nella pratica della battaglia e contestazione le distorsioni capitalistiche, essendo che deve analizzarle, denunciarle e poi combatterle, mentre i media le offuscano. Il massimo contrario del SOLIDARISMO, dove l’attivista psicologicamente tende ad accettare il sistema e con la sua attività di solidarietà a migliorarlo.   

Ed è proprio in questa marxista LOTTA DI CLASSE politica pratica quotidiana CONTRO le contraddizioni, dove l’attivista entra in contatto con altre persone ribelli, scettiche e critiche verso il sistema, che l’organizzazione marxista deve trovare i mezzi pratici e gli agganci, affinché le persone insoddisfatte e ribelli possano unirsi all’organizzazione marxista stessa e espanderla. La LOTTA DI CLASSE necessita creare anche momentanee alleanze con altre organizzazioni/partiti dissidenti per essere più incisiva contro il sistema, come Marx-Engels e poi lo stesso Lenin insegnano. 

In questa continua lotta pratica comunista contro il capitalismo l’attivista, ma anche l’organizzazione stessa, si allena, si tempra, sia nella tattica che nella strategia. Esperienza fondamentale per quando si presenteranno i momenti rivoluzionari. Tutto ovviamente all’ OPPOSTO DEL SOLIDARISMO, dove l’attivista abituato ad aiutare i bisognosi, nel momento rivoluzionario sarà plasmato psicologicamente alla sottomissione al perverso sistema, piuttosto che combatterlo (differenza politica non da poco). 

AL VOLONTARIATO IL MARXISMO CONTRAPPONE L’ATTIVISTA PREPARATO SPECIALIZZATO.

Il VOLONTARIO per sua definizione, è una persona che aderisce ad una organizzazione e si impegna per una causa eseguendo le direttive preesistenti. Psicologicamente si sente un “estraneo” all’organizzazione, un “aiuto” alla causa. Non una componente “MILITANTE” impegnato fisso, parte integrante all’organizzazione stessa. In questa situazione il VOLONTARIO non critica (o poco) le scelte e le disposizioni impartitogli, non discute gli eventuali problemi, essendo NON COMPONENTE FISSA dell’organizzazione.

Per cui il VOLONTARIO, in sostanza, come elemento di supporto, non è interessato alla “piena professionalità” di cui si occupa, che esegue senza troppe domande,  rimanendo sempre un “aiuto”.

A CIO’ IL MARXISMO CONTRAPPONE L’ATTIVISTA SPECIALIZZATO. Tutt’altro la formazione politica dell’ ATTIVISTA MILITANTE. L’attivista militante è, ed è sempre stato, parte integrante dei partiti marxisti rivoluzionari, dove partecipa alle decisioni, alle scelte, ne determina l’andamento politico. E’ stato così fin dai tempi di Marx ed Engels con i loro Socialdemocratici, e poi di Lenin con i suoi bolscevichi, e su fino ad oggi. In tutte queste esperienze MAI vi si può trovare un minimo accenno al “VOLONTARIATO” o alla “SOLIDARIETA’ AI BISOGNOSI” come tattica.

Volontariato valutato sempre giustamente come “AIUTO”, di supporto all’impegno serio dell’attivista militante. Per queste persone di supporto NON MILITANTE il marxismo ha sempre usato la corretta parola “SIMPATIZZANTI”.

In sintesi. Non il VOLONTARIO che aiuta i bisognosi, ma solo ATTIVISTI ALTAMENTE SPECIALIZZATI TEMPRATI NELLA LOTTA saranno in grado, domani, nei catastrofici momenti rivoluzionari, di guidare e portare le masse proletarie alla vittoria. Questo non è un gioco per bambini!. MILITANTI che contro il capitalismo, ogni giorno con responsabilità si IMPEGNANO, si ALLENANO nello SCONTRO DI CLASSE POLITICO, certo con riunioni e conferenze, ma anche nelle piazze, nelle proteste, nelle dimostrazioni e nelle momentanee alleanze con altre organizzazioni, esattamente come LENIN, e ancor prima di lui, MARX ed ENGELS ci hanno insegnato.


 

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COS’E‘ UNA “ZONA DI INFLUENZA

E CHE COS’E‘ IL “COLONIALISMO“?

