DIMISSIONI MERKEL dalla CDU: FINE DI UN’EPOCA

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Per il marxismo i politici appartengono alla “sovrastruttura” sociale, cioè si interscambiano tra loro per perseguire gli interessi di quella che è la “struttura”, ossia l’economia, l’economia borghese.

Per l’analisi marxista, anche il compito di Angela Merkel è stato questo, mettersi a disposizione dei capitalisti borghesi e farne gli interessi.

 

 

 

 

 

Il fatto di essere stata capo di governo per ben 4 legislature consecutive dimostra che la persona, in campo borghese, è abile e ha notevoli capacità direttive e soprattutto di mediazione. Perché dentro il mondo dei politici della borghesia la concorrenza è forte e spietata e le trappole e gli sgambetti sono frequenti tra di loro.

 

ANGELA MERKEL HA RAPPRESENTATO una linea ben precisa all’interno del mondo borghese industrial-finanziario tedesco-europeo: la linea del rafforzamento dell’Unione Europea sotto direzione tedesca, nella forma dell’austerità.

Sotto la sua direzione, in sintonia con il suo partito, ha imposto agli altri governi delle borghesie europee un sistema finanziario su modello della banca centrale tedesca, ossia di “forte limitazione del debito pubblico” e “diminuzione del costo del lavoro”. In termini pratici: forti tagli alle spese sociali, con in prima linea l’attacco alle pensioni, e la diminuzione dei costi in fabbrica per gli imprenditori con l’estensione del lavoro precario e il freno agli aumenti salariali.

Sul piano dell’immigrazione la politica della cancelliera è stata di grande apertura ai rifugiati, per questa sua decisione è stata molto criticata da alcuni ambiti politici tedeschi (anche del suo partito).

 

IN POLITICA ESTERA i suoi governi si sono distinti per aver sempre preso una certa distanza dalle decisioni degli Stati Uniti (Ucraina 2014, Libia 2011, Siria 2011) pur essendo la Germania membro della Nato. Questo per evitare lo scontro con la Russia di Putin così da salvaguardare i forti interessi che l’imprenditoria e la finanza tedesca hanno nelle regioni russe.

 

ADESSO PERO’ LA SITUAZIONE E’ CAMBIATA.

-           -  Al timone della borghesia statunitense è salito Trump, e il presidente americano pretende che la Nato si coalizzi stretta contro Cina e Russia e non tollera più 

che il governo tedesco decida e si comporti diversamente da quanto deciso da Washington. Per ottenere questo Trump minaccia contro la Germania forme di ritorsione come l’innalzamento dei dazi in America sull’acciaio e per le auto tedesche importate.

-           -  Dal punto di vista della situazione in Europa, molte popolazioni stanno reagendo alla politica di austerità imposta dalla finanza tedesca, votando partiti politici populisti sempre più euroscettici.

La reazione popolare-populista sta investendo anche la Germania con la crescita improvvisa dei Verdi e dell’AfD che si dichiarano per un “Europa più tollerante”, cioè per una Germania meno austera.

 

LA PERDITA del 10% alle elezioni in Baviera e in Hessen della CDU-CSU e l’altrettanto perdita dell’alleato di governo SPD e la contemporanea crescita del 9-10% dei Verdi conquistata con il motto, appunto, per un “Europa diversa, più tollerante” ha avuto l’effetto di uno shock per l’establishment della CDU-CSU e per le dirigenze tedesche in generale ed è stato colto come un forte segnale di cambiamento in arrivo.

 

IL RISULTATO E’ STATO, com’è di prassi nel mondo borghese in queste situazioni di crisi, il pretendere le dimissioni della Merkel. Questo non significa affatto che verrà modificata la politica di austerità tedesca-europea fin qui perseguita. Ma con le dimissioni della Merkel l’establishment tedesco manda un segnale agli altri governi europei di essere disponibile al dialogo.

Probabilmente è anche un segnale a Trump, nel senso che d’ora in poi si accetta senza riserve la sua politica aggressiva contro Russia e Cina.

A noi marxisti e ai proletari tutti questi fatti confermano che il mondo capitalistico è un continuo evolversi e movimento. Va perciò seriamente analizzato e compreso. E significa che per noi è indispensabile proseguire sulla strada maestra della difesa degli interessi della classe proletaria.


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