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6 maggio 2026
IL MOMENTO RIVOLUZIONARIO SI AVVICINA
LOTTA COMUNISTA SE NON SI MODIFICA NON FARA’ LA RIVOLUZIONE NEANCHE IN ITALIA ! (mentre il fallimento all'estero è chiaramente totale )
PARTITO IN CRISI, IN DECLINO, CON CENTINAIA DI GIOVANI “VOLONTARI” ARABI E DELL’EST CHE SE NE SONO SCAPPATI VIA E ATTIVISTI DELUSI CHE SE NE VANNO. CAUSA DIRIGENTI INCAPACI, A PAROLE RIVOLUZIONARI, NELLA PRATICA OPPORTUNISTI, CHE CON LA POLITICA BORGHESE DELLA “BENEFICENZA” HANNO PORTATO IL PARTITO IN CRISI, MA NONOSTANTE CIO’ VOGLIONO CONTINUARE IMPORRE, DOMINARE IL PARTITO.
PURTROPPO E’ GIA’ SUCCESSO - E’ già successo che dopo la morte di Marx ed Engels i socialdemocratici tedeschi abbiano perso completamente la bussola, siano entrati in confusione, intraprendendo la politica totalmente sbagliata del “revisionismo”. Così come è successo che dopo la morte di Lenin Stalin con il suo “comunismo in un paese solo” abbia svoltato verso la controrivoluzione.
Ora purtroppo siamo di fronte allo stesso problema: dopo la morte di Cervetto e Parodi, gli attuali successori che dirigono oggi Lotta Comunista sono in completo disorientamento, non sanno più come procedere, e per attirare aderenti si sono buttati sulla “beneficenza” sperando che possa funzionare.
Ma “far beneficenza’, ‘aiutare i poveri’, è una politica chiaramente borghese, opportunista, interclassista, che può solo aiutare la borghesia, non certo la rivoluzione. Adesso questo è chiaro, e il partito è entrato in crisi. E’ più che evidente che chi dirige Lotta Comunista non ha la minima idea di che cosa sia la ‘lotta di classe politica’. Che solo con la corretta politica di ‘lotta politica di classe” il partito si può espandere, sviluppare, dove i militanti si possono forgiare e temprare nelle lotte contro la borghesia, e il partito si prepara per la rivoluzione. Di questo, purtroppo, chi dirige oggi L.C. sembra non averne la benché minima idea, e cercando nuove idee stanno portando il partito verso il declino.
I socialdemocratici tedeschi, dopo la morte di Marx ed Engels, nella loro confusione, si sono inventati che i lavoratori possono arrivare al potere con ‘il parlamentarismo’. Dopo la morte di Lenin, Stalin, Bukharin e i loro seguaci, nel loro disorientamento totale, si sono inventati che ‘il comunismo è possibile in un paese solo’. Gli attuali dirigenti di L.C. dopo la morte di Cervetto e Parodi, nella loro confusione politica si sono inventati che la lotta di classe è ‘far beneficenza’, ‘aiutare i poveri’. In altre parole, a parole rivoluzionari, nella pratica opportunisti. In tutte queste esperienze il disastro politico per i movimento rivoluzionario internazionale è sempre stato (purtroppo) completo.
INCAPACITA’ TOTALE. Non sapendo come agire con la lotta di classe politica contro il capitalismo nei paesi sviluppati come l’Europa, per espandere il partito chi dirige LC ha pensato di rivolgersi agli immigrati, di accalappiare immigrati. Gente povera, ingenua, piena di problemi, alla ricerca di aiuto e che non capisce bene l’italiano e non parla bene l’italiano.
L’IDEA dei dirigenti sarebbe: con gli autoctoni, cioè con gli europei, non sappiamo come reclutarli, ma con gli immigrati, ingenui e in difficoltà, con la ‘beneficenza’ possiamo accalappiarli e poi vedere di farne dei rivoluzionari. Nel frattempo facciamo vedere a tutti che siamo in tanti e ”che va tutto bene”. Questa la geniale pensata (tra l’altro mai sentita nella storia del movimento rivoluzionario internazionale).
Al primo impatto la cosa apparirebbe anche facile, semplice. In realtà è difficile, anzi difficilissima, se non impossibile. E ci sono le precise ragioni.
Gli immigrati sono sì ingenui, pieni di problemi e non capiscono bene cosa gli dici, ma si portano dietro le loro radicate mentalità, sono fissi nella loro religione, nelle loro forti vecchie tradizioni e convinzioni, e sono fortemente nazionalisti dei paesi d’origine. Tutte cose che ovviamente poi emergono.
Fare il rivoluzionario in generale significa impegnarsi in qualcosa di molto complicato, difficile, molto laborioso e faticoso anche per un europeo. Significa sforzarsi di capire come funziona il molto intricato, perverso sistema capitalistico in tutti i suoi aspetti, capire cos’è la difficile analisi marxista nella sua complessità e porsi totalmente controcorrente contro il sistema. Significa poi lottare praticamente contro le contraddizioni, ingiustizie del capitalismo. Tutte cose chiaramente molto difficili e complesse, anche, come detto, per un europeo aperto mentalmente e acculturato.
Quindi, tutto molto diverso da ciò che concerne questi ragazzi immigrati alla ricerca di una vita migliore. Per loro, è evidente che, anche se lo desiderano, studiare il complicato marxismo diventa cosa molto più difficile rispetto ad un europeo. Per loro, diventare marxisti, significa entrare in un mondo che è contro le loro tradizioni, le loro radicate convinzioni e religioni, culture. Insomma, difficilissimo. E’ quindi logico che se da subito non si spiega loro accuratamente cosa significa essere marxisti, comunisti, rivoluzionari, si incorre nel problema poi dell’incomprensione, del malinteso, e certo, anche nella manipolazione. Chi dirige LC ha chiari questi concetti?
Infatti a conferma , essendo che questi ragazzi sono cresciuti nei loro paesi e nelle loro famiglie con una forte tradizione e influenza pro Palestina mantenendola attualmente, in novembre alchè ci sono state in Italia e in Europa enormi manifestazioni pro palestinesi, questi ragazzi "volontari" arabi e dell’est che frequentavano LC, in massa sono passati nei movimenti pro Palestina, lasciando Lotta Comunista a bocca asciutta.
Tutto diverso da quello che facciamo noi qui a Berlino, che da subito chiariamo, bene e chiaro, ai ragazzi stranieri che si avvicinano a noi, soprattutto se da paesi arabi, ma anche quelli dell’est Europa, quali sono le nostre posizioni, cos’è il marxismo, cosa significa essere comunisti, da che parte stare nelle guerre, ecc. per non incorrere, appunto, poi nel malinteso, nella confusione, nella manipolazione.
Ma la domanda: le posizioni ufficiali di Lotta Comunista dove sono? Che non si trovano da nessuna parte! Non c’è un documento, un libro che le specifichi, niente in internet, il giornale poi è illeggibile! Il tutto rimane sempre nebbioso al riguardo, aleggiante, dove ogni attivista o relatore può dire ciò che vuole (anche per accalappiare gente) per cui non si capisce con quali motivazioni giustificano la “geniale” trovata dell’aiuto ai poveri”. Tutte le organizzazioni/partiti politici hanno le proprie posizioni ben esposte, chiare, Solo LC che si ritiene il “top” non le ha!
E i giovani che si avvicinano a noi non vengono certamente attirati dal trucco della facile ‘beneficenza’, ma dai nostri cartelli, volantini, dove le nostre posizioni sono scritte a caratteri grandi e chiari (e non nascoste). Vengono da noi per partecipare ai corsi di marxismo, alle lotte, alle riunioni politiche. In pratica, è evidente, per lottare contro il capitalismo, non per aiutarlo con la ‘beneficenza’ come in Italia.
MILITANTI E SIMPATIZZANTI SUPERFICIALI. Nell’ambito rivoluzionario è fondamentale aver chiara la differenza tra MILITANTI e SIMPATIZZANTI. Quando negli anni ’70 sono entrato in Lotta Comunista, nel partito si ripeteva che la cosa basilare per noi erano i MILITANTI. I militanti, attivisti esperti e competenti, forgiati nella teoria e nelle lotte, che devono essere la struttura portante dell’organizzazione, che con la loro competenza sanno e possono espandere il partito. Quindi tutto doveva ruotare, essere organizzato, per arrivare a ‘formare militanti’. I simpatizzati, si affermava, erano cosa secondaria, molto secondaria. “E’ la qualità che conta, non la quantità” si ripeteva continuamente. E' la “qualità che porta alla quantità” era la regola. I simpatizzanti, si diceva, portano certamente soldi e partecipanti alle grandi conferenze e manifestazioni, ma rimangono sempre al margine del partito, non hanno interesse all’attività e non si impegnano, non conoscono bene (o non gli interessa) il marxismo, il comunismo e la politica rivoluzionaria,. E poi al primo problema spariscono - esattamente com'è successo. Mentre i militanti restano (e sviluppano il partito). Era così quindi, si affermava, che il partito rivoluzionario deve essere strutturato.
Di certo non quello che sta avvenendo oggi in LC, dove tutta l’attività con la ‘beneficenza’ e “l’aiuto ai poveri” è concentrata nell’attirare e catturare simpatizzanti stranieri (adesso chiamati ‘volontari’) così da far numero, per poter dire ‘siamo in tanti!’.
Una differenza sostanziale da come noi qui in Germania operiamo, reclutiamo. Dove non si attirano i giovani con “i pacchi spesa” ma, come detto, con i “corsi di Marxismo” individuali, con cartelli con posizioni scritte a caratteri chiari e cubitali (senza trucco ne inganno). Certamente, con il nostro metodo sono sicuramente meno gli interessati che si avvicinano a noi rispetto al metodo della “beneficenza” di LC, poichè chi è interessato ha subito chiaro che dovrà sforzarsi di capire il marxismo, la società capitalistica nelle sue complessità, dovrà intraprendere la lotta di classe nei suoi molteplici aspetti. Con la ‘beneficenza’ di LC invece gli attirati sicuramente sono molti di più, poiché non devono sforzarsi di capire, devono solo distribuire pacchi, giocattoli, cioccolatini, che per loro equivale quasi ad un gioco.
Al riguardo ecco alcune testimonianze apparse in internet sul sito web Reddit sul come funziona il sistema di LC: “io sono attivo con loro nonostante non sia comunista, perché fanno raccolta cibo per le famiglie in difficoltà e mi sembra nobile. Mi occupo soltanto di fare raccolte fuori dai supermercati e consegnare pacchi alimentari a chi ne ha bisogno, ma ho subìto un sacco di propaganda indesiderata e anche io mi sono permesso di dire che l’Ucraina era un paese attaccato, non l’avessi mai fatto” (CarloneBombolone - pseudonimo). Un’altra testimonianza così riporta: “Da me ogni anno raccolgono giocattoli usati, li impacchettano e li distribuiscono per natale ai bambini della case famiglia, ai centri d’accoglienza e a chi non può permetterselo. Distribuiscono anche pasti ai senzatetto alla stazione e spesso aiutano con i pasti anche la Caritas e per altre iniziative. C’è chi è religioso e fa il volontariato in parrocchia o alla Caritas e chi non lo è e fa le stesse cose, chiamandolo ‘marxismo-leninismo’. La parte dell’ideologia fa un po’ ridere e non so se ci sia qualcuno cha la prende veramente sul serio anche fra gli iscritti, ma ben vengano le iniziative che portano avanti!” (eliminato).
QUESTO E’ QUELLO CHE Lotta Comunista INTENDE COME PRATICA POLITICA PER “LOTTA DI CLASSE”! mentre nelle sedi si fanno grandi discorsi rivoluzionari sul comunismo, sul marxismo, bla, bla, bla. Pazzesco!!. Sentite le testimonianze vien da pensare che ai giovani “volontari” extraparlamentari e non, cioè anche ai giovani italiani che si avvicinano al partito (che si vedono anche nelle foto) non viene precisamente spiegato bene, accuratamente, quali sono le posizioni di LC, a riguardo anche dei palestinesi, curdi, ecc. e anche riguardante le religioni, ma sembra che il tutto venga lasciato di proposito superficiale in modo che questi giovani restino e lavorino. Tutto ciò ha per noi dell’incredibile!
Proseguiamo. Un altro aspetto che ci contraddistingue come "Der kommunistische Kampf" è: noi durante la diffusione non misuriamo il successo dell’attività con quante copie del giornale sono state vendute, ma con quante persone si sono iscritte ai corsi individuali di marxismo, quante parteciperanno alle nostre riunioni politiche e poi alla lotta. Qui sta la differenza, questo è ciò che significa costituire e sviluppare un partito di militanti rivoluzionari e non di dilettanti ! (Mentre addirittura qui a Berlino ai poveri ragazzi di LC viene perfino proibito da Genova di organizzare eventi politici e manifestazioni di lotta assieme a noi, naturalmente paritetiche, o assieme noi partecipare a interessanti manifestazioni altrui. La pretesa di Genova sarebbe che i loro ragazzi ci lasciano partecipare alle loro riunioni, ma loro fare qualcosa assieme a noi, questo è severamente proibito – nonostante, attenzione, abbiamo le stesse posizioni politiche e stessi scopi. Da non credere! Comunque noi insistiamo di continuo di agire assieme.
IL GIORNALE AIUTO PER L’ATTIVITA’ RIVOLUZIONARIA.
Esattamente così. Il giornale deve essere concepito come aiuto per l’attività, non intellettuale. In una realtà che se anche le tematiche sono difficili, molto complesse, sia scritto di proposito in maniera chiara, comprensibile, in modo che gli articoli vengano letti e capiti per facilitare sia la formazione che il lavoro politico stesso. Tutt’altro che il giornale di Lotta Comunista completamente incomprensibile! Che se anche diffuso a decine di migliaia di copie nessuno legge, o al massimo qualcuno ne legge uno o due articoli, il resto resta carta straccia (un peccato per il marxismo). Alle innumerevoli e decennali critiche mosse ai dirigenti di LC, a questo problema viene regolarmente risposto: “Il giornale è complicato perché è la realtà che è complicata”. Appunto, se già la realtà è complicata da spiegare e in più il giornale è scritto in maniera incomprensibile, la frittata è fatta! Nessuno ci capisce niente, nessuno legge! Come nella realtà accade.