E‘ IMPORTANTE COPIRNE LA DIFFERENZA PER AGIRE CORRETTAMENTE. 

 

 

 

Quando si parla di “COLONIALISMO“ si intende un mondo suddiviso in zone con alcuni stati o potenze capitalistiche industriali, e il resto del mondo con regioni, stati, o addirittura continenti, ancora primitivi, estremamente arretrati, non ancora capitalistici.

In questo contesto le potenze capitaliste conquistano con guerre le zone arretrate ancora primitive per appropriarsi delle loro risorse naturali e sfruttarle senza scrupoli per i loro interessi capitalisti. E‘ questa che viene definita POLITICA COLONIALE.

In tal caso, la potenza coloniale conquistatrice annette il territorio o la regione occupata, che diventa così parte integrante del paese conquistatore. Qui instaura la propria amministrazione e il proprio governo, con leggi, regole ecc. proprie, e staziona le proprie forze armate. In queste colonie, la popolazione soggiogata viene brutalmente oppressa e non gode di alcun diritto politico, amministrativo o militare. Viene sfruttata senza pietà (praticamente ridotta in schiavitù) nelle miniere e nei campi per servire gli interessi capitalistici della potenza coloniale conquistatrice. Ciò si traduce in enormi profitti per le imprese capitalistiche degli occupanti.

Al proposito abbiamo l’esempio dei territori coloniali posseduti dalla Gran Bretagna nel 1.700, ma anche ancora prima dalla Spagna e Portogallo nel 1.600 e in seguito nell‘800 dalla Francia, Olanda, Germania, Italia.

 

Le “ZONE DI INFLUENZA“ sono tutt’altra cosa. Qui le colonie sopra descritte non esistono più. E‘ un contesto internazionale dove il mondo intero ora si è sviluppato capitalisticamente fino a comprendere tutte le nazioni del pianeta (esattamente come previsto da Marx nel „Capitale“). Dove le zone primordiali precapitaliste come colonie non esistono più e ora vigono in ogni nazione, anche la più povera, le leggi del commercio, della compravendita, del profitto, della concorrenza, ecc. cioè il capitalismo. Tutte le nazioni (ora capitaliste) sono ovviamente suddivise in due classi che si contrappongono una contro l’altra per i propri interessi: proletariato e borghesie. Con un proletariato che subisce lo sfruttamento dei propri capitalisti (che diventano sempre più ricchi) e reagicse con scioperi, lotte e proteste. Gli stati sono diretti dalle borghesie locali attraverso propri governi, partiti, parlamenti, con una propria amministrazione e un proprio  esercito. Quindi il tutto a livello internazionale è ben definito, in un sistema capitalistico allo stadio compito in uno scontro concorrenziale tra capitalisti.

Queste nuove borghesie povere, questi affaristi locali in via di sviluppo sono però autonomi nei loro affari nel rivolgersi alle potenze ricche industrializzate, per ricevere crediti e investimenti, accelerando così il loro sviluppo capitalistico.

E‘ in questo contesto internazionale di potenze ultraricche e nazioni povere, in una competizione interimperialista che si formano “Zone di Influenza“. Significa potenze imperialiste altamente industrializzate che riescono a crearsi rapporti preferenziali con borghesie di nazioni povere in via di sviluppo, con le quali avere affari molto vantaggiosi.

È tuttavia necessario chiarire che i paesi poveri che appartengono a una determinata sfera d'influenza possono allo stesso tempo intrattenere relazioni economiche con altre potenze imperialistiche.

 

 

E‘ la situazione per es. dell’Iran, „zona di influenza“ russa, che oltre ad avere rapporti privilegiati politici, militari, commerciali e industriali con Mosca, intrattiene nello stesso tempo rapporti economici con Europa, Cina e anche con gli USA. O il Brasile, che pur essendo, come tutto il Sud America “zona di influenza“ americana, dove le multinazionali Usa investono massicciamente i loro capitali, allo stesso tempo ha anche rapporti commerciali con L’Europa e la Cina. O l‘esempio dell’Egitto, che come tutta l’Africa  “zona di influenza“ europea, ha però anche affari con l’America e la Russia.  E così pure il Vietnam che pur essendo sotto “influenza“ politica, militare ed economica cinese intrattiene nello stesso momento grandi affari con il Giappone e gli USA.

