MALI – L’IMPERIALISMO TEDESCO IN AZIONE

 

Con oltre 4 miliardi di euro spesi solo per l’inutile intervento militare in Mali ad uccidere persone, quante tasse sugli stipendi potrebbero essere diminuite e quante pensioni aggiuntive potrebbero essere pagate? Molte, sicuramente. Eppure ci viene detto che i fondi pensione sono in deficit e che la riduzione del carico fiscale sui salari è pura utopia. È evidente che ci prendono in giro. Il denaro c’è (e non poco, come dimostrato), ma viene utilizzato per favorire gli interessi della parte più ricca della popolazione, che diventa sempre più ricca.

L’INTERVENTO MILITARE IN MALI. L’imperialismo tedesco, ossia le grandi multinazionali tedesche in costante spasmodica ricerca di profitti, cerca di inserirsi in regioni del mondo dove la presenza di altri imperialismi concorrenti è minima: il Mali - uno dei paesi più poveri al mondo - è una di queste. 

La tattica di inserimento nella zona è sempre la stessa, utilizzata da tutti gli imperialismi: approfittando di opportunità di guerre interne, crisi, e conflitti etnici, Berlino invia i suoi soldati in avanscoperta per poi seguire le imprese con i loro affari.

Anche l’imperialistico tedesco, copiando altri imperialismi, utilizza il pretesto di “combattere il terrorismo islamico” (molto in voga al giorno d'oggi) per giustificare l’intervento militare. In altri casi gli interventi militari sono stati “per esportare la democrazia” (guerra in Jugoslavia 1999)  (Afghanistan) o “per il ripristino della pace” (Medio Oriente) o altri pretesti/fandonie simili.  

È più che ovvio che la "lotta al terrorismo islamico" sia una menzogna, poiché il "terrorismo islamico" è presente in tutto il mondo: dall'intero continente africano al Medio Oriente, dal Caucaso al Sud-est asiatico. Ma solo "in Mali" l'imperialismo tedesco è interessato a "combattere il terrorismo islamico"! Non occorre essere geni per capire che si tratta di un pretesto, di strumentalizzazione. È più che evidente.

Ed è da 10 anni, che i vari governi tedeschi spendono miliardi per la presenza militare

tedesca nell'Africa nord-occidentale (Sahel), allo scopo di ampliare il campo d'azione per le imprese tedesche.

Per l'intervento militare in Mali, il governo tedesco, nei 10 anni, ha già impegnato oltre i 4 miliardi di euro già menzionati, a rotazione, più di 25.000 soldati tedeschi.

Ovviamente anche se minima, in Mali l’imperialismo tedesco deve fare i conti con la concorrenza. In questo caso Berlino opera assieme ai francesi, ma “Il paese [Mali] è ora governato da una giunta militare che si sta adoperando per legami più stretti con la Russia e sta rendendo più difficile per le truppe internazionali stabilizzare il paese” riporta il “Tagesschau” del 25 aprile 2023. Per “sta rendendo più difficile per le truppe internazionali stabilizzare il paese” in lingua politica significa che i russi stanno rendendo più difficile alle truppe tedesco-francesi di “controllare pienamente il paese”.

Si perché alcune grandi multinazionali francesi e tedesche sono già operative nella rete economica del Mali.

Ad esempio, France Telecom è presente in Mali con Ikatel, una delle maggiori compagnie di telecomunicazioni del paese. In contemporanea l'azienda tedesca Siemens AG è presente in Malitel  che fornisce servizi di telefonia mobile e smartphone.

Il colosso mediatico francese Vivendi era proprietario maggioritario (53%) di SoTelMa, una grande azienda di telecomunicazioni privata in Mali, fino al 2013, quando ha poi venduto la sua quota azionaria a "Sotelma" a Etisalat  un'azienda degli Emirati Arabi Uniti.

L’interesse delle compagnie francesi-tedesche ad espandersi nel paese è quindi molto forte.

Gli esperti riportano che il continente africano è considerato dagli imperialismi europei - Germania compresa - come una vasta riserva di futuri profitti. Pertanto anche il governo tedesco, capitalista, a prescindere dai suoi attori politici (o burattini) di turno, è più che coinvolto a cogliere le opportunità per favorire gli interessi multimiliardari delle aziende tedesche nella regione. Anche se questo costerà guerre in futuro. Questo è più che certo. 


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