Nell’impostare un giornale bisogna porsi delle domande, ovviamente. Per es: a chi è rivolto il giornale, cosa vogliamo ottenere dal giornale? Se è rivolto al primo contatto e all’area simpatizzanti il giornale sarà scritto in maniera semplice, comprensibile, in modo che venga letto e recepito. Se indirizzato ai militanti il giornale sarà ovviamente più approfondito e dettagliato. Fondamentale per la rivoluzione è che venga letto e capito!
E poi la domanda: PERCHE’ UN SOLO GIORNALE? Dove sta scritto che i partiti rivoluzionari devono avere un solo giornale? LC dice die essere i bolscevichi di oggi, ma i bolscevichi di Lenin avevano più giornali: Pravda, Iskra, Izvestija, Zvezda. Così come i socialdemocratici rivoluzionari tedeschi di Marx avevano più giornali: Vorwärts, Der Sozialdemokrat, Berliner Volksblatt, Demokratisches Wochenblatt. E certamente non serve precisare che sia i bolscevichi di Lenin che i Socialdemocratici rivoluzionari tedeschi di Marx non sono mai andati nelle piazze per fare la ridicola beneficenza e carità ai poveri. (Chissà se queste cose così importanti e reali vengono discusse all’interno del partito?
“Un SOLO GIORNALE” è una FISSA di LC (e dei gruppi bordighisti)!
E poi con articoli incomprensibili, scritti da un’ELITE che si crede SUPERIORE perché scrive in modo COMPLICATO per compiacere se stessa (persone che forse non hanno mai distribuito una copia del giornale) – questo è il colmo dell’inefficienza!
Una cosa controproducente per la rivoluzione, poiché, come già accennato, non viene letto praticamente da nessuno, mentre il nostro giornale «“Der kommunistische Kampf” » viene letto da tutti con grande interesse e senza problemi (anche da quasi tutti, se non addirittura da tutti gli attivisti della LC in Italia, che leggono con grande interesse sul nostro sito Internet i nostri articoli più che approfonditi ma comprensibili, e alcuni si esprimono addirittura in modo elogiativo – invece di leggere il proprio giornale. A riprova dell’utilizzo del giornale di LC, durante i miei quarant’anni di attività nel partito in Italia ho condotto più volte sondaggi nella mia cerchia di simpatizzanti, lettori e attivisti per capire come venisse accolto il giornale. In tale occasione ho dovuto constatare più volte con rammarico che il giornale non veniva letto. «Perché è troppo difficile e incomprensibile», mi veniva risposto. Un vero peccato per il lavoro rivoluzionario.
STRUTTURA DEL PARTITO.
E qui si pone una domanda veramente essenziale. LC è una organizzazione estesa a livello nazionale, con molti circoli, nuclei di fabbrica, cellule giovanili. Con quale mandato chi guida LC dirige il partito? Con quale autorità da gli ordini? Elezioni all’interno del partito, dei circoli, delle cellule, non ne avvengono, discussioni sulla linea politica e sulle tattiche da attuare, anche di questo non se ne parla assolutamente. Tutto proviene dall’alto. Si, qui si impone la domanda: con quale autorità i dirigenti di LC decidono tutto, conducono il partito? Certamente all’interno ci possono essere più idee, proposte, sul come procedere, sul come agire, che con le elezioni interne devono emergere, confrontarsi, esprimersi. Una organizzazione seria dovrebbe funzionare così. Con elezioni in cui devono essere eletti delegati che devono portare poi nella struttura centrale le diverse opinioni. Ma tutto questo in LC non esiste. Quello che 3-4 persone che dirigono si sognano di notte viene poi imposto a tutto il partito, e chi non è d’accordo o si assoggetta o se ne deve andare. Questo non è bene. In pratica una dittatura, dove nessuno può obiettare.
E il risultato? Eccolo: un partito rivoluzionario che con l’imposizione “dell’aiuto ai poveri” deciso da 3-4 vertici è in crisi, è sulla via del tramonto.
E necessario invece che ogni 3-4 anni si tengano le elezioni. Dove, come detto, all’interno dei circoli vengano eletti dai militanti dopo attenta discussione i delegati (sempre tra i militanti) in modo che emergano le diverse opinioni, le quali, com’è necessario che sia, devono esprimersi con delegati.
Ma attenzione però: una avvertenza dovuta alla quarantennale esperienza in LC. In queste elezioni di delegati, discussioni, dibattiti, opinioni, attenzione ai funzionari! Sono pagati dal partito e sono terrorizzati dal venir licenziati! Per cui questi si attengono sempre e rigorosamente alle posizioni dei vertici senza mai criticare, senza esprimere le vere proprie opinioni (anche se certamente le hanno) e si scagliano sempre contro coloro che criticano il centro. Per cui nelle discussioni non sono attendibili, assolutamente no! Per cui attenzione quando si parla con loro! ( io dico sempre: “i funzionari di LC sono pagati per eseguire, non per pensare”).
Ritornando alle elezioni nei circoli. Come detto le elezioni dovrebbero svolgersi ogni 3-4 anni e i delegati poi eletti dovrebbero trovarsi a livello nazionale per eleggere un Direttivo nazionale, il quale dovrebbe eleggere un Esecutivo. Questi delegati eletti dai circoli dovrebbero trovarsi regolarmente a livello nazionale 3-4 volte all’anno per giudicare l’operato del partito. Anche questo è fondamentale per il buon funzionamento. Questa è la garanzia affinchè LC non sia una dittatura come adesso, in modo che chi viene eletto nel Direttivo nazionale e poi nell’Esecutivo non possa decidere a suo piacimento quello che si sogna di notte.
E per essere sicuri che il partito non diventi una dittatura di qualcuno, i componenti del Direttivo ed Esecutivo non devono rimanere in carica più di due mandati (che non succeda come Stalin che è rimasto al vertice per 30 anni!) E’ così che qui a Berlino stiamo impostando la nostra organizzazione rivoluzionaria.
Questo, qualcuno lo potrebbe chiamare “democrazia”, noi la chiamiamo “efficienza”, “serietà” e “prevenirsi dai futuri problemi disastrosi” di organizzazione.
ASSENZA TOTALE DI LOTTA COMUNISTA DALLA LOTTA DI CLASSE RIVOLUZIONARIA IN ITALIA E IN EUROPA. LC è totalmente assente nelle continue proteste politiche, si nasconde nel partecipare alle costanti lotte sociali e manifestazioni pubbliche contro un mondo con sempre più contraddizioni, ingiustizie e sempre più di guerre.
Quindi DIRIGENTI ASSOLUTAMENTE NON ADATTI A CONDURRE UN PARTITO RIVOLUZIONARIO, A PAROLE RIVOLUZIONARI, NELLA PRATICA OPPORTUNISTI, NON ELETTI DA NESSUNO, MA CHE VOGLIONO A TUTTI I COSTI DOMINARLO. Dirigenti totalmente incapaci che, ripetiamo, mentre a parole si danno grandi arie con lunghi discorsi sul marxismo, comunismo, rivoluzione, fanno grandi analisi, parlano di bolscevismo, bla bla bla, (esattamente come i revisionisti socialdemocratici tedeschi dopo la morte di Marx ed Engels, e gli stalinisti dopo la morte di Lenin), nella pratica credono che la “lotta di classe politica” sia “aiutare i poveri nelle piazze” e condurre qualche lotta sindacale. Sbalorditivo!
Come con forza sottolineato e ribadito, se gli attuali burocrati dirigenti di LC non vengono sostituiti da altri più competenti, purtroppo il destino di Lotta Comunista in Italia è segnato: il DECLINO E’ GARANTITO ! (mentre l'espansione all'estero è chiaramente un totale fallimento) Purtroppo …. ( In gergo calcistico si direbbe: “Squadra perdente si cambia”. E’ quello che dovrebbe essere fatto anche in LC )
I bolscevichi con il metodo di Lenin in 20 anni hanno costituito un partito e fatto la rivoluzione, LC dopo 60 anni con il suo metodo è invece allo sbando e in declino! Una differenza non trascurabile! Se LC adottasse da subito la giusta “lotta di classe”, oggi sarebbe più estesa non solo in Italia, ma dappertutto in Europa.
IL MOMENTO RIVOLUZIONARIO SI AVVICINA. E’ logico che anche per LC se nel momento rivoluzionario i suoi militanti non saranno politicamente super preparati, super esperti e competenti, e nelle lotte politiche non si saranno super temprati e addestrati, la borghesia li sconfiggerà facilmente e li ucciderà tutti. E’ quindi terribilmente fondamentale che qualcuno in LC si deva prendere l’impegno, la briga, di sostituire, estromettere quei 4 dirigenti, gente inetta, totalmente incapace, ma che vuole assolutamente dominare, che ora la dirigono e la bloccano. In modo che il partito con il metodo giusto (con il metodo giusto ci si può facilmente espandere sia all’interno dell’Italia che all’estero, senza la puttanata dell ”aiuto ai poveri”) il partito si possa riprendere, passi all’offensiva e si diffonda veramente e velocemente in Europa.
Claudio Piccoli
attivista per 40 anni in Lotta Comunista
ed ora super attivo a Berlino
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MA LOTTA COMUNISTA DOV'E'?
Il mondo sta esplodendo con guerre, massacri, distruzioni! E Lotta Comunista dov’è?
E' nelle piazze a lottare, manifestare, protestare, contro il perverso capitalismo?
NO! ASSOLUTAMENTE NO!
E’ sì nelle piazze, ma davanti ai supermercati ad AIUTARE il capitalismo distribuendo pacchi spesa e giocattoli ai poverelli!
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29 novembre 2025
ALLA RIFLESSIONE DEI COMPAGNI
LOTTA COMUNISTA O BENEFICENZA
COMUNISTA?
LOTTA? Decisamente NO!
Perché lotte nelle piazze contro il capitalismo non ne fa affatto.
BENEFICENZA? Decisamente SÌ! Perché la sua unica attività pubblica nelle piazze consiste nell’aiutare i poveri.
FARE BENEFICENZA, FAR LA CARITA’-AIUTARE I POVERI, È UNA PRATICA
BORGHESE OPPORTUNISTA!!
È UNA PRATICA CHE AIUTA LA BORGHESIA A TAPPARE LE SUE FALLE!!
IL PARTITO RIVOLUZIONARIO NON SI ESPANDE CON UNA POLITICA BORGHESE-OPPORTUNISTA! ASSOLUTAMENTE NO!!
CHI OGGI DIRIGE LOTTA COMUNISTA HA COMPLETAMENTE PERSO LA BUSSOLA!
FALLIMENTO TOTALE ALL’ESTERO
Le GUERRE si avvicinano minacciosamente. Ma qual è la situazione di Lotta Comunista in Europa?
In Grecia dove per pensare a una rivoluzione ci vorrebbero almeno 40 circoli rivoluzionari, dopo 40 anni Lotta Comunista ne ha uno solo, ad Atene. In Francia dove per pensare a una rivoluzione ci vorrebbero almeno 120 circoli, dopo 30 anni Lotta Comunista ne ha due: uno a Parigi e uno a Nizza. In Spagna, dove ne
occorrerebbero almeno 100, dopo 20 anni Lotta Comunista ne ha uno solo, a Valencia. In Germania dove ce ne vorrebbero circa 150, a Berlino dopo 15 anni Lotta Comunista è ancora al punto di partenza.
Questo è il quadro “entusiasmante” della tanto decantata espansione europea di Lotta Comunista. Nella pratica: un FLOP TOTALE!
Da sottolineare, come già altre volte riportato, tali circoli non sono nati da un piano strategico di espansione di LC – assolutamente no. Come già detto, sono circoli nati per caso, da gente europea che in Italia ha conosciuto LC, ne sono diventati attivisti e poi, tornati nei loro paesi, hanno fondato i circoli. In pratica: nessun piano della dirigenza per radicarsi in modo mirato e sistematico nel continente europeo.
Quindi: mentre le guerre si avvicinano pericolosamente, il FLOP europeo di LC è TOTALE!
Praticamente: lo ZERO ASSOLUTO! (Entusiasmante! Complimenti!)
Se questa è la situazione all’estero, IN ITALIA NON VA MOLTO MEGLIO
Dopo anni, l’unica manifestazione pubblica organizzata da LC a livello nazionale nell’ottobre di quest’anno (finalmente) ha mostrato qualcosa di inatteso: a livello nazionale ce n’è stata una sola, a Genova – contro le quattro dell’ultima apparizione nel marzo 2022 (a Genova, Milano, Torino, Brescia). Un calo EVIDENTE!
Perché? Cosa può essere successo?
Crediamo di averne capito il motivo. Ma prima dobbiamo fare una premessa.
Qui a Berlino il nostro gruppo leninista “Der kommunistische Kampf” non ha alcun membro di origine araba (mentre di altre nazioni si). Non è per caso, c’è un motivo molto preciso per questo.
Le persone arabe qui presenti (dal Medio Oriente, Nord Africa ecc.) sono tutte:
Quando entrano in contatto con noi leninisti e spieghiamo loro chiaramente che il Marxismo non è “pro-Palestina”, ma:
… appena capiscono, realizzano questo, spariscono come il vento e non li si vede più.
Riteniamo che in Italia sia più o meno la stessa cosa. Per questo anni fa ho avvisato LC di questa caratteristica dei migranti arabi, visto che LC puntava molto su di loro. Mi è stato risposto: “Boh, a noi non sembrano così.” E’ evidente che si sbagliavano.
Se LC vuole reclutare “volontari” su questa base, i problemi sono chiari: queste persone sono molto religiose, nazionaliste e fanaticamente pro-Palestina – e non hanno nulla a che fare con la politica leninista.
Per i migranti dell’Europa dell’est qui a Berlino si deve poi aggiungere:
Fatta questa premessa, chiarito questo, si può ora capire cosa può essere successo in LC, il perché del vistoso calo delle manifestazioni.
E cioè: i “volontari” dai paesi arabi e dell’est Europa, impegnati con LC nella beneficenza - aiuto ai poveri, essendo fanaticamente a favore dei palestinesi, durante le massicce dimostrazioni pro-Palestina di settembre–ottobre SONO PASSATI IN MASSA nei movimenti opportunisti pro-Palestina, ABBANDONANDO LC. Lasciando LC col classico “cerino in mano”!