COLONIALISMO e ZONE DI INFLUENZA sono perciò evidentemente due stati di cose geopolitiche completamente diverse, da non confondere, che confermano pienamente l’analisi di Lenin nel suo “Imperialismo“.

 

LA TATTICA RIVOLUZIONARIA. Trattandosi di due situazioni profondamente diverse, sarà di conseguenza anche la tattica marxista diversa, per adattarsi ai due contesti dissimili  (come spiegato correttamente da Lenin).

  • Nel colonialismo il marxismo ha sostenuto la lotta di indipendenza delle nazioni povere precapitaliste coloniali contro gli imperialismi occupanti colonialisti, con l'obiettivo di renderle indipendenti e consentire loro di svilupparsi appieno capitalisticamente e anche le due classi: borghesia e proletariato, in modo che quest’ultimo si possa mettere in moto e contrapponendosi alla borghesia, con la lotta di classe arrivare al comunismo.
  • Nelle Zone di Influenza, dove adesso tutte le nazioni sono capitaliste ed esistono le due classi, nello scontro il marxismo sostiene ovviamente apertamente il proletariato contro le borghesie e organizza le classe lavoratrice sfruttata e sottomessa perché arrivi alle rivoluzioni.  

Per cui oggi, essendo che ci troviamo in una situazione di capitalismo sviluppato a livello mondiale senza eccezione, dove  le zone coloniali non esistono più e in tutti i paesi del pianeta agiscono le leggi capitalistiche del commercio e della compravendita e la lotta avviene, da una parte tra proletariato contro borghesie, dall’altro all’interno della borghesia stessa tra banditi capitalisti per spartirsi le quote di mercato, la posizione del Marxismo E’ BEN DEFINITA e CHIARA:  il marxismo sostiene e organizza nelle nazioni solo il proletariato contro le borghesie e non più lotte di

indipendenza di varie etnie represse, essendo che anche queste lotte o guerre di indipendenza sono capitaliste tra banditi e perseguono solo interessi capitalisti. Questa la posizione CHIARA, NETTA del marxismo.

LE MENZOGNE DEGLI STALINISTI - FALSI COMUNISTI. Gli stalinisti, come si sono inventati la menzogna del “Socialismo in un solo paese”, i cui l’Unione Sovietica, Cuba, la DDR, ecc. esisteva il “comunismo” e adesso anche in Cina e in Nord Corea e poi si sono inventati l’Antifascismo e poi ancora che il nemico del proletariato sono la NATO e gli Americani e che Putin è l’amico socialista, così come sostengono che l’invasione russa dell’Ucraina è giusta, questi stalinisti falsi comunisti si sono inventati che nel conflitto (tra banditi capitalisti in Medio Oriente) contro i palestinesi (e anche contro i curdi) viene condotta una guerra “Colonialista” o “Neo Colonialista”. 

Questa distorsione, a nostro avviso, non è casuale. Il motivo della fandonia stalinista di “neo colonialismo” risiede nel fatto che in questo lungo conflitto tra fanatici religiosi israeliani e fanatici religiosi palestinesi quest’ultimi sono stalinisti e pro Putin (ai quali anche Putin versa finanziamenti), per cui essendo che gli stalinisti di tutto il mondo sostengono Putin, di seguito sostengono anche i palestinesi.  Inventandosi la narrazione che la guerra condotta contro di loro (i palestinesi) è una guerra “colonialista” o “neo colonialista” , per cui i dirigenti fanatici religiosi terroristi di Hamas vanno sostenuti e aiutati. All’opposto proprio dell’argomentazione sostenuta dagli stalinisti invece nell’invasione russa dell’Ucraina, dove l’invasione di Putin non è “colonialista”, ma giusta e gli ucraini che si difendono sono “terroristi nazisti”.    

In pratica per gli stalinisti quando una guerra è condotta da americani e loro alleati, è sempre una guerra sbagliata capitalista e “colonialista”, se invece condotta dai russi non è mai capitalista e “colonialista”, ma sempre giusta.

