Guerra Iran-USA: TUTTO CONFERMA CHE GLI USA SI STANNO IMPOSSESSANDO DI NAZIONI APPARTENENTI ALLE “ZONE DI INFLUENZA” DELLA RUSSIA IN AFFANNO, CHE ATTUALMENTE N

 ... CHE ATTUALMENTE NON RIESCE A DIFENDERE.

 

In una società capitalistica dove le guerre sono componente fissa del perverso sistema finalizzato al profitto (Clausewitz: “Guerra, continuazione della politica con altri mezzi”) anche le guerre tra imperialismi per rubarsi reciprocamente le “zone di influenza” diventano di conseguenza normalità.

Come riportano tutte le fonti, ormai l’imperialismo russo è sull’orlo del collasso causa la guerra in Ucraina. Le spese per sostenere anche questo conflitto sono enormi e al di sopra delle proprie possibilità per l’imperialismo di Mosca.

E’ nella competizione tra banditi imperialisti, in quella che si può definire “la legge capitalistica della giungla”, che vale la regola, quando un contendente si indebolisce un altro è subito pronto ad approfittarne. E’ sempre stato così nel capitalismo (vedi dopo crollo dell’Unione sovietica, dove le multinazionali europee subito hanno approfittato per prendersi le nazioni dell’ex “Patto di Varsavia” allora controllato dal Cremlino come Polonia, Ungheria, Romania, Cecoslovacchia, Jugoslavia, ecc.) e sempre sarà così finchè il controverso sistema capitalista non sarà soppresso.

CRITERI. Come possiamo capire in base a quali criteri l’imperialismo americano – sotto la presidenza Trump – sia interessato esclusivamente alle nazioni che fanno parte della «sfera d’influenza» russa? Ovvero ai paesi che intrattengono relazioni politiche, economiche e militari privilegiate con Mosca?

Eccone le spiegazioni.

Prendiamo l’attuale GUERRA IRAN. Trump sostiene di attaccare l’Iran filo-russo per impedirgli di costruire una bomba atomica. Ma anche la COREA DEL NORD sviluppa armi nucleari! Perché allora Trump non attacca anche la Corea del Nord? Eppure né Trump né la stampa occidentale menzionano la Corea del Nord. Perché?

Perché il misero Nord Corea (con un PIL paragonabile a quello della città di Berlino) appartiene alla “zona di influenza” dell’imperialismo di Pechino, è sotto protezione dell’imperialismo cinese, e attaccare il Nord Corea significherebbe scatenare la reazione militare del dragone che si mobiliterebbe immediatamente per difenderlo, trasformandosi in un disastro per l’imperialismo USA. Questa è la spiegazione del motivo per cui Trump e la stampa occidentale non parlano della Corea del Nord! (… per meglio comprendere il gioco - cioè che lo sviluppo del programma nucleare in Iran in realtà non centra nulla: persino all’arretrato Pakistan è stato di recente permesso di adottarsi di bombe atomiche, in funzione anti India. Alla quale nel passato è stato permesso di adottarsi di bombe atomiche, in funzione anti Cina). È quindi evidente che la questione di impedire all’Iran di costruire “la bomba atomica” sia soltanto il PRETESTO capitalistico per giustificare l’intervento militare degli USA e conquistare il paese filo-russo che Mosca, nella sua attuale crisi catastrofica, non è più in grado di difendere.

VENEZUELA. Il governo filo russo Maduro è stato accusato da Trump (senza prove) di aiutare gli spacciatori di droga solo perché alcune imbarcazioni degli spacciatori partivano dal Venezuela verso gli USA. Ma in realtà imbarcazioni di spacciatori piene di

droga partono da tutti i paesi del Sud America: Colombia, Brasile, Argentina, ecc. che portare droga negli Stati Uniti. Ma tutto questo da Trump e dall’informazione europea non viene citato.  Trump è solo interessato agli spacciatoti che partono dal Venezuela! Come mai? Perché il Venezuela fa parte dello schieramento nemico, mentre le altre nazioni da dove anche gli spacciatori partono o sono paesi amici delle potenze occidentali o intrattengono stretti contatti con la  Cina, per cui l’accusa contro di loro di “spaccio di droga” non vale, perciò non attaccabili. Lo “narcotraffico” pertanto rappresenta il PRETESTO per giustificare alla masse proletarie l’attacco solo al Venezuela in quanto nazione filo-russa, e che Mosca in profonda crisi adesso non può difendere.

