DI CUI LA STAMPA TEDESCA ASSOLUTAMENTE NON PARLA
“Il sostegno decennale della Germania e dell'UE al Ruanda sta suscitando sempre più proteste per il ruolo del Paese nella guerra nel Congo orientale. Per decenni, il governo ruandese di Kigali ha sostenuto ogni sorta di milizia nelle vicine province del Kivu, nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, che saccheggiano materie prime su larga scala e le contrabbandano in Ruanda. Kigali ne ricava miliardi, mentre le milizie nel Congo orientale continuano la guerra”. Così inizia il suo articolo il portale “PRESSENZA – International Press Agency” del 14 febbraio 2025 con il titolo “Guerra in Congo”.
In sostanza, PRESSENZA riporta che il Ruanda –paese sostenuto dall’UE e dalla Germania – finanzia e invia brutali e sanguinarie milizie ruandesi nel vicino Congo affinché saccheggino e rubino preziose e rare materie prime e le portino in Ruanda. Qui il governo le rivende ai paesi europei, in particolare alla Germania, ricavandone miliardi.
Prosegue poi Pressenza: “La Germania collabora strettamente da tempo con il Ruanda, ex colonia del Reich tedesco, che era anche considerata a Berlino come sede per l'esternalizzazione delle procedure di asilo in parti remote del mondo. L'anno scorso la UE ha concluso un accordo con Kigali che prevede la fornitura di materie prime essenziali. Gli osservatori presumono che anche i “minerali del sangue” provenienti dalla guerra nel Congo orientale raggiungano l’Europa in questo modo” (...) “Berlino versa a Kigali ingenti somme dal suo bilancio per lo sviluppo; più recentemente, nell'ottobre 2022, ha promesso una somma di 93,6 milioni di euro per un periodo di tre anni, due terzi dei quali sotto forma di cosiddetta cooperazione finanziaria, destinata a promuovere gli investimenti.[1] Il Ruanda è uno dei paesi che la Repubblica Federale ha incluso nel progetto "Patto con l'Africa", che mira a migliorare le condizioni quadro per gli investimenti esteri nei paesi africani partecipanti” (ibidem).
Di tutto questo – del grande sostegno della Germania al Ruanda, degli affari di Berlino nel paese africano, degli ingenti crediti tedeschi al governo di Kigali, di come il Ruanda si procuri materie prime in Congo armando proprie milizie paramilitari crudeli, dei brutali massacri che queste milizie compiono e del fatto che la Germania sia tra i principali acquirenti di queste materie prime provenienti da tali violenze – in Germania non viene riportato né divulgato assolutamente nulla, come esistesse nella Bundesrepublik una sorta di accordo del silenzio o una censura su tutto ciò.
Infatti nel capitolo “Minerali del sangue” prosegue Pressenza”: “Anni di campagne contro l'importazione di ‘minerali del sangue’ dal Congo orientale attraverso il Ruanda si sono regolarmente concluse con un nulla di fatto perché gli stati occidentali – ben riforniti di materie prime – collaborano strettamente con Kigali, di fatto nascondendo il contrabbando e le violenze delle milizie sostenute dal Ruanda nel Congo orientale”.
Forti sono gli interessi e il legame che Berlino ha con il Ruanda, e molte sono le aziende multinazionali tedesche che operano nel paese sviluppando grandi affari. Eccone alcune:
Volkswagen ha uno stabilimento a Kigali dal 2018, e anche il produttore tedesco di vaccini BioNTech ne ha uno dal 2023. SAP: Azienda di software leader a livello mondiale, con un forte presenza in Africa. Siemens: Multinazionale attiva nell'elettronica, nel settore energetico e nelle infrastrutture. Allianz: Azienda leader nel settore assicurativo e finanziario. Bayer: Multinazionale farmaceutica e del settore delle scienze della vita.
Le aziende tedesche sono così numerose in Ruanda perché il paese, come riporta Pressenza, è stato una colonia tedesca nel passato, e quindi dopo l’indipendenza, è rimasto “zona di influenza della Bundesrepublik”, cioè paese “preferenziale” in cui le aziende tedesche sono agevolate nell’esercitare e espandere i propri affari.
Il problema è che il Ruanda non è un paese con grandi risorse minerarie, mentre il vicino Congo invece si. Possiede grandi quantità di minerali, come il prezioso Cobalto: la Repubblica Democratica del Congo produce più della metà del cobalto mondiale, essenziale per le batterie ricaricabili di smartphone, computer e auto elettriche; il Coltan (Columbite-Tantalite): fondamentale per la produzione di condensatori nei dispositivi elettronici, la regione del Kivu (Nord e Sud) è il fulcro di questa estrazione, con il sito di Rubaya che controlla circa il 15% del coltan mondiale. Poi Oro: estratto in grandi quantità, e altri minerali, come Rame, diamanti, litio, tungsteno, stagno e terre rare.