Questo l’aspetto principale della crisi.
Se poi si aggiunge che anche attivisti di LC non condividono il nuovo corso borghese-opportunista-interclassista pretesco della “beneficenza-carità ai poverelli” intrapreso dal partito, ecco il quadro completo del calo di LC.
Realisticamente, può essere questo che spiega la vistosa DIMINUZIONE e il perché UNA SOLA manifestazione anziché quattro (anche se diranno che si sono concentrati su “un’unica manifestazione”).
INCAPACITÀ TOTALE DELL’ATTUALE DIRIGENZA DI LOTTA COMUNISTA
Balza agli occhi che gli attuali dirigenti di LC, che da Cervetto e Parodi hanno ereditato il partito, oggi non hanno la più pallida idea di come proseguire. Purtroppo (sich!) questa disastrosa situazione nella storia è già capitata altre volte (con i socialdemocratici rivoluzionari tedeschi dopo la morte di Marx ed Engels, e con i bolscevichi dopo la morte di Lenin).
Gestendo, dirigendo rigorosamente il partito con la politica della “beneficenza” e “l’aiuto ai poveri pretesco” è chiaro che gli attuali dirigenti di Beneficenza Comunista (oh, scusate: di Lotta Comunista) non hanno la minima idea di cosa sia la LOTTA DI CLASSE per reclutare nuovi attivisti e come applicare nell’attuale momento il DISFATTISMO RIVOLUZIONARIO contro i capitalisti. Visto che non lo sanno e sono in difficoltà a conquistare nuovi attivisti nella società avanzata, per risolvere il problema si sono dati alle “furbate”!
Ma “con le ‘furbate’ non si va da nessuna parte” mi spiegava molti anni fa un alto dirigente di LC. “O sai fare il rivoluzionario, o datti all’ippica!” mi diceva. Esattamente: o sai fare il rivoluzionario, conosci come il meccanismo rivoluzionario funziona, con tutte le implicazioni del caso, oppure lascia!
Per cui per andare avanti si sono inventati “la carità-aiuto ai poveri”, “la beneficenza” (pratiche borghesi aberranti sempre osteggiate dal marxismo) e il “volontariato” (figura mai esistita nella storia del marxismo – ma nella chiesa si, dove è molto diffusa - come fare la carità) andando – invece che lottare contro il capitalismo - nelle piazze, da ridicoli, a distribuire alimenti, giocattoli e chissà quante altre cavolate – ricevendo i complimenti di molte testate giornalistiche capitalistiche - con lo scopo di accalappiare qualche povero e ingenuo immigrato (che spesso non capisce neanche bene l’italiano) per poter dire che “il partito cresce”. Senza chiedersi se questo possa essere una pratica marxista-comunista corretta, coerente.
Alle critiche, nella loro confusione politica, si sono inventati che questo appartiene al “Soccorso Operaio Internazionale” introdotto nella 3° Internazionale. “Soccorso Operaio Internazionale” che, se si approfondisce (come da noi fatto e spiegato dettagliatamente in un precedente articolo) con l’attuale borghese carità ai poveri, la beneficenza, con i giocattoli, ecc. di “Beneficenza Comunista” (LC) assolutamente non ha niente a che fare. Camuffando questo come pratica marxista, comunista. Pazzesco!
E ovviamente la “FURBATA” non poteva che produrre il suo EFFETTO: IL FLOP!
Che oggi è SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI. Bravo Renato!
Il rivoluzionario o LO SAI FARE nei paesi sviluppati altamente industrializzati, con la flessibilità dei mezzi giusti, senza rigidità, i giornali e l’organizzazione giusta-appropriata, tenendo conto delle mentalità e degli spazi disponibili percorribili, agendo con la massima elasticità (alla Lenin per capirci) e non a caso, sapendo abbandonare le stupide e controproducenti rigidità, oppure rimani sempre al palo.
Esattamente come sta succedendo a LC in Europa, dove - lo ripetiamo, è IMPORTANTE: in Grecia con sempre un circolo dopo 40 anni (dove per pensare ad una rivoluzione occorrerebbero 40 circoli) o in Francia con sempre 2 circoli dopo 30 anni (dove ne occorrerebbero un 120) o in Spagna con ancora un circolo dopo 20 anni (dove ne occorrerebbero invece un 100) o qui a Berlino, dove Lotta Comunista dopo 15 anni è ancora al palo (dove per pensare ad una rivoluzione ne occorrerebbero almeno sui 150).
E’ ovvio che se non sai fare il rivoluzionario nei paesi sviluppati, ancor peggio è nei paesi arretrati, poveri, dove le popolazioni e le mentalità sono ancora molto religiose, molto localiste e nazionaliste, dove, come in questo momento, influenzate dai media locali, solidarizzano strenuamente con le borghesie oppresse, come i palestinesi o i curdi o altri.
ZUCCHERI.
Mi viene riferito che recentemente Zuccheri ha fatto il giro dei circoli dicendo che “per sviluppare il partito in Europa bisogna rafforzare il partito in Italia”.
Qui abbiamo delle domande da porti Zuccheri: cosa intendi quando dici “Per sviluppare il partito in Europa bisogna rafforzare il partito in Italia”? Intendi forse che bisogna creare in Italia centinaia di circoli con stranieri che poi si trasferiranno nei vari paesi europei? Oppure intendi che il partito in Italia deve diventare così esteso e forte da divenire elemento calamita per attrarre l’attenzione di migliaia di giovani dall’Europa che rivolgendosi a LC formeranno nei propri paesi europei i circoli per il partito leninista europeo?
Sii serio Zuccheri! Come puoi pensare a delle stupidaggini del genere! Sai benissimo che in Italia formare centinaia di circoli di stranieri da spostare poi all’estero è pura fantasia. Come altrettanto pura fantasia è che il partito possa diventare punto di attrazione per migliaia di giovani dall’estero che rivolgendosi a LC formino poi nei propri paesi circoli per il partito europeo. Perché, lo sai benissimo, nei paesi europei LC come partito rivoluzionario è totalmente sconosciuto (così come in Italia i vari partiti rivoluzionari in giro per l’Europa sono totalmente sconosciuti) in quanto le borghesie nei vari paesi, facendo il loro mestiere, non fanno pubblicità ai partiti rivoluzionari, che ovviamente odiano. Questo lo sai benissimo!
Ma forse scherzavi. Si, deve essere certamente così! Devi essere un gran mattacchione tu, Gianluca! Bravo!
LE GUERRE SI AVVICINANO
Per LC quindi – proprio mentre le guerre minacciosamente si avvicinano - le cose non vanno bene né in Italia e ancora meno in Europa. E questo fa male, molto male, a noi che per 40 anni abbiamo lavorato intensamente allo sviluppo di LC!
Naturalmente la dirigenza – che si ritiene “the best”, si ritengono “gli scientifici” (dove la parola “ho sbagliato” non esiste) – non si chiede se possano esistere altre vie per sviluppare il partito. Assolutamente no! Bravissimi! Avanti così!
COMPAGNI ATTIVISTI: RIFIUTATEVI, NON ANDATE NELLE PIAZZE AD AIUTARE I CAPITALISTI! RIFIUTATE LA METODOLOGIA BORGHESE-OPPORTUNISTA DELLA CARITA’ AI POVERI!
ANDATE INVECE NELLE PIAZZE OGNI GIORNO A LOTTARE, A PROTESTARE CONTRO IL CAPITALISMO, CONTRO LE SUE INGIUSTIZIE, LE GUERRE, I MASSACRI, LE ARMI E LE SUE CONTRADDIZIONI!
Così si sviluppa il partito rivoluzionario. Così hanno fatto i bolscevichi!
C’è bisogno di sviluppare il partito europeo – non di tornare indietro!
IMPORTANTE: se alla dirigenza di Lotta Comunista non verranno sostituiti quei 3-4 dirigenti, fossilizzati, totalmente INCOMPETENTI e in confusione, ultra rigidi e bloccati su schemi – bla, bla, bla – con fisse senza via d’uscita, ma convinti di essere “super”, ”i migliori”, che oggi la dirigono e la monopolizzano, Lotta Comunista purtroppo è destinata inesorabilmente al declino, che già ora comincia vistosamente a manifestarsi.
Lenin era estremamente flessibile, non aveva paranoie o fisse, per questo è riuscito dove altri hanno fallito!
Claudio Piccoli
Attivista di Lotta Comunista per 40 anni,
e ora super attivo a Berlino
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27 ottobre 2025
Lotta Comunista in difficoltà? In crisi?
Il 18 ottobre solo una manifestazione a livello nazionale – a Genova,
nel 2022 le manifestazioni a livello nazionale erano state 4 – Milano, Genova, Torino, Brescia.
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2 settembre 2025
Mentre gli opportunisti di tutto il mondo si mobilitano
nella lotta borghese a favore dei Palestinesi …
… IL GRANDE, ENORME PARTITO RIVOLUZIONARIO “EUROPEO” LOTTA COMUNISTA CHE FA?
Ps.
Il fatto che la FIOM CGIL a Genova nello sciopero del 19 settembre abbia sostenuto la giusta posizione “CONTRO LA BARBARIE DELL’IMPERIALISMO, PER L’UNITA’ DEI LAVORATORI ISRAELIANI E PALESTINESI” non significa che anche "LOTTA COMUNISTA" come partito organizzi nelle piazze in Italia continue manifestazioni, proteste, con questa posizione. Assolutamente no! Tutt’altro. Questa è una posizione del sindacato. Lotta Comunista come partito è invece super impegnata ogni giorno nelle piazze nel suo nuovo ridicolo corso trasformista opportunista-interclassista di “aiuto ai poveri”, che è diventato la sua unica attività politica pubblica che pratica tutti i giorni con la scusa di attirare qualche “volontario”. Ed è noto, che nella politica marxista rivoluzionaria, è il partito con la sua attività ciò che è fondamentale, determinante, non quella del sindacato (seppur molto importante, ma secondaria).
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7 agosto 2025
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11 maggio 2025
ALLA RIFLESSIONE DEI COMPAGNI
LA LOTTA DI CLASSE DI LOTTA COMUNISTA
CON IL "CARRELLO DELLA SPESA"
NELLE PIAZZE A FAR BENEFICENZA AI POVERI ANZICHE’ LOTTARE CON L’INTERNAZIONALISMO CONTRO “IL NEMICO IN CASA NOSTRA!”
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E’ CON LE LOTTE POLITICHE PUBBLICHE CHE IL PARTITO RACCOGLIE I SUOI ADERENTI, NON CON IL SOLIDARISMO BORGHESE DI AIUTO AI POVERI! ESSERE COMUNISTI NON SIGNIFICA AIUTARE IL PROSSIMO, COME ALCUNI ERRONEAMENTE PENSANO E DICONO, MA LOTTARE ATTIVAMENTE CONTRO LE CONTRADDIZIONI CAUSATE DAL CAPITALISMO. E’ COSI’ CHE SI CONQUISTANO NUOVI ATTIVISTI!
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E’ FONDAMENTALE AVERE UNA CHIARA IDEA DI CHE COSA SIA LA VERA LOTTA POLITICA COMUNISTA.
LOTTA COMUNISTA ANNI ’70. Quando negli anni ’70 sono entrato in Lotta Comunista i compagni più anziani mi spiegavano che “l’aiuto ai poveri” è una pratica borghese opportunista, interclassista, di collaborazione di classe. Usata prevalentemente dai preti per tamponare una delle tante falle causate dal perverso sistema capitalista. Collaborazione di casse che permetteva loro di reclutare attivisti con buoni risultati. Analisi che io condividevo pienamente.
Mi si spiegava inoltre che era routine da parte di partiti e movimenti radicali di sinistra, che si definivano “marxisti”, “rivoluzionari”, per conquistare aderenti, servirsi di tattiche borghesi come la lotta ecologica contro l’inquinamento, l’Antifascismo, il Pacifismo, Femminismo, il sostegno ai Palestinesi, ecc. E come fosse sempre routine che tutti questi movimenti di sinistra definendosi “comunisti” nella loro attività riformista-opportunista o utopista, usassero grandi analisi marxiste, grandi concetti comunisti, altisonanti frasi rivoluzionarie.
Chi allora dirigeva Lotta Comunista rimarcava nelle riunioni, come fosse invece fondamentale per i rivoluzionari nella loro politica pratica attenersi rigorosamente e assolutamente alla teoria marxista, respingendo le politiche interclassiste e opportuniste borghesi in tutte le loro varianti, per procedere correttamente come i bolscevichi di Lenin e i rivoluzionari socialdemocratici tedeschi di Marx-Engels. Che nel loro espandersi con le lotte, si sono attenuti, hanno applicato ai propri attivisti e quadri una rigorosa e conseguente formazione marxista, unico modo per arrivare all’obbiettivo rivoluzionario. Altrimenti si sarebbe lavorato per il capitalismo.
Questa era Lotta Comunista negli anni ’70 e questa è stata la mia formazione politica.
LOTTA COMUNISTA OGGI. Ora Lotta Comunista ha intrapreso la politica del “Solidarismo” di “aiuto ai bisognosi”. Affermando che questo è politica marxista rivoluzionaria.
Ma … la domanda … aveva ragione Lotta Comunista negli anni ’70 o oggi che fa tutto il contrario?
E’ ovvio, corretta era l’analisi di Lotta Comunista negli anni ’70. Perché “far beneficenza ai poveri” era ed è politica propriamente borghese. Qui si entra in campo pretesco opportunista. SI AIUTA IL CAPITALISMO. Ed è assolutamente sbagliato.
Perché se in teoria si predica il marxismo con grandi altisonanti analisi sul sistema, contro il capitalismo, contro l’imperialismo europeo, per la rivoluzione europea, ecc. e poi nella pratica ci si inoltra nella "carità ai bisognosi”, si agisce borghese. E com’è noto, è la pratica che conta, non la teoria, che sono solo parole.
Per cui Lotta Comunista per essere coerente nella sua politica anticapitalista non dovrebbe andare nelle piazze con il “Solidarismo”, che applicando la "beneficenza" di fatto è un sostegno al perverso sistema capitalistico, ma protestare nelle piazze a contro il perfido sistema, contro le sue innumerevoli contraddizioni, esattamente come la stessa Lotta Comunista negli anni ’70 affermava. Una palese contraddizione.
