- CONTRO MADURO - CONTRO GUAIDO’

 

 

CONTRO TUTTI I GOVERNI BORGHESI CHE SFRUTTANO LE MASSE PROLETARIE PER I PROPRI SPORCHI GIOCHI CAPITALISTI

Innanzi tutto lo scontro di Guaidò contro Maduro non è una battaglia sostenuta dai lavoratori che lottano per difendere i loro interessi come le televisioni vogliono far apparire mettendo in risalto le proteste, gli scontri, ecc. In realtà gli scontri e le proteste esistono già da molto tempo e solo adesso Guaidò le utilizza per motivi politici,  sfruttando il malcontento popolare - a cui in verità non interessa risolvere – per cercare di accaparrarsi la nazione.

Infatti nella lotta per conquistarsi o tenersi il Venezuela si fronteggiano addirittura due schieramenti capitalistici internazionali: da una parte il presidente Maduro al governo sostenuto dai militari venezuelani con appoggio di Russia (dove le tv russe mandano in onda i servizi delle manifestazioni pro Maduro) e Cina. Dall’altra l’oppositore Guaidò diretto e supportato da Usa e Europa (dove le tv mandano invece in onda le proteste contro Maduro). Le masse venezuelane vivono invece in una situazione dove una parte di essa beneficia un relativo benessere, e l’altra, composta da una massa di disagiati che da alcuni anni sono i protagonisti delle violente proteste contestatarie.  

Cosa ha creato una così catastrofica situazione in Venezuela? La spiegazione la si può certamente trovare nel saliscendi del prezzo del petrolio. Il Venezuela vive praticamente sulla vendita dell’oro nero, nel cui sottosuolo si stima esista il più grande bacino petrolifero al mondo e la cui economia ne dipende interamente.

Per capire la situazione d’oggi bisogna però risalire a Chàvez, ex presidente venezuelano populista antecedente Maduro. Chàvez era arrivato al governo del Venezuela nel 1999 quando il prezzo del petrolio stava salendo ed era addirittura arrivato poi a quota 120 dollari al barile. Con i notevoli proventi ricavati dalla vendita aveva impostato il suo potere favorendo soprattutto il ceto militare, cooptando nel suo governo i generali più significativi delle forze armate. Assicurandosi così la fedeltà e la sicurezza dell’esercito al suo governo e mettendosi al riparo da eventuali colpi di stato. Poi una parte consistente dei proventi petroliferi l’ha rivolta per legarsi tutto l’apparato statale, e il resto ai contadini e alle varie categorie della popolazione attraverso varie forme di incentivi e sussidi vari.

Tutto è andato bene fino al 2015, allorchè Obama per interessi di politica internazionale (per piegare Iran e Russia) attraverso l’Arabia Saudita ha fatto crollare il prezzo del petrolio. Da questa data il Venezuela è precipitato in una crisi profonda. Il prezzo del greggio che prima era arrivato (come detto) anche a 120 dollari al barile, adesso crollato a 40 dollari ha prodotto come conseguenza il forte ribasso dei guadagni petroliferi. E’ da allora quindi che Nicolàs Maduro, figlioccio politico di Chàvez e che l’ha sostituito alla direzione del paese, non ha più le finanze sufficienti per sostenere il tenore sociale antecedente la crisi.  

In questo contesto di forte calo di entrate finanziarie la politica di Maduro è stata quella innanzi tutto di salvaguardare i privilegi dei militari, così da continuare a garantirsi la stabilità e proteggersi da eventuali reazioni militari. Poi sempre di salvaguardare gli stipendi dell’enorme apparato statale venezuelano in modo di averne il sostegno. Infine, il restante alla popolazione. Quindi in questa situazione di forte crisi una parte consistente di cittadini si è visto drasticamente diminuire il tenore di vita, e questa è quella parte di popolazione che da alcuni anni protesta duramente e che le cronache mostrano continuamente.