I TROTZKISTI. Il ruolo dei giovani ingenui trotzkisti è sempre quello di “beversi” (assumere, accettare) ciò che gli stalinisti nelle loro allucinanti menzogne dicono. Anche per i trotzkisti l’Unione Sovietica, Cuba, Cina, ecc. erano e sono paesi “comunisti”, ma con una “burocrazia degenerata”; anch’essi sostengono “Antifascismo” e sono “anti NATO” e “anti Americani” come gli stalinisti; anch’essi (sempre su menzogna stalinista) ritengono che la guerra contro palestinesi e curdi è  “colonialista”.

Questi giovani sprovveduti totalmente ingenui, pur definendosi “marxisti in realtà” non hanno nessuna propria analisi realista di come funzioni la società capitalista e seguendo le menzogne staliniste non ricevono altro che delusioni, frustrazioni, per poi – classico - abbandonare la politica. 

I MARXISTI. Per il marxismo “il socialismo in un paese solo” non può esistere e non esiste, per cui nell’Unione Sovietica, DDR ecc. e ora in Cina, Corea del Nord, Cuba esiste capitalismo, nella forma di capitalismo di stato, dove gli stalinisti al potere con brutali dittature, gestiscono gli affari capitalisti e ne godono i vantaggi (vantaggi, esattamente come i manager statali nei paesi occidentali o i preti in Vaticano). Per il marxismo anche l’Antifascismo contro le destre è un trucco (a conferma in Marx, Engels, Lenin, non esistono tracce di lotta “contro le destre”) perchè  se per il comunismo il fascismo e i partiti di destra sono certamente dei nemici, anche i partiti democratici lo sono, così come ancor più i partiti di sinistra falsi socialisti (i “falsi amici” così definiti da Marx) che tutti assieme in diversi ruoli lavorano per lo sfruttamento dei lavoratori cosìcchè i ricchi diventino sempre più ricchi. 

Poi dire che NATO e americani sono il nemico principale dei lavoratori è proprio una stupida menzogna stalinista. Perché, come tutti gli stati capitalisti, anche la società USA è divisa in due classi: proletari e capitalisti. Capitalisti che sfruttando i lavoratori sono coloro che, come il marxismo da sempre afferma, per i loro affari causano le guerre. Per cui i proletari americani nelle guerre non hanno certamente nessun ruolo, cosa che noi marxisti abbiamo l’assoluto dovere sempre di precisare. E’ appunto lo stalinista Putin, altrettanto guerrafondaio come i capitalisti americani, presidente dei capitalisti russi, che altrettanto selvaggiamente sfruttano i lavoratori in Russia, che afferma che la NATO e gli americani sono i nemici dei lavoratori, slogan che poi viene ripetuto dai succubi stalinisti falsi marxisti. Un Putin che per il marxismo va combattuto altrettanto decisamente e duramente come i capitalisti USA o europei o cinesi, ecc. Mentre il marxismo solidarizza e organizza assolutamente i proletari russi, americani, europei, cinesi, ucraini, israeliani, palestinesi, perché si uniscano contro i capitalisti.

Sulla farsa inventata poi del “Neo colonialismo” degli stalinisti per, come Putin, sostenere gli stalinisti dirigenti palestinesi fanatici religiosi contro gli altrettanto fanatici religiosi dirigenti israeliani, causa di molteplici guerre, abbiamo sopra già precisato.

IN SINTESI. Nella lotta contro le forze borghesi del male è assolutamente fondamentale comprendere appieno il funzionamento del sistema capitalista – motivo per cui Marx ha scritto Il capitale – al fine di creare una base solida per una lotta corretta ed efficace contro questo sistema perverso.

Abbiamo ripetutamente messo in guardia dal pericolo rappresentato dagli stalinisti: agenti della borghesia statale, falsi marxisti, acerrimi nemici del vero marxismo e di una società superiore, che si schierano costantemente dalla parte dei capitalisti russi (e dei loro alleati), cercando di spacciare tutto questo come “comunismo”.

Anche la comprensione della differenza tra “COLONIALISMO” e “SFERE DI INFLUENZA” è quindi un presupposto fondamentale per poter agire in senso marxista.


 

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Qual è la vostra posizione

riguardo la guerra?

 

 

   Guerre: frutto del capitalismo. 