Cobalto e Coltan quindi, oggi elementi diventati indispensabili e di enorme valore nell’era dell’Intelligenza Artificiale.
Sono appunto questi minerali preziosi essenziali l’obbiettivo delle brutali milizie ruandesi M23 in Congo, che saccheggiando e massacrando per impossessarsene li portano poi in Ruanda, dove il governo poi rivendendole ai paesi europei ne ricava miliardi. Naturalmente, come riportano fonti extratedesche, con l’assenso delle nazioni europee, Germania compresa. Nazioni europee che hanno poi il compito di difendere, proteggere il Ruanda nei tribunali internazionali, come in sede ONU, quando a Kigali vengono mosse accuse di genocidi e massacri.
Infatti sono fonti non tedesche a riportare cosa accade tra Congo e Ruanda e dei tragici eventi che là avvengono. Così descrive la situazione Avvenire il 28 gennaio 2025: “La sostanziale impunità del Ruanda nel “grande gioco” dei minerali “insanguinati” del Nord Kivu; le responsabilità dell’Europa in un conflitto infinito e complicatissimo” (…) “Il controllo delle risorse minerarie è stato al centro della altre due guerre nel Kivu. Aeroporto in mano ai ruandesi dell'M23, 100 morti negli scontri”(…) “La milizia armata M23, senza il sostegno militare ruandese e senza il silenzio occidentale, non sarebbe mai arrivata fino a Goma” (…) “Nel frattempo è l’intero popolo dell’Est del Congo a pagare il prezzo più alto dell’instabilità e della predazione congolese. In queste ore a Goma si vive nel caos e nel terrore, i miliziani M23 hanno preso il controllo dell’aeroporto, mentre le vittime dell’Onu sono salite a 17 portando a «cento morti e oltre mille feriti”. O così titola Repubblica il 7 febbraio 2025: “Congo, orrore a Goma: nella città occupata dai ribelli oltre 150 donne stuprate e bruciate vive”. O prosegue Council on Foreign Relation del 29 gennaio 2025: “Nel marzo 2024, l'ONU ha riferito che il numero di sfollati interni nella RDC aveva raggiunto i 7,2 milioni, uno dei più grandi al mondo. Il disastro umanitario causato dal conflitto ciclico e violento in Congo, che ha causato milioni di vittime negli ultimi tre decenni, continua ad aggravarsi”.
Oppure Amnesty International del 19 dicembre 2025 titola: “Dite a tutti che siamo vittime di un massacro” - Crimini di guerra dimenticati nella Repubblica Democratica del Congo”.
LE DUE FACCE DELL’IMPERIALISMO TEDESCO. Esattamente: mentre nella Bundesrepublik, all’interno del paese il governo, i partiti, i politici e i media parlano continuamente di “democrazia” e si da grande eco al tema “ecologia”, si sottolinea la difesa dei “diritti delle donne” contro il “Patriarcato”, si evidenziano i “diritti degli omosessuali”, ecc. tutto l’opposto è quello che viene invece perseguito all’estero: qui vengono sostenuti e appoggiati brutali governi come il Ruanda, le cui milizie come detto, commettono atrocità inaudite, depredano, saccheggiano, uccidono.
Oppure l’Arabia Saudita, nel cui paese arabo, che gode della simpatia dei paesi occidentali e quindi anche di Berlino, vige una brutale dittatura, dove non esiste alcuna democrazia o libertà di espressione e critica e in cui gli oppositori al regime vengono barbaramente torturati e poi giustiziati in pubblico. Anche di questo nei media tedeschi, assolutamente non vi è cenno.
Come non vi è cenno che in Tunisia di fatto esiste una dittatura, con un presidente Saied scandalosamente eletto solo dal 19% della popolazione, ma essendo favorevole agli europei, il tutto viene nascosto. Per non parlare poi delle dittature in Guinea, Eritrea, Somalia, Uzbekistan, Pakistan, di cui nella stampa europea non vi è traccia.
Come viene taciuto che anche in Ucraina, causa la guerra, vige un duro autoritarismo, con soppressione di tutte le libertà e libertà di espressione (mentre invece alla dittatura di Putin si da grande risalto).
In altre parole, i media della borghesia ci riportano solo notizie che servono agli interessi dei capitalisti della nazione, e non la verità. Significa che veniamo costantemente manipolati, orientati, mentre il mondo nella realtà funziona diversamente da come viene rappresentato nelle notizie diffuse.
Anche la GERMANIA quindi, come sopra evidenziato, non fa eccezione nel perverso mondo imperialista, con una stampa interna che racconta cose ingannando, mentre all’esterno persegue tutto il contrario.
Dobbiamo aver chiaro, comprendere bene chi sono i capitalisti, in tutti i loro reali aspetti - come agiscono e come ingannano. E impegnarci attivamente nella lotta per la società superiore.