L’imperialismo americano ha deciso quindi - per suoi interessi - di inserirsi in questa crisi venezuelana.  L’intervento di Trump a sostegno di Guaidò nasce dal fatto che la politica internazionale del presidente Usa è di attaccare frontalmente quelli che considera gli avversari-nemici dell’America: Iran, Russia, Cina, ecc. Attaccare non militarmente, ma

  politicamente ed economicamente: con l’Iran ha disdetto l’accordo sul nucleare e rintrodotto contro il paese dure sanzioni; contro la Russia ha rafforzato le sanzioni economiche penalizzanti; contro la Cina ha alzato notevolmente i dazi sulle merci cinesi importate in 

America con l’intento di creare problemi allo sviluppo del paese. Trump si è mosso poi anche contro la Turchia con sanzioni economiche, Turchia che è alleato Usa nella Nato, ma colpevole di spostarsi troppo sul fronte opposto Russia-Cina. 

E adesso per Trump è arrivato il turno anche del Venezuela. Il presidente Maduro è accusato di stringere legami sempre più stretti con lo schieramento filo russo-cinese avverso, e di incrementare con questi paesi sempre più i rapporti commerciali-politici-militari. Nella vendita del petrolio venezuelano Maduro poi ha ormai quasi escluso di usare come moneta commerciale il dollaro. Questo gli americani non lo possono tollerare. Quindi Trump interviene.  

Per quanto riguarda le posizioni di scontro interno al Venezuela Maduro è il presidente eletto, mentre il parlamento è in mano alle opposizioni. Ed è appunto Guaidò, oppositore di Maduro, il presidente del parlamento. Quindi il contesto interno politico risulta di forte instabilità.  

Sostenendo l’oppositore Guaidò lo scopo Usa è estromettere Maduro dal potere e togliere quindi il Venezuela dallo schieramento Russia, Cina, Iran, ecc. per spostarlo con il fedele Guaidò su Usa-Europa. Certamente il fine non è quello di aiutare le masse affamate, già messe in miseria da Maduro, come le tv vogliono far credere.  

In questa diaspora borghese, Maduro come presidente, attaccato dal fronte Guaidò-Usa  si sente però molto forte e sicuro, perché può contare sul sostegno delle forze armate venezuelane, i cui vertici di generali, come già accennato, siedono copiosi nel suo governo. E’ per questo motivo che Guaidò con Usa-Europa cercano di spodestarlo non militarmente, ma attraverso nuove elezioni anticipate, cosa che Maduro naturalmente rifiuta.

La domanda quindi che ci si pone è: se Trump sa che Maduro è sostenuto dai militari e quindi non c’è nessuna possibilità di sfruttare colpi di stato per spodestarlo, se sa che le elezioni anticipate non sono possibili perchè Maduro le rifiuta, in più, possiamo noi aggiungere, se è chiaro che della sorte delle masse che protestano nessuno ne è veramente interessato e sono solo pretesti, per quale motivo Trump ha fomentato tutto questo caos venezuelano che non ha via d’uscita?

Nello sporco gioco borghese una ipotetica risposta potrebbe risiedere: la provocazione di Guaidò di autoeleggersi presidente, aggiunto alle forti proteste di massa, potrebbe provocare una reazione dell’esercito filo Maduro causando un bagno di sangue tra gli oppositori. Quindi Trump troverebbe in questo il motivo, il pretesto, si sentirebbe autorizzato internazionalmente a intervenire militarmente per “difendere la democrazia”, “la libertà”, ecc. del popolo venezuelano e rovesciare Maduro.

Ma anche in questa ipotesi sorgerebbe per gli Usa un problema di non poco conto: dietro a Maduro a suo sostegno ci sono i russi di quella volpe di Putin. I quali potrebbero (con la scusa di difendere i propri interessi in Venezuela) altrettanto intervenire  militarmente a favore di Maduro contro gli americani se questo da loro venisse attaccato. Se questo accadesse la crisi venezuelana si trasformerebbe in un catastrofe con conseguenze imprevedibili, perciò non molto conveniente per Trump.

Quindi da una visuale borghese non si capisce come mai Trump si sia infilato nel vespaio venezuelano. Forse come diversivo per motivi politici interni in America?

O come diversivo per ottenere qualcos’altro dai russi o cinesi in altre parti del pianeta? Difficile dire. Forse il tempo ci potrà dirà qualcosa, come spesso accade.

Sicuro è che in queste tragiche situazioni è la classe lavoratrice che ne viene coinvolta, trascinata e utilizzata in disastri e interessi che non la riguardano. Ed è quella poi che ne paga le forti e tragiche conseguenze. Quindi come sempre con decisione:

 

  CONTRO MADURO E CONTRO GUIDO’

CONTRO TUTTI I GOVERNI DELLA BORGHESIA !


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