 

Gli affari sono sempre in movimento, sono sempre alla ricerca del massimo guadagno in un ciclo continuo che non si ferma mai.

Ma il mondo della concorrenza è fatta in un modo che, ad un certo punto, il mercato diventi così saturo di offerta di merci da vendere che le vendite diminuiscono sensibilmente, i guadagni crollano e le perdite finanziarie per i  capitalisti diventano notevoli.

E’ in queste circostanze che si creano le basi oggettive dove gli affaristi, i ricchi, cominciano seriamente, veramente a pensare che è ora di abbattere i concorrenti, anche fisicamente. E si mettono in moto e organizzano militarmente i loro stati per farlo. 

Ed ecco che nel ciclo perverso capitalistico, periodi pacifici dove la vendita delle merci poteva trovare il suo profitto senza tanti problemi si trasformano in un periodo di guerra dove i ricchi per poter continuare a guadagnare ritengono dover  distruggere i concorrenti con la loro parte di mercato.

Nel perverso sistema capitalistico, periodi di pace si alternano a periodo di guerra e viceversa con estrema naturalezza,  finchè una società superiore non lo sostituirà.

Ma il mondo degli affari non crea solo catastrofi immani dovute a crisi di sovrapproduzione generali, come già due guerre mondiali stanno a testimoniare. In periodi cosiddetti di “pace”, le lotte per “le sfere di influenza”, cioè la lotta tra i predoni imperialisti nel pianeta per crearsi ogn’uno la propria “area” di stati dove condurre i propri affari, è causa continua di guerre locali. 

In queste situazioni  le più grandi e potenti borghesie imperialiste del pianeta cercano di rubarsi l’un l’altra, anche militarmente, le nazioni periferiche, sfruttando, senza il minimo scrupolo, i contrasti religiosi, etnici, politici. Naturalmente le guerre piccole e medie che ne scaturiscono e che vengono  in continuazione rinfocolate sono causa di centinaia di migliaia di vittime, distruzioni, fame, povertà e enormi migrazioni.

 

(da “Le nostre posizioni politiche”)

 

 

 

 

 

Qual è la vostra soluzione

per le guerre?

 

Contro la guerra: rivoluzione! 

 

La guerra è parte integrante del capitalismo, un fattore ineliminabile in questo sistema basato sugli affari e che nulla a che fare con l’egoismo o la cattiveria delle persone. “La guerra è la continuazione della politica con altri mezzi” afferma il generale della nascente borghesia dell’800 Klaus von Clausewitz.

Per eliminare la guerra bisogna eliminare il capitalismo, non c’è altro da fare!

A nulla sono servite nella storia le oceaniche marce, con milioni di partecipanti, contro la guerra, per la pace, che dall’inizio dell’800 fino ad adesso si sono succedute.

Solo un fatto eccezionale nella storia è riuscito a fermare la guerra: la rivoluzione bolscevica del ’17.

Lo giorno stesso che i bolscevichi rivoluzionari sono giunti al potere hanno fermato la guerra.

Ma per ottenere questo hanno dovuto fare una rivoluzione!

Quindi la strada è segnata: CONTRO LA GUERRA RIVOLUZIONE!

Il resto sono solo inutili ciance.

 

(da “Le nostre posizioni politiche”)

 

 

 

 


 

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ALLEGATO

AD OGNI TORNATA ELETTORALE EMERGE SEMPRE CON FORZA LA DOMANDA CHE COSA SIA LO “STATO” E CHE RUOLO SVOLGE NELLE SOCIETA’. PER APPROFONDIRE LA QUESTIONE PORTIAMO ALLA RIFLESSIONE DEL LETTORE QUESTO ARTICOLO DEL MARZO 2014.

 

 

 

 

LO STATO, ESPRESSIONE DELLA CLASSE DOMINANTE

 

 

 

Spesso ci facciamo la domanda: come mai i politici dicono una cosa e poi ne fanno un’altra? Perché le leggi colpiscono sempre i lavoratori e mai i ricchi?

Cerchiamo ad approfondire la questione.

Scrive Engels nell’Antidühring: “Lo stato moderno, qualunque ne sia la forma, è essenzialmente una macchina capitalistica, uno Stato dei capitalisti, il capitalista collettivo ideale”.