Ma come mai una tale decisione, una tale abnorme metamorfosi?
La motivazione data è che aspettando il momento rivoluzionario “questo porta attivisti”, “cresciamo compagni”!
Quindi oggi Lotta Comunista in netta contraddizione con quanto da essa stessa affermato negli anni ’70, decide, pur di conquistare attivisti, di passare al borghese “Solidarismo”.
Ma gli attivisti si possono conquistare anche con le lotte contro il capitalismo, proprio come fatto dai bolscevichi di Lenin e dai rivoluzionari tedeschi di Marx, dove nel loro espandersi con corrette lotte contro il contraddittorio sistema ovviamente non esiste traccia di “beneficenza ai poveri”! Figuriamoci!
Perché allora oggi questa scellerata decisione? Con Lotta Comunista nella incongruente situazione dove “si parla bene, ma razzola male” (appunto come i preti)?
Aiutare la borghesia con il “Solidarismo ai bisognosi”, è per il marxismo cosa aberrante, che mai un partito marxista nella storia si è mai sognato di pensare, figuriamoci di praticare. Doveva arrivare Lotta Comunista con la scusa di “crescere”, per introdurre una simile stupidaggine e farla passare per “marxismo”.
E’ evidente che chi oggi dirige Lotta Comunista è nella confusione politica più totale, ha perso l’orientamento politico rispetto a chi dirigeva negli anni ’70.
Perché L.C. in quegli anni ripeteva che se la crescita è certo importante, ancor più importante, fondamentale per un partito rivoluzionario è la qualità dei suoi attivisti, qualità e competenza, fondamentale per il domani quando si dovranno fare le rivoluzioni.
MILITANTI COSCIENTI. E mentre oggi in L.C. si parla di “volontari”, cioè “esecutori”, negli anni ’70 L.C. formava MILITANTI COSCIENTI. Dove si spiegava essere la QUALITA’ basilare per lo sviluppo di un partito rivoluzionario, che è da lì che bisogna partire. “E’ la QUALITA’ che porta alla QUANTITA’” si ripeteva. “Il nostro obiettivo è FORMARE AVANGUARDIE COMPETENTI, se oggi vogliamo estendere il partito e domani fare le rivoluzioni”. E si aggiungeva come non abbia senso avere sedi e conferenze piene di aderenti, ma incompetenti e superficiali, che senza arte ne parte, senza professionalità, eseguano “passivamente” ciò che chi dirige ordina. Nella lotta comunista vale il detto “MENO, MA CAPACI!”.
Formare QUADRI COSCIENTI era ed è perciò l’imperativo. Che dopo la teoria solo le dure lotte politiche sociali contro il sistema possono forgiare.
Naturalmente condividevo pienamente questa impostazione. Cosa che poi in seguito ho sempre mantenuto e perseguito.
Perché, se “aspettando il momento rivoluzionario” prioritario è, come dice oggi chi dirige Lotta Comunista, la QUANTITA’ e non la QUALITA’, cioè allargarsi, indifferentemente dal metodo usato per reclutare, anche se borghese, per avere sedi piene, tentando dopo la formazione, allora non solo il borghese “aiuto ai poveri”, ma anche qualsiasi altra tattica opportunista può essere valida, come l’Antifascismo, il Riformismo, il Parlamentarismo, il Femminismo, il sostegno ai “Palestinesi”, l’ecologia” ecc. Tutti metodi borghesi che possono portare di sicuro anche molta più gente “dell’aiuto ai poveri”.
Ma come detto il marxismo rigetta rigorosamente queste pratiche. Perché IL MILITANTE SI DEVE FORGIARE SULLA LOTTA CONTRO IL SISTEMA, LA PRATICA DEVE ESSERE SEMPRE CONSEGUENTE ALLA TEORIA.
Non può essere, il militante non può operare in un partito che fa grandi discorsi comunisti, grandi analisi marxiste contro il sistema, e poi lotti con metodi borghesi! Perché è in questa contraddizione che i militanti e i dirigenti si formano nella convinzione che il sistema è certo perverso e pieno di problematiche, ma che è combattendolo con “il solidarismo ai poveri” (nel caso di L.C.) o lottare per una “migliore democrazia” o “per il femminismo”, o “l’Antifascismo”, ecc. (nel caso dei diversi movimenti di sinistra opportunisti) che lo si può sconfiggere.
Quindi diventa logico vedere come, chi ha sempre operato con questi contraddittori metodi borghesi, poi nei momenti di crisi o rivoluzionari, continui ad agire con lo stesso metodo di sempre, come la storia dei partiti di sinistra opportunisti riformisti
traditori dimostra. Dove nei momenti rivoluzionari mentre a parole si criticava il sistema, nella pratica poi lo hanno sostenuto e difeso.
Quindi l’appello ai militanti e ai dirigenti di Lotta Comunista di abbandonare da subito questo perverso metodo pretesco “di solidarismo aiuto ai poveri”, e reclutare i propri aderenti coerentemente con le lotte come sempre fatto dai rivoluzionari, bolscevichi compresi.
Perché la prima comprova, conferma, di questa degenerazione opportunista è proprio ciò che sta accadendo oggi in Lotta Comunista, dove mentre contro la guerra e contro l’aumento epocale degli armamenti in tutto il mondo insorgono e si susseguono proteste e manifestazioni, Lotta Comunista non va in piazza a protestare contro, portando l’internazionalismo, “il nemico è in casa nostra”, ma è in piazza con "la beneficenza ai poverelli” cioè ad aiutare il capitalismo
(come i preti) ricevendo anche vistosi complimenti di numerose testate capitalistiche.
E’ più che evidente che non siamo più in campo marxista!
METODO CORRETTO. E’ proprio compito dei militanti, dei dirigenti, degli attivisti tutti, definire nella pratica quotidiana del disfattismo rivoluzionario una politica conseguente di lotte politiche, sistemi e metodi efficaci, non contraddittori ne borghesi, che permettano lo sviluppo del partito.
E’ ciò che stiamo facendo noi leninisti di “Der Kommunistische Kampf” qui a Berlino, dove abbiamo elaborato un metodo innovativo, efficace, totalmente sconosciuto a L. C, corretto, bolscevico,. studiato apposta per i paesi imperialisti, che, anche se tra mille difficoltà porta a più che soddisfacenti risultati (… se io qui a Berlino avessi adottato il tradizionale metodo di L.C., anch’io dopo 6 mesi avrei chiuso, come i numerosi gruppetti di Lotta che qui si sono succeduti – e che verranno). Metodo che mi ha permesso partendo completamente da solo, di formare un gruppetto, che si sta allargando sempre più. Escludendo categoricamente la fesseria borghese opportunista di “aiuto ai bisognosi” che ripudiamo come la peste.
DIMOSTRAZIONE PRATICA che E’ POSSIBILE SVILUPPARE IL PARTITO RIVOLUZIONARIO SE SI USANO METODI GIUSTI, CORRETTI”! Che non c’è bisogno di prostrarsi alla borghesia per espandersi, basta avere le idee chiare, essere competenti e agire coerentemente. Il lato triste della faccenda è però che Lotta Comunista, nonostante il nostro metodo innovativo sia efficace e funzioni molto bene, inspiegabilmente e senza senso lo rifiuti nettamente, persino di prenderlo in considerazione e sperimentarlo, insistendo nel continuare nel suo metodo, per poi ridursi a raccattare gente con il borghese “carità ai poveri”.
Anche Lutte Ouvriere nell’articolo “Lotta Comunista, una strana scienza del marxismo” del 11 gennaio 2025 è sbalordita della metamorfosi “SOLIDARISTA” ai poveri di Lotta Comunista definendola “strana”. Una “STRANEZZA” che, ma è chiaro, se i dirigenti di Lotta Comunista degli anni ’70 fossero qui non esiterebbero un secondo, non avrebbero alcun dubbio nel definirla con il suo vero nome: OPPORTUNISMO BORGHESE.
Sembra proprio che chi dirige oggi Lotta Comunista abbia perso del tutto l’orientamento politico! E’ chiaro che l’ incapacità rispetto a chi dirigeva il partito negli anni ’70 è stratosferica.
RENATO PASTORINO nel suo articolo del marzo 2025 scrive: “IMPEDIRE LA GUERRA SI PUO’ – Contro la guerra, Rivoluzione!”.
A parte il fatto che i bolscevichi non hanno IMPEDITO nessuna guerra, ma l’hanno FERMATA (bisogna sempre essere molto precisi su queste fondamentali cose), Renato ti volevamo chiedere: “come pensi di IMPEDIRE o FERMARE la guerra? Spiegaci: forse con il borghese “carrello della spesa”?
Scrivi che il partito tocca decine, centinaia di migliaia di persone nelle fabbriche, nelle famiglie, nei quartieri, alle quali vengono spiegate le perverse e catastrofiche contraddizioni del capitalismo. Questo è ottimo. Ma poi nella pratica come pensi (o pensate) di passare all’azione per “IMPEDIRE” la guerra? Visto che invece di educare i militanti contro il capitalismo con le lotte del quotidiano “disfattismo rivoluzionario” siete concentrati ad educare, addestrare politicamente gli attivisti all’altruismo, al solidarismo, al far del bene e aiutare i poveri, è con “la spesa solidale” che agirete? Forse con la “RIVOLUZIONE SOLIDALE”?
Il fatto che mentre in tutto il mondo insorgono proteste continue e manifestazioni contro l’aumento epocale degli armamenti e contro le guerre, voi invece di aderire con proteste di piazza portando l’Internazionalismo, nelle piazze organizzate “la carità ai poveri”, E’ MOLTO GRAVE!
QUANTI ATTIVISTI IN PIU’ POTRESTE CONQUISTARE SE VOI LOTTASTE COERENTEMENTE PER L’INTERNAZIONALISMO CONTRO IL CAPITALISMO, CONTRO LA GUERRA, CONTRO GLI ARMAMENTI, CONTRO “IL NEMICO IN CASA NOSTRA”? Sicuramente molti, molti di più che "andare a fare beneficenza"!
E poi a seguito, sempre fondamentale per il marxismo: visto che siete “marxisti” “rivoluzionari”, i “volontari” di Lotta Comunista conoscono la DURA LOTTA del “DISFATTISMO RIVOLUZIONARIO” basilare nella politica marxista per
arrivare alle rivoluzioni, usata dai bolscevichi e dai rivoluzionari tedeschi di Marx? Ne hanno mai (per caso) sentito parlare? Non gliel’avete mai spiegato?
Per es. se voi oggi foste, come nelle conferenze dite, in Ucraina dove esiste una situazione rivoluzionaria (con milioni di giovani che rifiutando la guerra scappano), come agireste per arrivare alla rivoluzione? I vostri “volontari solidaristi” saprebbero marxisticamente coerentemente con l’Internazionalismo come procedere?
Andrebbero a protestare nelle piazze contro la guerra dove “il nemico è in casa nostra”, o continuerebbero ad agire nelle piazze con il “Solidarismo” aiutando i poveri, come sono stati educati e come attualmente nella situazione del “riarmo epocale” nelle piazze incredibilmente fate? (dove la vostra presenza ufficiale del “nemico è in casa nostra” è totalmente assente) o scapperebbero?
Spiegaci Renato: nella pratica come pensi di “IMPEDIRE” le guerre (che poi a parole “fermare le guerre” è quello che dicono tutti – anche il Papa) e FARE le rivoluzioni con i tuoi “volontari solidaristi”? Ne hai una pallida idea, hai valutato bene prima di portare Lotta Comunista al disastro?
Claudio Piccoli
attivista di Lotta Comunista per 40 anni
e ora attivo a Berlino
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Ps. … mi viene riportato che Lotta Comunista “nella beneficenza” della “spesa solidale” sta applicando il “Soccorso Operaio Internazionale”, uno dei paragrafi istituiti dalla III Internazionale di Lenin.
Questo non è esatto. Perché il “Soccorso Operaio Internazionale” era stato istituito dall’Internazionale con il preciso scopo di aiutare gli operai in difficoltà dovuto alle persecuzioni politiche, ai licenziamenti, agli scioperi e così via, cioè "Solidarismo di Classe". Non certo nel senso generico di “carità ai poveri" indistintamente come oggi L:C. lo interpreta e lo applica, sia agli immigrati che agli italiani poveri. Per cui ciò che L.C. oggi fa non ha assolutamente nulla a che fare con il “Soccorso Operaio Internazionale”.
Essere antirazzisti non significa aiutare gli immigrati con i "pacchi Spesa" o con "la carità", ma significa assieme a loro combattere duramente contro il perverso sistema capitalistico per una società superiore dove anche la piaga del "razzismo" possa finalmente scomparire. Questo è il VERO ANTIRAZZISMO! Chi dirige Lotta Comunista DOVREBBE saperlo molto bene!
Perché se l’attuale “solidarismo" con "opere caritatevoli” fosse veramente il vero “Soccorso Operaio Internazionale” della III Internazionale, e così giusto e importante per lo sviluppo dei partiti rivoluzionari , come L.C. oggi lo acclama, allora si pongono 2 domande:
Primo: non si capisce come mai nei molti decenni di vita della stessa LC e nei 40 anni di mia intensa attività in LC di “beneficenza ai bisognosi” non ci sia mai stato il minimo accenno.
Secondo: come mai nell’attività dei partiti aderenti alla III Internazionale non via sia la minima traccia di “opere di carità”, ma come “Soccorso Operaio Internazionale” vi troviamo invece il "Solidarismo" di un costante aiuto agli scioperanti, agli operai licenziati e perseguitati, cioè "Solidarismo di Classe" correttamente ed esattamente il motivo per cui il “Soccorso Operaio Internazionale” è stato istituito.
Se "la spesa solidale" fosse così importante e fondamentale per lo sviluppo del partito rivoluzionario, allora ancora la domanda: come mai nelle Opere di Cervetto e nei molti testi di Parodi non esiste cenno di “Solidarismo operaio” inteso come “opere caritatevoli”, come pratica politica (e gli immigrati poveri esistevano molti anche ai loro tempi) mentre invece ovviamente come “Solidarismo Operaio” LC allora organizzava collette di aiuto agli operai in sciopero (è LOGICO !) e nelle riunioni si ribadiva il concetto di “aiuto ai bisognosi” come pratica opportunista usata dai preti per tamponare una delle tante falle che il perverso sistema produce?