SIRIA - Il precedente regime  filo-russo  di Assad veniva definito da Trump e dai governi

occidentali come “brutale dittatura”. Questo corrispondeva alla verità. Ma anche in Arabia Saudita vige una “dittatura ancora più brutale”. Lo stesso vale per gli Emirati Arabi Uniti, il Qatar, il Kuwait e tutti gli Stati del Golfo Persico – eppure nessuno ne parla.

Questi paesi arabi sono però alleati dell’Occidente oppure intrattengono stretti rapporti con la Cina. Per questo motivo, la “brutale dittatura” 

nell’ipocrito capitalismo vale soltanto per i paesi dello schieramento avversario, come l’ex Siria guidata dal filo-russo Assad, ma non per gli Stati amici. Anche qui ci troviamo di fronte a un’evidente MANIPOLAZIONE, a un PRETESTO per influenzare le masse lavoratrici e giustificare un intervento militare.

CUBA. Anche questa zona storica di “influenza russa” e “protettorato stalinista dell’ex Unione Sovietica”. Ma con una Russia oggi in profonda crisi che non può proteggerla è diventata anch’essa preda e mirino degli USA. Trump continua ad affermare che, finito con l’Iran, si occuperà poi anche della conquista dell’isola caraibica. 

Hamas-PALESTINA, Hezbollah-LIBANO, Huthi-JEMEN. Tutti movimenti radicali religiosi sostenuti e finanziati da Iran e Russia. Anch’essi, nella brutale competizione interimperialista, nel mirino degli americani, di approfittare di neutralizzali o eliminali adesso che sono notevolmente indeboliti, dato che Mosca e l’Iran non li possono più difendere, ne finanziare, ne armare.  E’ su commissione USA che Israele ha assunto il compito “sporco” di attaccarli e renderli inefficaci. Anche qui il motivo per cui vanno eliminati in quanto “movimenti estremisti” religiosi è ovviamente un PRETESTO. Pretesto, visto che sia gli Stati Uniti che i governi in Europa fanno largo uso di movimenti estremisti religiosi radicali in Africa e in Medio Oriente (tipo Isis/Daesh, Al-Qaida, Al-Nutra, Jihadisti vari e altri movimenti fanatici) per combattere e respingere l’influenza dei russi e dei cinesi.  Per esempio in Mali contro il governo filo russo vengono usati

i jihadisti guidati dal JNIM (Gruppo di Sostegno all'Islam e ai Musulmani) una coalizione affiliata ad Al Qaeda: in Congo contro il governo filo cinese vengono impiegate le milizie ruandesi FDLR e sostenuto il gruppo armato di matrice jihadista ADF (Forze Democratiche Alleate) affiliato allo Stato Islamico (ISCAP); in Etiopia sempre contro il governo filo cinese viene sovvenzionato il Fronte Popolare di Liberazione del Tigray (TPLF); in Libia si incentivano le milizie jihadiste Rada (Forza speciale di deterrenza) e l'Apparato di Supporto alla Stabilità (ex forze di Abdelghani al-Kikli) contro le milizie filo russe; in Jemen contro gli Huthi filo Iran vengono usate i jihadisti di al-Qaida (AQAP) e gli affiliati yemeniti dello Stato Islamico (ISIS); e non ultima, com’è noto, in Siria a destabilizzare il regime filo Mosca di Assad è stato utilizzato il jihadista Ahmed al-Sharaa che ha guidato la coalizione di milizie Hayat Tahrir al-Sham (HTS) ex braccio siriano di al-Qaeda.

I PRETESTI. I briganti capitalisti devono sempre inventarsi, trovare in tutte le loro schifose e ripugnanti guerre, dei pretesti per giustificare le loro sanguinose brutali belligeranze e farle apparire come giuste e necessarie, così da legittimare i massacri, le distruzioni, i disastri che ne conseguono. Ma non solo, i PRETESTI hanno anche il compito, devono anche servire, per convincere le masse lavoratrici che la guerra sia così giusta, da spingerle a  sacrificarsi come “carne da cannone” per gli interessi celati dei banditi capitalisti.  

Per i MARXISTI tutte le guerre sono una falsità, tragedie! Non esistono “guerre giuste!”. Tutte sono causate da interessi capitalistici. Questo bisogna capirlo molto chiaramente. I motivi basta solo cercarli, trovarli e esporli.

Nelle guerre i marxisti non si schierano mai dalla una parte di uno dei belligeranti, poiché - come detto - le nazioni non son altro che i capitalisti che le dirigono nell’ombra, influenzando le masse. Nelle guerre i marxisti si collocano sempre dalla parte dei lavoratori, indipendentemente dalle loro nazionalità, affinchè si uniscano (“Lavoratori di tutto il mondo unitevi!”) e combattino assieme contro il perverso sistema capitalistico per giungere alla società superiore.


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