Per capire cosa ha che fare il comportamento dei politici e quanto dice Engels intervistiamo Mario B. attivista politico internazionalista in Italia che ci illustra la questione.

Dom :- trovi un collegamento con ciò che dice Engels e la società dei giorni nostri?

Risp: - “un po’ tutti si lamentano che i politici di  dx, sx ecc. non sono coerenti. Penso che quando i lavoratori vanno a votare non abbiano ben chiaro come funziona il meccanismo. Se i politici, tutti, e sottolineo “tutti”, non sono coerenti  il motivo c’è, non è un caso.”

Dom : -spiegati meglio.

Risp : -“I politici dicono sempre che loro lavorano per il bene della Nazione, del Paese, del popolo ecc.

Ma dobbiamo approfondire: chi sono  la Nazione, il popolo? Certo, la Nazione, il popolo sono i lavoratori, il proletariato. Ma non solo: ci sono anche i ricchi, gli industriali, i magnati della finanza ecc.

Questi hanno un sacco di soldi e nella loro testa ne vogliono fare sempre di più. Se andiamo ad approfondire scopriamo che loro posseggono i giornali, le tv, le squadre di calcio e quant’altro.

I lavoratori invece non posseggono niente, non possono, col loro stipendio riescono, chi più e chi meno, a mantenere la loro famiglia, se è possibile si comperano l’appartamento ecc.

Con i giornali e le tv i ricchi influenzano e dirigono l’opinione pubblica. E poi fanno grosse donazioni di denaro ai partiti. Ovviamente le donazioni non le fanno per niente,  senza uno scopo.”

Dom:  - E questo secondo te condiziona la politica?

Risp:  -“I partiti, tutti, presentano i loro candidati da votare. In campagna elettorale promettono tante belle cose. Ma cosa sappiamo noi veramente di loro, delle loro vere intenzioni?

Ultimo esempio la campagna elettorale appena svolta in novembre: SPD e CDU-CSU si sono affrontati accanitamente uno contro l’altro. Dopo le elezioni si sono però messi assieme nella Grande Coalizione. Sapeva chi andava a votare, di dx o sx, che sarebbe poi finita così? Nessuno! Probabilmente i partiti si erano già messi d’accordo prima

Dom: - I politici tengono quindi nascoste le loro vere intenzioni?

Risp: -“Certo! Lo si vede bene  quando arriva una crisi economica. Chissà perché, i politici di tutti gli schieramenti, in tutti i Paesi, chiedono sempre sacrifici solo ed esclusivamente ai lavoratori.

Non ai ricchi. Perché?

In Germania gli industriali, gli economisti, le tv, i giornali, i politici ecc, dicono che il Paese deve essere più concorrenziale. E come si traduce questo in pratica? Che i ricchi devono rinunciare alle mega ville o agli Yacht?  No! I lavoratori dipendenti devono avere meno aumenti salariali, i giovani in futuro si dovranno accontentare di trovare posti di lavoro sempre meno fissi e più a tempo determinato  e ai padroni viene data la possibilità di assumere persone per 3 mesi a stipendio bassissimo. E questo avviene non solo in Germania, ma ancor di più in Grecia, Spagna, Italia dove sono io, Portogallo ecc, in ogni Nazione, senza eccezione. I politici di tutte i Paesi si comportano tutti allo stesso modo!

 A questo punto dobbiamo porci la domanda: ma da che parte stanno realmente? Ed ecco che l’affermazione di Engels: “Lo stato moderno, qualunque ne sia la forma, è una macchina essenzialmente capitalistica” ci da la risposta. Allo Stato appartengono senz’altro anche i partiti. Direi che l’affermazione di Engels del 1878 è più che mai attuale. Siamo nel capitalismo e politici lavorano senza dubbio per i ricchi. Naturalmente lo devono assolutamente negare!

 

“Der kommunistische Kampf” – marzo  2014

 


 

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ALLEGATO

 

LA STAMPA UFFICIALE RIPORTA CHE L’UNIONE EUROPEA E’ L’UNIONE DEI “POPOLI” EUROPEI.