E mentre nell’intensa attività dei partiti dell’ Internazionale Comunista del “Solidarismo”, come detto, di “carità ai bisognosi” non ne esiste traccia (mentre anche a quei tempi gli immigrati e operai poveri erano numerosissimi) i partiti erano invece concentrati nelle numerose lotte contro il perverso sistema e contro le guerre (basta solo informarsi).
E' CON LE DURE LOTTE CHE I BOLSCEVICHI HANNO SVILUPPATO IL PARTITO per arrivare alla società superiore! Sistematiche lotte contro il malvagio sistema che oggi in LC mancano del tutto. E' in questo senso che noi come leninisti portiamo il nostro contributo di critica costruttiva a Lotta Comunista per lo sviluppo del partito leninista a livello europeo.
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16 novembre 2024
ALLA RIFLESSIONE DEI COMPAGNI - LOTTA COMUNISTA VISTA DA BERLINO
LA SFIDA DIVENTA EUROPEA !
LOTTA COMUNISTA E IL “DECENNIO CRUCIALE”
LE NAZIONI SI ARMANO,
LA CRISI CATASTROFICA E CON ESSA IL MOMENTO RIVOLUZIONARIO SI AVVICINA!
SOLO LOTTA COMUNISTA E’ FERMA SULLE SUE RIGIDITA'.
Per i marxisti è imperativo che se negli appuntamenti catastrofici rivoluzionari le organizzazioni rivoluzionarie non sono sufficientemente estese le rivoluzioni non avvengono.
In questa prospettiva non solo l’analisi e la strategia devono essere corrette, ma anche le tattiche svolgono un ruolo fondamentale per rendere possibile la strategia.
Essere rivoluzionari significa non essere rigidi ne fissarsi su sistemi tattici, ma osservatori, riflessivi, elastici, interpretare e capire bene le diverse situazioni e problemi per non sbagliare, e poi risolverli. E saper riconoscere e ammettere i propri errori quando è necessario. “Fermi sui principi, ma massima elasticità sulla tattica” tuona una nota citazione rivoluzionaria. Esatto.
LE DIVERSE TATTICHE GIUSTE. Le rigidità tattiche non hanno mai aiutato i rivoluzionari, ne sanno qualcosa Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht che hanno pagato con la sconfitta e poi con la vita le loro valutazioni sbagliate. Ne sanno qualcosa Amedeo Bordiga, Onorato Damen, Anton Pannekoek (Olanda) e Paul Mattick (Germania) ( la famosa “Sinistra Comunista”) che hanno visto, causa le loro rigidità tattiche, le loro organizzazioni sparire.
Per cui oltre all’analisi anche la tattica corretta è fondamentale per sviluppare un partito.
Ce lo hanno dimostrato prima Marx ed Engels con le loro “Lega dei Comunisti”, “L’Associazione Internazionale dei Lavoratori” (1° Internazionale) e i loro “Socialdemocratici rivoluzionari tedeschi”, e poi Lenin con i suoi “Bolscevichi”, la “Rivoluzione d’Ottobre” e la “3° Internazionale”. Tutti contesti diversi, dove i grandi rivoluzionari hanno saputo cogliere con elasticità le diverse opportunità, usare gli strumenti adatti, capire nel profondo le situazioni.
LA SFIDA EUROPEA.
Adesso tocca a noi, siamo noi in campo.
Esiste Lotta Comunista molto diffusa in Italia. Ma la sfida è ora europea. E urgente.
Le nazioni capitaliste di tutto il mondo si stanno velocemente armando, prefigurando il prossimo scontro interimperialistico. Abbiamo però ancora tempo prima che la catastrofe travolga tutti e tutto e ci trovi impreparati.
Siamo marxisti e quindi sappiamo che con la catastrofe arriva anche il momento rivoluzionario. Ed è a noi anche chiaro che le rivoluzioni sono possibili solo se nelle nazioni i partiti rivoluzionari sono sufficientemente sviluppati per raccogliere l’insoddisfazione e la disperazione delle masse per guidarle alle rivoluzioni.
La realtà ci dice che in Europa mancano i partiti rivoluzionari, quindi dobbiamo fare tutti gli sforzi possibili necessari per installarli.
Per far questo, proprio come insegnano Marx ed Engels e poi Lenin, bisogna saper valutare attentamente le diverse situazioni, mentalità, esperienze, psicologie, e inserirsi con gli strumenti giusti, adatti per agire con efficacia e successo. Solo in questo modo senza rigidità e preconcetti è possibile espandersi. Altrimenti si resta al palo.
LOTTA COMUNISTA e l'Europa.
Come per altre organizzazioni radicali di sinistra anche i circoli europei che si collegano ad essa sono minuscoli circoli occasionali, espressione di una grande organizzazione installata in una nazione, sorti per caso da attivisti stranieri che occasionalmente si sono formati politicamente in Italia. Non sono il frutto di una precisa politica estera di espansione di Lotta Comunista. Il circolo di Atene in Grecia per esempio esiste da diversi decenni (se non ricordo male, se ne parlava alla fine degli anni ’80) così come il circolo di Parigi esiste da parecchio (forse dalla metà anni ‘90?), circoli che rimangono sempre minuscoli. Uguale la situazione degli altri circoli. E’ questo il FONDAMENTALE ASPETTO su cui bisogna riflettere e non ignorare: i circoli esteri rimangono sempre MINUSCOLI CIRCOLI quindi politicamente insignificanti.
Forse non tutti sanno che qualche tempo fa degli attivisti di due diversi circoli esteri di Lotta si sono messi in contatto con me. Si lamentavano non poco perché da loro “le cose non vanno bene” e chiedevano come facciamo noi a Berlino. Ho dato loro le risposte e gli ho mandato il materiale che mi chiedevano. Mi hanno chiesto vivamente di non citare i loro circoli. Dopo di che non li ho più sentiti. Non so se chi mi ha contattato l’ha fatto a nome suo personale o del circolo. La cosa però che li ha particolarmente irretiti è stato quando ho detto che in Italia ufficialmente viene detto che da loro “le cose vanno molto bene”.
IL CIRCOLO DI BERLINO.
E poi c’è il Circolo di Berlino di LC, dove noi leninisti di “Der kommunistische Kampf” operiamo e direttamente in prima persona possiamo vedere, constatare cosa succede. Dove le cose per LC proprio “non vanno bene”.
Qui Lotta Comunista in tutti questi anni non ha conquistato nemmeno uno (1) di studenti, nonostante arrivino e si succedono uno dopo l’altro gruppi di attivisti mandati dall’Italia. Con il ripetersi sempre delle stesse situazioni dove i ragazzi all’inizio sono entusiasti, per poi non trovando riscontro e adesione delusi abbandonano.
PARTECIPAZIONE DI CURIOSI.
Pastorino nei suoi resoconti annuali regolarmente scrive sul giornale che all’estero i giovani numerosi si rivolgono ai circoli di Lotta Comunista. Così sul giornale di luglio-agosto 2024: “ La nostra riflessione è un’altra: se è stata possibile allora quell’adesione al marxismo, perché non dovrebbe essere possibile oggi, con studenti di Israele o di qualsiasi altra nazionalità? E’ un fenomeno già in corso nelle grandi università europee, da Roma a Parigi, da Milano a Londra a Berlino” (R. Pastorino “Un decennio cruciale”).
Che ci siano giovani che visitino i circoli esteri di LC è indiscutibile. Riguardante la partecipazione però bisogna distinguere una cosa fondamentale: questi giovani sono dei curiosi occasionali o sono attivisti? Perché se sono solo dei curiosi
occasionali (e in qualche occasione possono anche essere parecchi) ovviamente non rimangono, spariscono subito, non contribuiscono allo sviluppo del partito. Curiosi che in verità visitano un po’ tutte le organizzazioni politiche.
Ed ecco la realtà: “Tutto sommato gira un po’ di gente, il problema è che nessuno rimane” diceva con sincerità una ragazza attivista di uno dei gruppetti succedutosi qui a Berlino. Anche chi ci ha contattato dai due circoli esteri di LC (come sopra riportato) lamentava un’affluenza di curiosi occasionali, dove nessuno rimane.
Quindi PARTECIPANTI SOLO CURIOSI. Questo l’aspetto cruciale su cui riflettere, che non si può ignorare. Motivo per cui i circoli esteri di LC nei decenni non si sviluppano, rimangono sempre dei minuscoli gruppi. E spiega anche il fatto che qui a Berlino LC con il suo metodo non abbia conquistato nemmeno uno (1) di studenti,
La crescita di un partito si misura CON GLI ATTIVISTI, non certo con la partecipazione di curiosi. A noi questo sembra più che logico.
Ritornando all’articolo Pastorino scrive: “La nostra riflessione è un'altra, se è stata possibile allora quell’adesione al marxismo, perché non dovrebbe essere possibile oggi, con studenti di Israele o di qualsiasi altra nazionalità?” No, non è “possibile”, non funziona così. Le “adesioni al marxismo” non avvengono automaticamente o meccanicamente, ma gli attivisti bisogna saperseli andar a prendere, con gli strumenti idonei, le psicologie e mentalità giuste. Da aggiungere che se poi qualcuno si aspetta che gli attivisti possano venire “spontaneamente dall’estero” perché Lott. Com. è un grande partito in Italia, è bene che si sappia che Lott. Com. in Europa è totalmente sconosciuta, in quanto i media della borghesia assolutamente non ne parlano. Nessuno sa niente di LC. Questa è la realtà su cui bisogna riflettere, muoversi per svilupparsi.
E che l’espansione di Lotta Comunista sia “ … un fenomeno già in corso nelle grandi università europee, da Roma a Parigi, da Milano a Londra a Berlino” (ibidem) riguardante l’estero, per Berlino come abbiamo visto non esiste, e per gli altri circoli le nostre fonti ci dicono, alcune sopra riportate, che questo non corrisponde. Se così fosse, e cioè che l’espansione è “un fenomeno già in corso nelle grandi università europee” nei decenni i circoli esteri di LC sarebbero ora degli enormi circoli, con più circoli nelle capitali europee e altri sparsi per le nazioni.
IL METODO TATTICO SBAGLIATO.
E’ appunto, come da sempre ribadito, il METODO DI IMPORRE STRUMENTI, MEZZI TATTICI USATI IN ITALIA, CHE ALL’ESTERO NON SONO IDONEI, NON GIUSTI, NON CORRISPONDENTI ALLE ESIGENZE DI MENTALITA’ POLITICHE DELLE PERSONE NELLE DIVERSE NAZIONI. Strumenti che nelle diverse nazioni possono essere malvisti o addirittura ripudiati. E’ chiaro purtroppo che Lotta Comunista questo non l’ha ancora afferrato, e non si capisce come mai si ostini a voler a tutti i costi imporre il “metodo italiano” non funzionante, esistendo altri sistemi idonei che possono agire bene.
Non vedere la realtà o non accettarla, è un grande PERICOLO per l’organizzazione rivoluzionaria ! Non vedere i problemi significa non cercarne le soluzioni!
Soluzioni che necessitano ovviamente non di dannose rigidità, ma di riflessioni, ragionamenti, psicologia, elasticità tattica, apertura mentale a tutte le opzioni possibili. E gli schemi quando non funzionano bisogna aver la forza anche di saperli abbandonare.
Se come i grandi maestri del comunismo affermano: “fermi sui principi” ma “massima elasticità sulla tattica”, è proprio così che bisogna procedere.
Vogliamo sottolineare che a tal riguardo, quando Lenin ha fondato la 3° Internazionale non ha assolutamente imposto ai partiti aderenti di aver “un solo giornale”, che questo giornale doveva essere scritto “solo dai bolscevichi” perché erano i migliori avendo fatto la rivoluzione, e che tutti dovevano sottostare alle direttive dei dirigenti bolscevichi perché superiori. Non avrebbe avuto senso e il tutto si sarebbe trasformato ovviamente in un disastro.
Ai partiti della 3° Internazionale Lenin logicamente ha imposto le corrette posizioni politiche comuniste chiave fondamentali, sui cui tutti dovevano aderire (“fermo sui principi”) ma sulla tattica (“massima elasticità”) con cui procedere, operare, era poi compito logicamente di ogni partito nella propria nazione, come doveva organizzarsi e con quali strumenti operare. E ogni partito doveva occuparsi dei propri giornali, negli argomenti e negli articoli, scrivendoseli. Questa è storia.
NON E’ TROPPO TARDI. CE LA SI PUO’ FARE! IL “DECENNIO CRUCIALE”. E’ vero, le borghesie di tutto il mondo si
stanno massicciamente e velocemente armando (esattamente come prima della 1° guerra mondiale) per prepararsi al futuro scontro-disastro. Ed è altrettanto vero che con la catastrofe della guerra si avvicina anche il MOMENTO RIVOLUZIONARIO. Manca però il partito rivoluzionario europeo.
MA C’E’ ANCORA TEMPO.
Lotta Comunista ha forze e capacità più che sufficienti per diffondersi velocemente sul continente europeo. Ma questo diventa possibile se gli attivisti e i dirigenti riescono a liberarsi dagli schemi non idonei, dalle rigidità e dalla fisse. Per impostare e procedere con le necessarie tattiche per espandere i partiti leninisti.
UNIRE LE FORZE PER IL PARTITO EUROPEO, nell’interesso del movimento rivoluzionario. NON PERSONALIZZARE. Il nostro “Der kommunistische Kampf” a Berlino è ancora un piccolo gruppo leninista, ma tutto formato da ragazzi tedeschi, che grazie al metodo corretto si sta via via espandendo. Se gli attivisti che Lotta Comunista manda qui a Berlino invece di girare a vuoto perdendo tempo prezioso con un sistema inutile si unissero a noi, ora, come già in più occasioni sottolineato, il gruppo leninista berlinese sarebbe un grosso gruppo, con altri gruppi leninisti sparsi per la città e per la Germania. Parafrasando Pastorino: perchè il nostro metodo non potrebbe essere da spunto, riflessione, anche per lo sviluppo degli altri circoli esteri di LC? E’ nell’interesse di tutti applicare il sistema che risulta essere il migliore (... massima elasticità nella tattica!). Non è così difficile, è semplice, è logico! Sono cose su cui riflettere, da non sottovalutare!
Perché è imperativo: SENZA GRANDE ORGANIZZAZIONE, NON E’ POSSIBILE IN EUROPEA ALCUNA RIVOLUZIONE!
SVOLTA ASSOLUTAMENTE NECESSARIA.
Se in questa massiccia corsa agli armamenti che prelude il prossimo disastro scontro tra le potenze, Lotta Comunista non saprà attuare “LA SVOLTA EUROPEA” perdendo, dopo aver perso altri passati decenni, anche questo “DECENNIO CRUCIALE”, rimanendo ferma sulla sue inutili rigidità, il suo tragico destino sarà segnato. Nella catastrofe della futura guerra, senza partito europeo, si troverà isolata, imbottigliata nella periferica penisola italica, dove sarà brutalmente repressa dalle borghesie europee coalizzate contro i rivoluzionari.
E lì saranno cazzi, compagni !! (e se qualcuno pensa che altre rivoluzioni possano “spontanee” insorgere, si sbaglia di grosso!)
E’ QUESTO CHE GLI ATTIVISTI E DIRIGENTI DI LOTTA COMUNISTA VOGLIONO?
E’ PER QUESTO CHE LOTTANO OGNI GIORNO?
Claudio Piccoli
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PS
Discutendo con loro, molti della dirigenza di Lotta Comunista, come sopra detto, pensano che essendo LC una grande organizzazione in Italia può attirare attivisti dall’estero.
Anche qui calcolano male. L.C. in Europa è totalmente sconosciuta (è ovvio, i media borghesi assolutamente non ne parlano). Ma anche dove è appena conosciuta viene presentata come “Bordighista”, soprattutto per la sua posizione astensionista (di conseguenza anche noi di “Der kommunistische Kampf”). Bordighisti che Lenin nel noto “Estremismo” pesantemente ha criticato.
Da qui, sia L.C. così come noi, veniamo descritti dai Trotzkisti, Stalinisti e organizzazioni varie come “non leninisti” e “estremisti” con decisa presa di distanza dei giovano che si vogliono avvicinare al Marxismo.
Motivo per cui è ancora più mai necessario essere aperti e affinare i metodi indispensabili di contatto e conquista dei giovani interessati al marxismo senza tante inutili rigidità, fisse e soprattutto l’illusione che possano venire “spontaneamente” da noi.
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8 nov. 2024
E’ ORA DI CHIARIRE !
Conoscete l’espressione “girare a vuoto” e "perdere tempo" ? Ecco questa è la situazione di Lotta Comunista a Berlino.
E’ arrivato un nuovo gruppetto di Lotta Comunista qui a Berlino. Quello che c’era prima ha abbandonato, come quello di prima ancora e quello di prima ancora e così via.
Tutti questi gruppi che si sono succeduti, girando a vuoto usando metodi di lavoro che in Germania assolutamente non funzionano spendendo soldi dei lavoratori, non hanno conquistato nemmeno 1 (uno) di attivisti qui a Berlino. Certo c’è qualche ragazzo che per curiosità visita le riunioni di Lotta, ma poi scappano via tutti (una ragazza attivista in uno dei precedenti gruppetti correttamente illustrava così la situazione “Tutto sommato gira un po’ di gente, il problema è che nessuno rimane"). Un’amara realtà che qualcuno non vuole assolutamente ne vedere ne accettare.
In questo nuovo attuale gruppetto di attivisti, che naturalmente come i precedenti inconcludente sta anch’esso girando a vuoto e perdendo tempo prezioso (“seguiamo rigorosamente le indicazioni di Pastorino e Zuccheri” ci hanno detto) spendendo i soldi dei lavoratori (qui i prezzi sono molto elevati) un attivista è parecchio "strano".
Nonostante questa attività con evidenza non produca assolutamente niente, si continua ostinatamente a mandare attivisti che poi delusi abbandonano.
Se invece di far girare a vuoto inconcludenti questi attivisti avessero aiutato noi di “Der Kommunistische Kampf”, che abbiamo un metodo nuovo, che funziona. conforme alle esigenze e alla mentalità tedesca (i tedeschi rifiutano il metodo di Lotta Comunista, come altri metodi) il nostro piccolo gruppo di attivisti leninisti sarebbe ora un grosso gruppo, molto grosso, sicuramente questi ex attivisti di Lotta ora delusi sarebbero rimasti, e facilmente ci sarebbero anche altri gruppi leninisti sparsi per la Germania.
Non si capisce perchè questi giovani attivisti non collaborano con noi, che il nostro metodo funziona!
Claudio Piccoli
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7 dicembre 2024
IMPEDIRE LE GUERRE NON SI PUO’!
LE GUERRE SI POSSONO SOLO TRASFORMARE IN RIVOLUZIONI!
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“Le guerre sono parte fissa del sistema capitalistico” scrivono i marxisti sui loro manifesti. Così come lo sono l’economia, la finanza, la diplomazia, la corruzione, le crisi, le ingiustizie e le contraddizioni sociali.
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Ed è proprio così. Le guerre non finiscono mai. Guerre che infestano il pianeta con tutte le loro distruzioni, vittime, disastri.
Perché per i capitalisti “le guerre sono la continuazione della politica con altri mezzi” afferma
correttamente il generale tedesco Clausewitz all’inizio del 1800, essendo un metodo quando gli altri non funzionano per battere la concorrenza e aumentare i capitali. Solo così i ricchi possono diventare sempre più ricchi.
Il tutto confermato puntualmente dalla quotidianità.
Pensare ad un capitalismo senza guerre è utopia pura, così come pensare che le guerre si possano evitare.
Tutte le manifestazioni pacifiste che nella storia si sono succedute, anche con milioni di partecipanti, non hanno mai prodotto che un nulla, e non possono produrre nulla, se non illusione, visto che la guerra per i capitalisti dominanti è normalità.
LE INEVITABILI GUERRE SI POSSONO PERO’ TRASFORMARE IN
RIVOLUZIONI!
Questo si che è possibile.
Gli esempi della “Comune di Parigi” nel 1871 e della “rivoluzione bolscevica” dell’ottobre 1917 ne sono l’esemplare conferma.
Marx nel capitale afferma che le catastrofiche guerre possono generare “salti in avanti” per l’umanità. Perché è solo in questi drammatici eventi di immani disastri
causati dal sistema stesso che le masse proletarie disperate, affamate, prostrate, possono trovare la forza per ribellarsi, e se organizzate da rivoluzionari esperti, conquistare il potere. E’ così che è avvenuto nelle rivoluzione della “Comune di Parigi”, ed è esattamente così che è accaduto nella “rivoluzione russa d’ottobre”.
Se “le guerre non si possono evitare” ma “trasformare in rivoluzioni”, questi sono i grandi appuntamenti storici su cui i marxisti si devono organizzare.
Ai marxisti è più che noto: SENZA ORGANIZZAZIONE, NESSUNA RIVOLUZIONE!
Significa che se nei disastri delle guerre le organizzazioni rivoluzionarie mancano, o se in una nazione l’organizzazione non dovesse essere sufficientemente estesa per raccogliere la disperazione delle masse per portarle al potere, la rivoluzione assolutamente non potrà avvenire (l’esempio Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht è esemplare), e il catastrofico perverso sistema capitalistico proseguirà nel suo andamento di successive crisi e guerre.
E’ quindi imperativo attivarsi per l’espansione delle organizzazioni rivoluzionarie in Europa, in particolar modo adesso che tutte le nazioni sul pianeta massicciamente hanno cominciato ad aumentare i propri armamenti in vista del prossimo scontro imperialista, che si prospetta sarà tra potenze occidentali contro Cina e alleati.
Perché: LE GUERRE NON SI POSSONO EVITARE, ma TRASFORMARE IN RIVOLUZIONI !
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Come deve essere condotta una rivoluzione?
LA RIVOLUZIONE PROLETARIA E’ SEMPRE
UNA QUESTIONE MILITARE, MAI SINDACALE
PERCHE’ LA BORGHESIA IMPEDISCHE, SEMPRE, CON BRUTALI REPRESSIONI
L’ ASCESA DEL PROLETARIATO AL POTERE
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MA QUAL’E’ IL MOMENTO GIUSTO PER GUIDARE UNA RIVOLUZIONE
E CON QUALI STRUMENTI VA DIRETTA?
La rivoluzione proletaria è sempre una questione militare. Questo deve essere sempre ben chiaro agli attivisti rivoluzionari. Perché nei momenti rivoluzionari quando le masse lavorative si esprimono per uno stato proletario, la borghesia non ha nessun scrupolo nel sopprimere con tutti i mezzi, anche militari, i proletari, massacrandoli, affinchè non giungano al potere. Di conseguenza, la rivoluzione proletaria se vince militarmente ha successo, se perde svanisce, non avviene e la dittatura borghese continua a persistere. Non esiste una via di mezzo, assolutamente. Non ci è permesso essere ingenui.
Le due esperienze storiche rivoluzionarie proletarie al riguardo, la Comune di Parigi del 1871, e l’ottobre russo 1917, hanno potuto aver successo proprio perché i rivoluzionari hanno vinto militarmente sulla borghesia, non per altre ragioni. In tutte le altre esperienze storiche di tentativi rivoluzionari i rivoluzionari hanno sempre perso perché non sono giunti, per diversi motivi, al raggiungimento di una vittoria militare. Quindi alla fine, è questo il nodo cruciale di tutto.
La nostra politica comunista è articolata in modo di attendere che si creino le condizioni favorevoli per le rivoluzioni, nel frattempo è assolutamente necessario impegnarsi con tutte le proprie forze per la costituzione delle indispensabili organizzazioni/partiti rivoluzionari di esperti militanti che nel momento propizio capitalistico catastrofico dovranno dirigere le rivoluzioni, esattamente come in Russia i bolscevichi hanno pianificato e poi eseguito con successo.
Ma nel momento rivoluzionario, quando nel capitalismo deflagrano al massimo le sue terribili contraddizioni, con inaudite crisi economiche e sociali, in presenza di guerre, fame, distruzioni, morti a non finire, con le masse proletarie infuriate che cominciano a ribellarsi, e con l’organizzazione rivoluzionaria sufficientemente estesa per essere pronta a guidare l’insurrezione, contro l’oppressione armata dei capitalisti che non vogliono lasciare il potere alle masse lavoratrici, quand’è il preciso momento per la presa del potere? Come riconoscere il giusto attimo?
L’esempio dato dai bolscevichi è senz’altro il più preciso, il più chiaro.
Nel 1914, con l’inizio della guerra (1° Guerra mondiale) e il configurarsi dell’appuntamento rivoluzionario, i bolscevichi in Russia hanno cominciato a spingere per la costituzione dei
“Consigli” (Soviet). Ossia organismi politici popolari votati dalle masse in contrapposizione al parlamento russo (Duma), corrotto e sotto stretto controllo dello Zar e dei capitalisti russi. Con il proseguo della guerra questi organi spontanei “Consigli/Soviet” si sono poi diffusi sia su tutto il territorio, cioè nelle città, quartieri, fabbriche e campagne, ma, importantissimo e fondamentale, intelligentemente sono stati costituiti anche nell’esercito. Esercito che nelle guerre, non è più formato da ristrette élite di fanatici com’è ora, ma da milioni di giovani, costretti controvoglia ad arruolarsi e combattere, figli di famiglie operaie e contadine. Perciò milioni di giovani militari controvoglia, che vivono e risentono fortemente le contraddizioni del capitalismo.
In questi Soviet-Consigli nell’ambiente militare, fondamentali per la futura rivoluzione proletaria per sconfiggere la violenza armata della borghesia, i giovani bolscevichi in Russia, anch’essi costretti ad arruolarsi, cautamente, ma efficacemente hanno potuto fare propaganda rivoluzionaria.
Essendo che il disastro della guerra proseguendo, determinava l’inasprirsi delle contraddizioni economiche-sociali, aumentando in Russia l’opposizione spontanea al conflitto, le masse trovavano nei “Consigli”, sia in quelli sul territorio (città, quartieri, fabbriche, campagne) che in quelli nell’esercito, il loro giusto referente politico, togliendo potere al corrotto parlamento (Duma). Ma fu soprattutto grazie alla contemporanea intensa attività di dissenso che gli attivisti bolscevichi in Russia ovunque intensamente svolgevano, che l’opposizione alla guerra aveva preso forma politica, producendo l’effetto nelle città, nelle fabbriche, nei quartieri e nell’esercito di una loro forte espansione come numero.
Fino al punto che verso la metà del ’17 i bolscevichi, da poche migliaia com’erano all’inizio della guerra, erano diventati ora diversi milioni diventando maggioranza nei “Consigli” (Soviet).
Il momento della presa del potere si stava avvicinando quindi molto velocemente.
Cosa mancava ancora ai bolscevichi per essere “sicuri” che la presa del potere potesse avvenire in sicurezza?
Dovevano essere sicuri che, oltre ad avere la maggioranza nei “Consigli” popolari sul territorio, avere anche la maggioranza negli indispensabili “Consigli” nell’esercito e di conseguenza il controllo dell’esercito. In modo che quando i “Consigli” sul territorio avrebbero dichiarato la Rivoluzione, con la costituzione del nuovo Governo Proletario, la fine della guerra e l’emanazione di leggi anticapitalistiche, l’esercito ancora sotto controllo e diretto dai capitalisti non si sarebbe rivoltato contro la rivoluzione, la sconfiggesse, uccidendo tutti i rivoluzionari soffocando il governo proletario.
Perciò, quando verso la fine del ’17 i dirigenti bolscevichi si sono sentiti sicuri che anche i “Consigli” dell’esercito si erano definitivamente schierati per la rivoluzione e che l’avrebbero sostenuta e difesa, impedendo ogni tentativo controrivoluzionario dei generali tutti fedeli allo Zar, hanno potuto allora dare il via libera alla conclusione del processo rivoluzionario con l’assalto al Palazzo d’Inverno per la definitiva presa del potere.
Alla fine, è evidente, contro la dittatura dei capitalisti è l’esercito che ha l’ultima parola in una rivoluzione. Ne determina la vittoria o la sconfitta. E noi dobbiamo aver molto chiaro questo punto determinante.
Chi nei tentativi rivoluzionari ha sottovalutato, o ingenuamente, a questo fondamentale aspetto della violenza della borghesia e della sua dittatura armata non pensato, ne ha sempre pagato l’insuccesso molto duramente, e con il sangue.