PER I MARXISTI NON E’ COSI’.  PER APPROFONDIRE LA TEMATICA PORTIAMO ALLA RIFLESSIONE DEL LETTORE QUESTO ARTICOLO DEL NOSTRO PRIMO NUMERO DI GIORNALE DEL MARZO 2014.

 

 

 

Punti fermi della scienza marxista

L’UNIONE EUROPEA OVVERO

L’UNIONE DEL PADRONATO EUROPEO

 

Più volte la borghesia ha tentato di riunire il mercato europeo.

Il primo tentativo è stato con Napoleone.

A fine 800 la Francia era in forte sviluppo e cercava, creando una forza europea continentale, di contrapporsi ad un imperialismo inglese che aveva colonie in mezzo mondo. La forza economica francese e il genio di Napoleone non sono però bastate ad avere il sopravvento sulle altre borghesie.

Il secondo tentativo  di riunificazione europea è stato portato dalla borghesia tedesca con Hitler..

Dopo la riunificazione germanica attuata dalla Prussia con la guerra del 1870, l’industria tedesca aveva avuto un forte impulso e l’intero mercato europeo, occupato e tenuto stretto dalle altre nazioni, non lasciava spazi per gli affari accresciuti della borghesia tedesca in forte espansione. Quindi il padronato tedesco cercherà con le armi, nel primo conflitto mondiale di ottenere quei territori necessari per permettergli di continuare ad avere guadagni lucrosi. 

La sconfitta del 1918 fermerà momentaneamente i suoi propositi.

Ed è appunto con Hitler che il padronato tedesco ci riprova una seconda volta. Questa volta la forza militare è maggiore e meglio attrezzata di prima, quella messa in campo nella prima guerra mondiale.

La borghesia americana con il suo intervento massiccio militare, ma soprattutto economico, a sostegno degli alleati farà fallire l’intervento tedesco. Con la vittoria gli Usa si assicureranno che non venga a formarsi una borghesia unica europea, che sarebbe stata una concorrente troppo pericolosa  per gli affari e per i guadagni americani nel mercato globale.

Per il padronato tedesco il risultato è, che con la sconfitta non solo non riesce a riunire il mercato europeo, ma si ritrova addirittura con la stessa Germania divisa!

Il problema di una Europa unita però è sempre stato ben presente nei gruppi industriali e finanzieri europei. E’ una questione vitale di sopravvivenza nella giungla della concorrenza tra potenze nel mercato globale. Chi è più grande e forte economicamente è 

avvantaggiato rispetto ai piccoli. E’ la legge inesorabile del capitale.

Dopo la seconda guerra mondiale sono le borghesie tedesca – francese -italiana che, riprovando,  instaurano accordi economici per la creazione del mercato unico europeo (MEC). Il processo però è  lungo e lento.

Con la riunificazione tedesca del ‘89 e il crollo Urss del ’91 l’integrazione  trova un forte impulso. Nel ’92 viene stipulato il trattato di Maastricht e nel 2002  avviene l’introduzione dell’euro.

Da allora la riunificazione europea subisce un nuovo forte rallentamento.

Nei 10 anni successivi all’introduzione dell’euro il fatto più significativo è  l’accordo  che regola per legge le banche a livello europeo conclusosi l’anno scorso in dicembre.

C’è da chiedersi come mai dopo lo slancio degli anni 90, quando l’unione politica e militare europea sembrava quasi a conclusione, il processo di unificazione abbia subito un tale rallentamento.

Vien da pensare che il padronato americano, forte della vittoria della seconda guerra mondiale sui due fronti europeo e asiatico, tolleri una Europa unita solo  sul piano economico e finanziario, cioè dal loro punto di vista un’Europa “debole”, ma non la voglia “forte”, cioè unita politicamente e tantomeno  militarmente.

Si deduce che l’imperialismo americano può vedere, nel gioco di potenze  globali,  in un’Europa economica e finanziaria unita  un contrappeso da porre alle nuove potenti borghesie emergenti, soprattutto asiatiche, che hanno una  stazza continentale. Ma sembra chiaro che nel rapporto con gli europei il padronato americano vuole avere un ruolo predominante e dirigente, sia politico che, in particolar modo militare.

 

 

 

“Der kommunistische Kampf” – marzo  2014 

 


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