Prendiamo per esempio la positiva rivoluzione della “Comune di Parigi del 1871. E’ stata una rivoluzione, in un certo senso, “spontanea”, cioè non pianificata. L'esercito francese
in guerra contro la Prussia era stato sconfitto dai prussiani che avevano messo sotto assedio Parigi. A questo punto il governo francese aveva armato la popolazione parigina per difendere la città. Invece che combattere contro i tedeschi la popolazione in armi guidata dai rivoluzionari Blanquisti si rivolta contro il governo borghese parigino dichiarando il potere proletario. E’ in questo momento che l’ex governo borghese francese ora insediatosi a Versailles smette di combattere gli invasori, rivolta l’esercito contro la Comune di Parigi. Sarà un massacro, una repressione violenta borghese bestiale. Dopo aver sconfitto gli insorti parigini, i militari avendo ricevuto l’ordine di fucilare tutti coloro che nelle mani presentavano dei calli, fucilavano per le strade tutti quelli considerati nemici. Ne furono uccisi a migliaia senza distinzione. Un insegnamento della brutalità della borghesia che si ripeterà poi sempre contro i rivoluzionari.
Un altro esempio: la rivolta Spartachista tedesca del gennaio 1919. Dove i due dirigenti rivoluzionari Karl Liebknecht e Rosa Luxemburg a capo dell’insurrezione, nei decenni
precedenti avevano sottovalutato la formazione di un proprio partito, fondamentale per poi, nel momento rivoluzionario, guidare alla rivoluzione le masse (le masse hanno sempre bisogno di esperti per condurre positivamente una lotta o una rivoluzione). Sbagliando, Liebknecht e Luxemburg avevano fatto affidamento sulla spontaneità rivoluzionaria delle masse nel momento rivoluzionario per la presa del potere: una evento impossibile. Mancando perciò le cellule rivoluzionarie su tutto il territorio e quindi anche nel fondamentale esercito, fu facile per la violenta e sanguinaria borghesia, con l’aiuto dei riformisti opportunisti Socialdemocratici, scagliare i militari contro gli spartachisti insorti, sconfiggerli e massacrarli.
Un’altra significativa esperienza di mancata rivoluzione che poi possiamo analizzare è l’occupazione delle fabbriche in Italia nel 1920. Un tentativo di rivolta glorioso, ma senza dubbio insufficiente - visto che la borghesia nella sua dittatura non esita nei momenti critici ad usare anche la repressione militare per sopprimere la maggioranza proletaria - che senza il supporto dell’esercito è rimasto sterile, senza alcuna possibilità seria di presa del potere, esaurendosi poco dopo da sola. Per questo motivo non è molto conosciuta nell’ambiente marxista internazionale.
Tutte queste sono esperienze che dimostrano inequivocabilmente come l’esercito contro l’oppressione dei capitalisti sia indispensabile nel determinare l’esito di una rivoluzione. La borghesia lo sa, e come ripetuto, lo dobbiamo aver stampato bene nella testa anche noi.
LA “QUESTIONE SINDACALE”. E qui vorremmo mettere l’accento sul “ruolo del sindacato” in quello che è un processo rivoluzionario.
Ci sono partiti e organizzazioni marxiste, anche molto estese, che nella loro attività politica danno molto, troppo risalto all’aspetto sindacale. Teorizzano che nel momento rivoluzionario il sindacato possa svolgere un peso determinante nel processo Rivoluzione.
Non è sicuramente così. Il sindacato può essere certo di “aiuto” nel momento rivoluzionario, ma sicuramente non determinante. Chi è determinante è, e può solo essere, l’organizzazione rivoluzionaria, il partito rivoluzionario, che deve guidare le masse proletarie al potere contro la repressione armata borghese. E la vittoria è in relazione a quanto esso è esteso sul territorio, alla preparazione teorica dei suoi quadri, alla loro competenza politica, all’esperienza pratica dei suoi attivisti. Questo e solo questo è decisivo nel processo rivoluzionario. Il resto è relativo.
In un paese può esistere un sindacato “forte”, fortissimo, ma nella Rivoluzione senza il partito rivoluzionario con i suoi esperti militanti, questo non conta niente, assolutamente niente. Le esperienze pratiche parlano chiaro (vedi occupazione fabbriche in Italia 1920).
In questa fase controrivoluzionaria, perdere tempo, denaro, energie di molti bravi attivisti per incentivare, promuovere e gestire incontri intersindacali tra aziende europee, come qualche grande organizzazione rivoluzionaria oggi è impegnata, è un controsenso nella politica internazionalista e naturalmente controproducente, soldi buttati al vento e attivisti sprecati. Soldi e bravi attivisti che dovrebbero invece venire impiegati per promuovere i più che necessari contatti, incontri, lotte su punti comuni tra organizzazioni marxiste europee, creare un coordinamento intereuropeo di marxisti. E non per improduttive riunioni sindacati. Perché questo è il “compito” di un partito rivoluzionario. E’ qui che siamo nel giusto campo politico.
Perché bisogna aver sempre presente che il sindacato è un organismo borghese di difesa immediata degli interessi della classe lavoratrice, e che questo è il suo scopo, e non altro. Gestito a tutti i livelli, anche alla base, da attivisti e dirigenti antirivoluzionari, corrotti, opportunisti, nazionalisti e spesso anche stalinisti. Motivo per cui il sindacato storicamente dal punto di vista rivoluzionario non ha mai prodotto niente, non produce niente e non potrà mai produrre qualcosa. E’ per questo motivo oggettivo, che a logica i grandi Marx, Engels, Lenin, nel loro agire si sono sempre spesi per le organizzazioni rivoluzionarie, ma mai per i sindacati. Il loro operare è sempre stato caratterizzato, senza prevaricare, ma con lucida analisi, dalla ricerca del contatto e delle lotte comuni con i vari partiti rivoluzionari, considerando sempre la sostanza e avendo chiaro gli obbiettivi da raggiungere, se si analizza il grande operato sia di Marx che di Lenin. E giustamente, perché sono solo le organizzazioni politiche che nella storia possono determinare i cambiamenti, non certo i sindacati.
La priorità assoluta dell’attività rivoluzionaria va quindi assolutamente indirizzata, concentrata, al massimo raggiungimento dello scopo Rivoluzione. Il resto, anche l’attività sindacale, segue di conseguenza come relativo.
E’ con estrema sicurezza che ci impegniamo in questo compito storico. Che ci porterà senza dubbio ai risultati voluti.
26 settembre 2022 - Claudio Piccoli
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QUI BERLINO: DIBATTITO SULLO SVILUPPO DEL LENINISMO IN EUROPA
Analisi di futura situazione rivoluzionaria:
SENZA RIVOLUZIONE EUROPEA LA RIVOLUZIONE ITALIANA SARA’ DESTINATA A FALLIRE.
IL NECESSARIO SVILUPPO DEL LENINISMO IN EUROPA:
RICHIAMARE IL PARTITO ALLE SUE RESPONSABILITA’.
OSARE PER VINCERE!
Aprite gli occhi compagni … aprite gli occhi …
07 settembre 2020
Noi leninisti , stiamo tutti lavorando per la rivoluzione internazionale. E’ chiaro.
Nel prossimo momento rivoluzionario, cioè quando l’economia capitalistica a livello mondiale crollerà, causando crisi immani con enorme distruzione di fabbriche, causando guerre, fame, disperazione, ecc. e le masse salariate esasperate reagiranno contro i capitalisti, si aprirà una nuova fase di rivoluzioni proletarie. In questa fase il compito dei partiti rivoluzionari sarà di guidare le masse proletarie disperate alla conquista del potere.
Nella futura situazione catastrofica-rivoluzionaria l’Italia potrà essere un territorio da dove la rivoluzione internazionale potrà partire per poi espandersi in tutta Europa e successivamente su tutto il pianeta.
E’ nel nostro genoma leninista il concetto però che la futura rivoluzione potrà estendersi a livello internazionale solo se organizzazioni rivoluzionarie saranno presenti nei vari territori nazionali. Altrimenti diventa impossibile. Queste organizzazioni devono essere composte da rivoluzionari esperti e competenti. E nel momento catastrofico-rivoluzionario dovranno essere sufficientemente estese su un territorio nazionale per poter far si che le rivolte delle masse possano trovare una guida estesa per giungere al potere.
Ora, se nel futuro ciclo rivoluzionario, l’organizzazione rivoluzionaria sarà presente e sufficientemente estesa solo sul territorio italiano, va da se, che non si può pensare ad una rivoluzione internazionale. Ma nemmeno ad una rivoluzione europea. In altre parole, se i presupposti rimarranno come gli attuali, con la presenza del partito leninista limitata solo sul suolo italiano, per logica, nel futuro ciclo rivoluzionario, la rivoluzione avverrà solo nell’area dove l’organizzazione rivoluzionaria sarà presente, cioè nella penisola italiana.
E’ su questi presupposti che oggi come leninisti rivoluzionari dobbiamo ragionare.
FUTURA RIVOLUZIONE E CONTRORIVOLUZIONE IN ITALIA
Presupponendo che certamente la rivoluzione nel prossimo momento catastrofico-rivoluzionario avvenga in Italia, una volta preso il potere, che situazione si troverà ad affrontare l’avvenuta rivoluzione in Italia?
Ovviamente tutte le borghesie si mobiliteranno per sopprimerla. Ed ecco che la rivoluzione in Italia si troverà in una situazione dove l’esercito l’europeo si attiverà per abbatterla. Ma non solo. Potrebbe anche succedere che la rivoluzione partita dall’Italia si trovi di fronte militarmente anche la NATO come esercito che velocemente la vorrà spazzar via. Significa che i rivoluzionari italiani si troveranno a combattere non solo contro le armate europee, ma anche contro quelle americane, canadesi e assieme loro forse anche gli alleati giapponesi, messicani e chissà quant’altri. Perciò, realisticamente, la futura rivoluzione in Italia non avrà nessuna speranza di poter porre una lunga resistenza.
RIVOLUZIONE EUROPEA
Tutt’altra situazione si presenterebbe se l’organizzazione rivoluzionaria leninista nel futuro momento catastrofico-rivoluzionario fosse già presente sufficientemente su tutto il suolo europeo, o perlomeno in alcuni stati fondamentali di esso, come Francia e Germania. Ecco che allora lo scenario si capovolgerebbe, a favore dei rivoluzionari.
Si perché, con l’organizzazione rivoluzionaria estesa su tutto il suolo europeo (o quasi) ecco che nel futuro ciclo di rivoluzioni, la rivoluzione internazionale partendo dal territorio italiano si propagherebbe velocemente in tutta Europa, e per i capitalisti diverrebbe estremamente difficile (non impossibile, ma sicuramente molto difficile) su tale immensità territoriale poterla reprimere, soffocare.
TUTTO CHIARO, TUTTO LOGICO.
Il problema è, come detto, che manca l’organizzazione rivoluzionaria estesa su tutto il suolo europeo.
E’ Lotta Comunista l’unica organizzazione rivoluzionaria con posizioni giuste, corrette (che tiene ben ferme e salde) che è riuscita a diffondersi sufficientemente in una nazione. Però come sappiamo, solo sul suolo italiano. Sul resto d’Europa le organizzazioni rivoluzionarie sono totalmente assenti. E non saranno certo il piccolo circolo di Parigi collegato a Lotta Comunista, sorto 20anni fa e da allora fermo, e neanche quello di Atene di L.C, sorto 30 anni fa e anche quello da allora fermo, che domani nel futuro ciclo di rivoluzioni, potranno guidare le enormi masse proletarie francesi e greche alla rivoluzione. E naturalmente neppure i piccoli nuclei di L.C. a Valencia e a San Pietroburgo.
Quindi è da prender atto che, escludendo l’Italia, la presenza rivoluzionaria nel resto d’Europa è equivalente a ZERO (e le dirigenze di Lotta realisticamente dovrebbero render noto questo agli attivisti).
Questi piccoli circoli o nuclei esteri di Lotta Comunista fermi da decenni, confermano purtroppo come la grande organizzazione leninista italiana non abbia un metodo organizzativo di espansione fuori Italia che funzioni.
Perciò gli attivisti di Lotta Comunista che tanto si impegnano quotidianamente per la futura rivoluzione europea, si devono render ben conto, aver ben chiaro, che il loro quotidiano super attivismo internazionalista in Italia, tutto il loro super lavoro, non sta dando (e non darà) nessun sbocco oltre i confini italiani. E che rimanendo così, dovranno mentalmente afferrare il concetto, rimanendo isolati, che nel futuro catastrofico momento rivoluzionario nessun altro proletariato, ma proprio nessun altro, verrà in aiuto della rivoluzione italiana. Essendo, com’è logico, che verranno a mancare le avanguardie europee che potranno guidare le altre rivoluzioni europee.
OGGI QUINDI L’ESPANSIONE DEL PARTITO ALL’ESTERO SI PONE COME QUESTIONE PRIORITARIA ! ASSOLUTAMENTE DA NON PRENDERE SOTTOGAMBA!
E’ LA SFIDA EUROPEA DI NOI LENINISTI.
Il problema è che le dirigenze di Lotta Comunista negano esista un problema di “allargamento del partito leninista all’estero, sul suolo europeo”. Affermano invece che “tutto funziona bene”. Anche di fronte all’evidente fallimento, all’evidente non funzionamento del metodo impiegato a Parigi, Atene, Valencia, ecc. i vertici continuano a sostenere che il “metodo di espansione leninista italiano sta funzionando e può funzionare benissimo anche all’estero”.
Ma mentre tra la base di L:C. a sempre più attivisti aumentano i dubbi e diventa sempre più chiaro l’insuccesso del radicamento fuori Italia (almeno così ci scrivono i compagni dei circoli) sembra siano solo le dirigenze di Lotta a non accorgersi de problema (o forse lo rifiutano) ( sta accadendo in Lotta forse la storia del “Re nudo”?). Perciò i vertici si oppongono categoricamente all’uso, alla sperimentazione di altri sistemi.
Preferiscono insistere invece con forza sul concetto “rafforzarsi in Italia per rafforzarsi in Europa”. Cioè il partito si deve rafforzare sempre più in Italia in modo da attirare “avanguardie” di altre nazioni, le quali, vista la forte espansione, si rivolgano a Lotta Comunista.
Un’illusione, come abbiamo già avuto modo di scrivere e come la realtà quotidiana da decenni conferma. Un’illusione che non può funzionare perché le dirigenze di Lotta non capiscono le psicologie che muovono le giovani avanguardie dei vari paesi, le loro mentalità, i loro bisogni di strumenti adatti alle loro diverse situazioni. Le dirigenze di Lotta pensano sempre in modo meccanicistico e pensano di poter dirigere meccanicamente il mondo da Genova (seduti su comode poltrone). Prima o poi però, si dovranno anche loro piegare alla dura realtà.
Noi leninisti di Berlino affermiamo che per diffondere il leninismo all’estero bisogna prendersi le proprie dure e dolorose responsabilità. I militanti, gli attivisti leninisti solo con il proprio trasferimento all’estero e usando sul luogo poi i metodi organizzativi più idonei, giusti, i corretti contatti e i giusti giornali (bisogna studiarsi la situazione in ogni nazione) possono espandere il leninismo. Uno sforzo notevole, ma non certo impossibile.
Qui Berlino.
LA NECESSARIA SPERIMENTAZIONE PER LO SVILUPPO DEL LENINISMO.
Come detto, Lotta Comunista ha mandato degli attivisti qui a Berlino.
E non è per niente bello qui a Berlino vedere questi attivisti leninisti con posizioni serie, corrette, giuste (uguali alle nostre) girare a vuoto inconcludenti, sconsolati, perder tempo distribuendo volantini e un giornale incomprensibile (“ma non si capisce niente!” han esclamato un paio di miei attivisti tedeschi) che ovviamente nessuno legge, e che, oltre ad essere incomprensibile è anche completamente inadatto per la situazione tedesca. Dove invece come sottolineato, al di la di tante parole meccanicistiche, nella nuova situazione la sfida esige essere competenti, psicologici, e ben preparati se si vuole essere vincenti.
Il movimento rivoluzionario internazionale ha bisogno, estremo bisogno (e di questo bisogna prenderne seriamente atto) che l’estesa organizzazione Lotta Comunista con le sue giuste e corrette posizioni di successo in Italia, trovi i sistemi più giusti e idonei per espandersi all’estero - e soprattutto sul suolo europeo - il più presto possibile e non si fossilizzi solo in Italia. E’ un fattore essenziale per la rivoluzione internazionale.
Quindi li abbiamo invitati più volte qui a Berlino gli attivisti di Lotta – spiegando loro che il metodo da loro usato non funziona – li abbiamo esortati a collaborare con noi e sperimentare il nostro METODO DI LENIN. Metodo che loro non conoscono e quindi non possono sapere se può funzionare o meno (e questo vale per tutto l’apparato del partito). Giusto da vederne la differenza e valutarne la validità - e magari con il loro aiuto si potrebbe prendere uno slancio notevole. Ma il rifiuto è sempre stato totale e netto. Naturalmente (purtroppo) su indicazione della dirigenza. Andando a perdere così ulteriore tempo prezioso (… un peccato).
Quindi anche qui a Berlino è facile prevedere come questi attivisti usando meccanicisticamente l’usuale sistema organizzativo italiano (come già avviene attualmente ad Atene e a Parigi, ecc.) gireranno a vuoto per anni, decenni senza poter concludere qualcosa. Con la conferma ancora una volta che su questi presupposti meccanicisti Lotta Comunista non avrà nessunissima possibilità purtroppo di portare le proprie notevoli giuste e corrette posizioni all’estero. Si perché, al di là delle enunciazioni retoriche di sviluppo del partito in Europa nelle conferenze e ai primi maggio, nei titoloni sul giornale e sui volantini, questo insuccesso è ormai fisso e chiaro (e sembra che solo i vertici di Lotta Comunista non se ne accorgano).
NON E’ BELLO VEDERE UN PARTITO, UN GRANDE PARTITO, NON CERCARE ALTRE SOLUZIONI A FRONTE DEL PROPRIO INSUCCESSO.
Ma lasciamo come sempre ai compagni dei circoli riflettere su ciò e giudicare, tirarne le giuste conclusioni e muoversi nella giusta direzione.
Sarebbe importante però che le dirigenze spiegassero bene ai militanti e agli attivisti, che, come detto, tanto si impegnano ogni giorno e si danno da fare (come noi) per la rivoluzione internazionale e quella europea, cosa succederà invece se la rivoluzione avverrà solo sul suolo italiano. Cosa aspetta loro un domani qualora la rivoluzione si limitasse solo all’Italia. E’ un presupposto scientifico essenziale per avere un’idea chiara di come si costituirà la situazione nel momento rivoluzionario.
Perché sarà proprio in questo momento sociale-economico catastrofico rivoluzionario, a rivoluzione avvenuta in Italia, che tutte le borghesie si concentreranno per attaccare ferocemente e violentemente soffocando e massacrando la rivoluzione in Italia. E che diventerà evidente in questa situazione di massima disperazione la grave responsabilità dei dirigenti di Lotta Comunista, che immensa e prepotentemente emergerà la responsabilità dei vertici del partito di non aver assolutamente cercato, prima, altre soluzioni per estendere lo sviluppo del partito sul continente europeo. …
[… e non si dica poi che la cosa non è stata detta, discussa, scritta e ripetuta fino alla nausea …] Da Berlino, la Redazione e Claudio Piccoli
P.S. L’IMPORTANZA DI UN GIORNALE COMPRENSIBILE.
Riguardante il nostro sito internet stiamo notando (dalle visualizzazioni e dalle mail che riceviamo) come vi sia un continuo e costante interesse da parte dai compagni dei circoli per il nostro giornale. Come l’attenzione verso i nostri articoli, argomenti e chiarificazioni sia forte.
Mantenendo salde le posizioni con una esposizione leggibile - come a suo tempo fatto da Lenin e i suoi bolscevichi - questa è una grande soddisfazione per noi, e una grande conferma contro chi sosteneva - e sostiene - che con questa impostazione di giornale ciò non sia possibile.
Ringraziamo i compagni dei circoli che ci scrivono, per i commenti, a volte anche critici, ma i più di apprezzamento, interessanti e talvolta anche costruttivi.
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STUDIO E ANALISI DI UNA GRANDE ORGANIZZAZIONE RIVOLUZIONARIA
LOTTA COMUNISTA NON FARA’ LA RIVOLUZIONE EUROPEA
LA RIVOLUZIONE IN ITALIA CERTAMENTE SI,
MA QUELLA EUROPEA ASSOLUTAMENTE NO. UN VERO PECCATO!
15 aprile 2018
Lotta Comunista farà certamente la rivoluzione in Italia. Le sue posizioni corrette, il suo comportamento pratico coerente, il suo numero consistente di attivisti, tutto lascia pensare, come ai tempi dei bolscevichi, che Lotta Comunista guiderà la rivoluzione in Italia quando il momento giusto giungerà. E come l’Ottobre rivoluzionario del ’17 sarà un evento eccezionale, dirompente, progressivo e fantastico. E’ l’unica organizzazione esistente che sia in grado di poter far questo. E con orgoglio lo affermiamo al mondo.
Ma, .. anche una grande organizzazione come Lotta Comunista ha un suo problema. Non riesce ad uscire dall’Italia, non riesce a superare la barriera nazionale. Vale a dire che, nonostante la sua enorme consistenza numerica (e in continua ascesa) nella penisola italiana, non riesce ad espandere la sua presenza oltr’alpi. Negli altri paesi europei Lotta Comunista è praticamente inesistente.
E’ da tempo, da decenni ormai, che i dirigenti del partito parlano, nelle riunioni e sul giornale, della necessità di sviluppare l’organizzazione in Europa e come esempio da seguire per un futuro partito leninista europeo, con orgoglio citano sempre il circolo di L.C. a Parigi (oltre agli altri piccoli circoli come a Nizza, quello a Valencia in Spagna, o quello in Grecia e uno in Russia).
Ma bisogna essere realisti. E’ da più di 20 anni che esiste l’importante circolo di Parigi (che forse fra 10anni, o fra 20, diventeranno 2). Ma per pensare ad un qualcosa che possa portare ad una rivoluzione in Francia bisogna contare su almeno 150 circoli nella nazione. Senza una così consistente ed estesa presenza sovvertitrice in Francia non è possibile ottenere nulla.
A questo punto la cruda, ma realistica domanda: come può dopo più di 20 anni dalla sua nascita il circolo di Parigi rimanere l’unico circolo nella capitale? E come mai i circoli operai non si estendono a decine (o centinaia) sul territorio francese o in tutta Europa come dovrebbe essere? Eppure, da come ne parlano i responsabili del partito nelle riunioni e sul giornale, sembra che l’insediamento leninista europeo sia in normale attuazione e senza grossi problemi.
Qualcosa non funziona nello sviluppo del partito leninista europeo? E’ tutto a posto? La strategia è quella giusta?
Siamo purtroppo convinti di no.
Vista da Berlino la politica estera comunista di Lotta Comunista appare (è duro da affermare) come non funzionante, un fallimento (con i fatti che purtroppo stanno lì a dimostrarlo). Un vero flop! … Peccato!
Se all’interno dell’Italia il partito appare sano, numeroso, esteso, vivace e in continuo allargamento, cioè il partito rivoluzionario più grande d’Europa e sicuramente del mondo (da tenersi ben stretto) fuori Italia però è il deserto più totale nello sviluppo di Lotta Comunista. In altre parole il partito si trova totalmente isolato nel contesto europeo e internazionale.
Quindi, se l’espansione interna italiana prosegue senza sosta, cosa può essere che frena l’espansione all’estero di un partito così ben organizzato e preparato, che può vantare essere l’unico a livello internazionale ad avere un così alto numero di aderenti attivi?
A nostro avviso è il metodo organizzativo di espansione usato in Italia che non può funzionare, non può essere replicato meccanicisticamente all’estero (è evidente visto da Berlino). Più di 20anni per espandere un circolo a Parigi non lo si può certo considerare un successo, se messo a paragone con i bolscevichi sotto la guida di Lenin, che in 15 anni, anche se il contesto era diverso, hanno costituito un partito in Russia e fatto anche una rivoluzione. E’ palese che qualcosa non va. Si può ben comprendere quindi l’angoscia, se non l’incubo dei dirigenti di Lotta Com. nell’annunciare continuamente la formazione del partito leninista europeo, ma in realtà dopo ancora dopo 20 anni trovarsi al palo di partenza.
Se Lotta Comunista vuole rimettersi in gioco a livello europeo, per noi è
chiaro, deve modificare e adeguare senz’altro la sua macchina organizzativa alle situazioni reali estere.
La nostra sperimentazione qui a Berlino ci dice e ci conferma, che per accelerare il suo
sviluppo all’estero L.C. dovrebbe mandare decine, centinaia, se non migliaia di giovani fuori Italia, che formino circoli in tutta Europa. Questa è la priorità per l’organizzazione a questo stadio. Così che i giovani si fondino con gli attivisti locali, diventino parte integrante della popolazione locale, scrivano da se stessi i loro giornali, formandosi così come specialisti. Un solo giornale (e per lo più nella forma comprensibile solo ai pochi) come presenta L.C. in Italia, da riproporre all’estero per le altre nazioni non funziona.
Esattamente come usato dai bolscevichi con Lenin e dai socialdemocratici tedeschi con Marx, bisogna considerare la possibilità e la necessità di usare più giornali in contemporanea nella diffusione, a secondo delle necessità e situazioni, che aiutino l’espansione veloce del partito.
E questo sia con giornali semplici e comprensibili d’attacco per il primo contatto (come stiamo sperimentando con successo a Berlino con “Der kommunistische Kampf”) che in contemporanea, con giornali di più approfondito studio, qual è l’attuale giornale “Lotta Comunista”. Certamente un solo giornale non basta.
Da Berlino è chiaro anche, che per Lotta Comunista è necessario sviluppare i contatti con le altre organizzazioni marxiste (Lenin era maestro in questo) e partecipi alle proteste europee, anche se organizzate da altri, sulle diverse controversie e problematiche. Naturalmente tenendo strette le proprie più che corrette posizioni, per portare nelle lotte le proprie parole d’ordine e concetti (tutt’ora completamente assenti nelle manifestazioni europee). Così facendo può entrare in contatto con varie organizzazioni europee e internazionali (o perlomeno con quelle che si ritengono rivoluzionarie) favorendo così confronti costruttivi (è bene ancora ripetere che Lenin e Marx erano proprio specialisti in questo). Avendo modo così di avvicinare migliaia di
giovani, che, bisogna aver chiaro, non sono tutti scapestrati e superficiali come potrebbe sembrare, ma molti di loro sono alla ricerca di capire, conoscere, approfondire, come l’esperienza di Berlino dimostra.
Vediamo anche la possibilità, molto utile per la penetrazione delle idee leniniste, di formare un coordinamento europeo (o meglio ancora internazionale) con le organizzazioni marxiste antinazionaliste per formare un fronte internazionale anticapitalista e antistalinista.
Secondo noi, è grazie, ad oltre la costante diffusione dei giornali, all’insieme e uso sapiente di questi molteplici sistemi che i bolscevichi diretti da Lenin hanno potuto costituire in 15 anni una potente organizzazione rivoluzionaria e portarla poi con successo alla rivoluzione.
IL VENTENNIO PERDUTO DI LOTTA COMUNISTA.
(che potrebbe diventare presto il TRENTENNIO o addirittura il QUARANTENNIO)
E’ per il fatto di non aver considerato (tra cui anche le nostre proposte) di sperimentare e modificare il proprio metodo organizzativo 20anni fa, quando Lotta Comunista cominciava, dopo la nascita del circolo di Parigi, a programmare lo sviluppo del partito leninista in Europa, che si può parlare del VENTENNIO PERDUTO DI LOTTA COMUNISTA.
A questo punto è palese e evidente la necessità urgente per questo grande e valido partito di organizzarsi per adottare senza restrizioni di apertura mentale nuovi criteri di sviluppo e mettersi in corsa per la rivoluzione europea. Se questo sarà, cioè riuscire in questo intento, sarà una evento veramente eccezionale! Eccezionale per la storia e per il progresso dell’umanità.
Claudio Piccoli
attivista di Lotta Comunista per 40 anni
ed ora in sperimentazione a Berlino con
"Der kommunistische Kampf"
